venerdì , 24 novembre 2017
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Giro d’Italia 2018, la situazione dei big al via

Non ancora presentato, il Giro d’Italia 2018 chiaramente non conosce ancora i suoi possibili protagonisti. Il ritardo nell’ufficializzare il percorso rispetto agli altri anni, sta logicamente fermando anche le dichiarazioni di intenti da parte dei grandi nomi delle corse a tappe. Molte porte ancora aperte dunque, anche se qualcuno ha già chiaramente annunciato di voler puntare tutto sul Tour de France, che invece è stato presentato nelle scorse settimane. Su tutti, Nairo Quintana (Movistar) ha fatto capire che il fallimento dovuto al tentativo di doppietta vuole essere riscattato a luglio, corsa sulla quale concentrerà le sue maggiori energie. Come lui faranno due corridori già protagonisti della passata edizione, Rigoberto Uran (EF – Drapac) e Romain Bardet (Ag2r La Mondiale), che, soprattutto per esigenze di squadra e sponsor, hanno nella Grande Boucle il grande obiettivo stagionale. Discorso simile per Richie Porte (BMC), che ha un conto aperto con il Tour e il prossimo anno cercherà finalmente il risultato che tanto insegue.

Altri che sembrano destinati a correre solo a luglio sono Daniel Martin (UAE Team Emirates), per il quale l’accoppiata Ardenne-Tour è ormai tradizionale, Bauke Mollema (Trek-Segafredo), di nuovo libero di puntare al Tour dopo il ritiro di Contador, Bob Jungels (Quick-Step Floors), reduce da due buone esperienze al Giro negli ultimi due anni, e chiaramente Warren Barguil (Fortuneo-Oscaro), che con il passaggio in una Professional francese punterà tutto sulla Grande Boucle. Per questi nomi, non sembra esserci percorso che tenga, la decisione sarebbe sostanzialmente ormai già presa e cambiamenti non sembrano previsti.

Al momento invece il grande dubbio, riguarda la partecipazione di Chris Froome. Il keniano bianco ha sempre detto che conquistare la quinta maglia gialla a Parigi sarà il grande obiettivo stagionale, ma ha tenuto aperta più volte la possibilità di essere al via di Gerusalemme e molto dipenderà dal percorso. In particolare, sarebbe la sua squadra ad insistere per vederlo anche al via della Corsa Rosa, alla ricerca di una clamorosa doppietta, proprio in occasione della cinquina. Ad ogni modo, se la Sky non dovesse portarlo, ci sarebbe comunque sicuramente una squadra di ottimo livello, probabilmente condotta da un vendicativo Geraint Thomas, con la ancor più probabile presenza del giovane Egan Bernal a dare molti spunti interessanti. Sempre che non si voglia dare a Wout Poels quell’occasione che ha dimostrato a sua volta di meritare. Come andrà, andrà, la squadra sarà in ogni caso tra le grandi favorite.

Mauro Vegni e i suoi hanno ben chiaro che il tracciato potrebbe giocare un ruolo fondamentale, forse ancor più che in altri anni, per cui non è da escludere che ci possa essere un risultato finale che vada maggiormente in favore del britannico rispetto a quanto si potesse inizialmente pensare, favorendo così di riflesso anche un altro dei grandi incerti: il campione uscente Tom Dumoulin (Team Sunweb). Con un tracciato più votato ai cronoman, infatti, RCS Sport potrebbe regalare al pubblico del ciclismo la prima grande sfida in un GT tra Froome e Dumoulin, soffiandoli ad ASO. L’ipotesi di una cronometro conclusiva a Roma andrebbe proprio in questa direzione, anche se altre ipotesi sembrano portare a due sole crono. Tutto ancora da vedere, mantenendo sempre più incertezza.

L’altro grande incerto è Vincenzo Nibali. Il siciliano in cuor suo vorrebbe sempre partecipare alla Corsa Rosa, ma questo non sempre si abbina con la realtà. Nel 2018, anno in cui il suo punto fermo è il Mondiale di Innsbruck 2018, effettuare una scelta è ancor più difficile, considerando che la Vuelta è considerata sicura. L’abbinamento con il Giro, come mostrato quest’anno è forse l’ideale, ma dover rinunciare per un altro anno al Tour non è facile, specialmente con lo sponsor che spinge verso la Francia, completamente ignorata quest’anno, con scarsissima visibilità proprio nell’evento più seguito a livello mondiale. Anche qui, fondamentale sarà il percorso finale. Quello del Tour già è sembrato piacergli, adesso bisognerà vedere cosa propongono gli uomini in rosa. Con la speranza opposta a quella dei suoi due rivali: Vincenzo non vuole troppa crono, ma più salite e tappe dure e lunghe. In caso di assenza del siciliano, probabile le redini siano affidate a Domenico Pozzovivo, che poi farebbe il gregario di lusso al Tour.

Tra gli incerti anche Tejay Van Garderen. La squadra vorrebbe affidargli nuovamente questo compito, considerando che nel finale della passata edizione si era mostrato in crescita, dandogli poi un ruolo da comprimario al Tour, dove invece dovrebbe direttamente trovarsi Damiano Caruso. L’italiano potrebbe a sua volta avere i gradi nella corsa di casa, ma la dirigenza non vorrebbe privarsi di lui a tempo pieno in supporto a Porte. Molto dipenderà anche qui dal percorso, con la possibilità che anche Rohan Dennis, specialmente se ci sarà molta crono, possa mettersi alla prova a sua volta.

Assente certo Quintana, in casa Movistar la situazione è ancora da definire. Sembra comunque quasi certa la partecipazione di almeno uno tra Mikel Landa e Alejandro Valverde, ma le recenti dichiarazioni nella conferenza stampa di presentazione della squadra non hanno aiutato a chiarire. Pur con la possibilità che siano tutti e tre al Tour, in quel caso sostanzialmente con Quintana capitano, sembra scontato che gli altri due si spartiscano la leadership nelle altre due grandi corse a tappe. Valverde potrebbe essere il più probabile, ma anche per Landa potrebbe essere una buona occasione. Il percorso chiaramente sbloccherà i dubbi, ma averne almeno uno al via è già un buon risultato.

Chi altro probabilmente ci sarà è Fabio Aru. Il sardo non ha potuto essere al via dalla sua isola lo scorso anno e la Corsa Rosa gli è mancata. Nel 2018 potrebbe essere l’occasione per cercare quell’assalto che lo scorso maggio gli è stato impedito dall’infortunio al ginocchio. Nella sua nuova squadra troverà inoltre Daniel Martin che vuole il Tour, quindi per la prossima stagione l’accordo tra i due sembra abbastanza facile da trovare, con una poi eventuale compresenza alla Vuelta che potrebbe regalare grandi cose, in vista di un Mondiale poi da rivali. Se troppa crono potrebbe fargli cambiare idea, l’incastro nelle gerarchie di squadra sembra troppo ben costruito per poter saltare.

Tra gli altri grandi nomi, un’alta squadra che presumibilmente porterà almeno un capitano sarà la Orica – Scott, con il tridente composto da Esteban Chaves, Adam Yates e Simon Yates pronto a scomporsi secondo le necessità del percorso, offrendo presumibilmente sempre almeno due soluzioni per ogni GT, considerando anche l’arrivo di Mikel Nieve, che potrebbe essere più che un gregario in alcune circostanze. Per il momento la formazione australiana non ha dato grandi indicazioni riguardo le proprie preferenze, né si sono espressi i diretti interessati, ma possiamo comunque guardare con ottimismo alla presenza di una squadra di buon livello, pronta a farsi vedere nelle prime posizioni, a prescindere dal percorso.

Tre nomi anche per la Bora – hansgrohe, che all’interessante duo Rafal Majka – Leopold Konig ha aggiunto il nostro Davide Formolo. L’italiano sembra il maggior indiziato ad essere al via, lasciando così più tranquillità agli altri due di concentrarsi sul Tour. Anche qui la squadra non ha voluto ancora anticipare delle decisioni che probabilmente possono ancora essere cambiate in base all’annuncio del percorso, al quale mancano addirittura ancora tre settimane. Considerando anche la presenza in rosa di Patrick Konrad ed Emannuel Buchmann, c’è margine qui per costruire una buona selezione, con almeno due corridori in grado di offrire buone prospettive.

Protagonisti a vario titolo della scorsa edizione, Thibaut Pinot (FDJ), Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin) e Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo) hanno mostrato in questi anni di apprezzare molto l’Italia e la Corsa Rosa. Proprio per questo sarebbe naturale e comprensibile per loro rinunciarvi in favore di una Grande Boucle in cui poter giocare un ruolo importante, in particolare per Pinot, che già ha ammiccato alla corsa di casa, pur non escludendo di provare la doppietta in un futuro non remoto. Qualsiasi decisione prendano, saranno chiaramente loro gli uomini di riferimento per la propria squadra nel GT che decideranno di correre, tutti con uno sguardo anche alla rassegna iridata di settembre. Sono in piena attesa di conoscere il percorso, annuncio dal quale dipenderà quasi interamente la loro decisione.

Se il francese dovesse optare per l’assenza, interessante sarà la possibilità di affidare la squadra a corridori in crescita come Sebastien Reichenbach o, ancor più suggestivo, a David Gaudu, togliendogli il peso del Tour, che per una promessa francese è sempre un’arma a doppio taglio, molto pesante da dover gestire. Il russo invece non ha un potenziale sostituto all’altezza, mentre nella formazione neerlandese potrebbero invece esserci carte interessanti con George Bennett e soprattutto Primoz Roglic, che in caso di percorso con più crono potrebbe creare molti grattacapi nelle posizioni di vertice.

Data per quasi certa l’assenza di Jakob Fuglsang, che vorrebbe finalmente giocarsi le sue carte da capitano unico in Francia, in casa Astana ci sarebbero due valide carte comunque di valore come Jan Hirt, tra le rivelazioni della passata edizione con il suo 12° posto finale, e soprattutto Miguel Angel Lopez, che al netto di infortuni ha dimostrato di potersela giocare con i migliori quando la strada sale. Forse ancora acerbo per la Grande Boucle, anche per il tipo di salite, il colombiano è stato indicato dalla squadra come la prima opzione per la Corsa Rosa, trovando sulle nostre strade palcoscenico ideale per continuare la sua crescita esponenziale. Al momento non v’è ancora la certezza, ma l’intenzione del team è quella.

L’assenza certa di Rigoberto Uran, potrebbe portare la futura EF – Drapac a riproporre il duo portato quest’anno. Pierre Rolland e Mike Woods potrebbero giocare un ruolo importante in salita, con il secondo che ha raggiunto un nuovo status in gruppo dopo l’ottima Vuelta. Per lui necessarie sicuramente conferme, considerata anche l’età, e la prossima edizione della Corsa Rosa potrebbe essere il luogo giusto per fare un ulteriore passo avanti.

Primo di tutti a dare per certa la sua presenza è stato Wilco Kelderman. Autore di un’ottima Vuelta la scorsa estate, il corridore neerlandese dovrà tuttavia aspettare la decisione di Dumoulin, che in quanto campione uscente non verrebbe certo al Giro con una condivisione dei ruoli. Il Team Sunweb in ogni caso è dunque sicuro di avere un capitano in grado di giocarsi le prime posizioni, potendo dire la propria sia in salita che a cronometro. A lui si è poi aggiunto, un po’ a sorpresa, Louis Meintjes (Dimension Data), che dopo tre anni di calendario incentrato sul Tour, quest’anno proverà un approccio diverso, puntando al Giro, con l’obiettivo di fare esperienza di alta classifica.

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