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Giro d’Italia 2020, la situazione dei big al via: Vincenzo Nibali e Romain Bardet ritroveranno Tom Dumoulin ed Egan Bernal?

Non mancheranno i grandi nomi al via del Giro d’Italia 2020. Se alcuni big sembrano aver già escluso la propria presenza in favore della Grande Boucle, l’equilibrato e tradizionale tracciato della Corsa Rosa sembra destinato a vedere alcuni nomi molto interessanti sfidarsi nel tracciato che unirà Budapest a Milano. Tre settimane che peraltro secondo molti sono la migliore combinazione possibile per coloro che ambiscono anche ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, una prova per scalatori puri che ben si addice agli uomini di classifica. I primi ad aver annunciato la propria assenza, puntando praticamente tutto sul Tour de France, sono Chris Froome (Ineos) e Nairo Quintana (Arkéa-Samsic), ai quali si sono iniziati ad aggiungere anche Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), Richie Porte (Trek-Segafredo), Mikel Landa (Bahrain-Merida), che per la prima volta ha una Grande Boucle su misura per lui a cui poter puntare con la squadra al suo servizio, e, quasi certamente Primoz Roglic, che ha già detto di voler fare il Tour.

Due invece i nomi che hanno già confermato la propria presenza. Il primo è Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), che è approdato nella sua nuova squadra con grandi ambizioni e gli sarà costruito intorno un gruppo interessante, in cui spiccherà Giulio Ciccone, proprio per supportarlo al meglio in salita, con la possibilità di imparare da lui.  Il siciliano punta ad entrare nella storia della Corsa Rosa come il vincitore più anziano, combinando l’impegno con i grandi obiettivi nelle corse di un giorno, Olimpiade e Mondiali. Discorso simile per Romain Bardet (Ag2r La Mondiale), che a sua volta ha confermato la sua presenza, rinunciando per la prima volta in carriera al Tour de France per potersi preparare ai grandi appuntamenti con la maglia della nazionale. Il francese arriva da una stagione difficile, ma dopo i due podi alla Grande Boucle è indubbiamente un corridore che può ambire ad un risultato simile in Italia, anche se la presenza di molte cronometro sembra penalizzarlo.

Un ragionamento che sembra accomunare anche Jakob Fuglsang (Astana) e Ilnur Zakarin (CCC), a loro volta con l’idea di abbinare al Giro anche la rassegna olimpica. Per il danese ci sarà da comprendere meglio il calendario per valutarne pienamente le ambizioni, con la possibilità che un corridore come Ion Izagirre (Miguel Angel Lopez è invece destinato ad un Tour molto più adatto a lui) possa giocarsi a sua volta le sue carte visto il percorso, mentre il russo ha ormai fatto capire di essere uomo da tre settimane e potrebbe ambire al podio finale, solo sfiorato in passato, prima degli appuntamenti estivi.

Ovviamente, chiunque voglia fare classifica dovrà fare i conti con un Team Ineos che quasi certamente ne porterà due tra Egan Bernal, che ha mostrato di apprezzare il tracciato e l’idea di parteciparvi, tanto da voler essere al via eventualmente sia di Giro che TourRichard Carapaz e Geraint Thomas, che sembrano il piano del teamScegliere non sarà semplice, con molte argomentazioni e motivazioni che si intrecciano fra loro. Tutti e tre hanno buone ragioni per voler essere al via e poter dare l’assalto alla maglia rosa, con l’ecuadoriano e il gallese che per il momento appaiono la coppia più probabile, ma non sono assolutamente da escludere cambiamenti, mentre i vari Tao Geoghegan Hart, Pavel Sivakov e Ivan Sosa restano affacciati nella speranza di avere anche loro la possibilità di esprimersi in prima persona.

L’altra corazzata per i grandi giri è la Jumbo-Visma, anch’essa alle prese con situazione non semplice. Sulla carta l’uomo deputato sembrava poter essere Steven Kruijswijk, ma dei tre capitani appare come il meno adatto sulla carta viste le tre crono inserite nel percorso. Se inizialmente sembrava comunque una ipotesi concreta, viste le motivazioni e il passato recente degli altri due, soprattutto Tom Dumoulin che ha corso le ultime tre edizioni della Corsa Rosa, le ultime indiscrezioni danno proprio il vincitore dell’edizione 2017 come probabile partecipante. Appare dunque quasi certa la presenza di un capitano di alto profilo per il team neerlandese.

Ragionamenti non semplici anche per Mitchelton-Scott e Movistar. La formazione australiana potrebbe presumibilmente schierare uno dei suoi gemelli terribili, ma la scelta è complessa visto che il tracciato del Tour è per entrambi una ghiotta occasione. Dopo due stagioni in cui abbiamo visto Simon, più facile che al via ci sia Adam, anche se a crono sembra difendersi meno bene del fratello, con la possibilità comunque che sia nuovamente la voglia di disputare la prova olimpica a fare da ago della bilancia. Da non escludere la possibilità che entrambi saltino la corsa, lasciando ad Esteban Chaves il compito di guidare il team a maggio. Per la compagine iberica la carta migliore sembrerebbe essere l’eterno Alejandro Valverde, ma il murciano ha scelto il Tour come incastro con Olimpiadi e Mondiali, oltre alle Classiche ovviamente. Enric Mas sembra già destinato alla Grande Boucle, visto anche il percorso, mentre da capire se finalmente Marc Soler avrà le occasioni che merita e il Giro potrebbe essere il terreno giusto per lui.

Interessante anche la scelta che prenderanno in casa UAE Team Emirates, in cui i capitani non mancano. Al momento grandi indicazioni non sono state date, ma uno tra Fabio Aru e Tadej Pogacar sembra sostanzialmente certo, con lo sloveno che sembrerebbe la scelta su cui spingerebbe Giuseppe Saronni. Probabile anche la partecipazione di Davide Formolo, anche in ottica olimpica, con il giovane Brandon McNulty che potrebbe a sua volta muovere i primi passi in un GT, così come l’ancor più giovane Andres Camilo Ardila, ultimo vincitore del Giro U23.

Ha già dato indicazioni importanti invece la Bora-hansgrohe. Nella squadra tedesca è esclusa la partecipazione di Emanuel Buchmann, che dopo aver sfiorato il podio al Tour vorrà provare a salirci, ma sarà nuovamente Rafal Majka, anche lui con un pensiero poi a fare bene a Tokyo, l’uomo di riferimento per la classifica di un team in cui ci sarà anche l’interessante presenza di Maximilian Schachmann. Assieme a loro potrebbe esserci anche uno fra Patrick Konrad, pronto a migliorare il piazzamento ottenuto nel 2018, e Felix Grossschartner, che potrebbe trovare su questo tracciato modo per crescere in una graduatoria interna ancora piuttosto affollata.

Decisione ancora non confermata per la EF Education First, che ha in Tejay Van Garderen sulla carta l’uomo più adatto, con Rigoberto Uran che a sua volta potrebbe fare molto bene, ma sembra improbabile voglia rinunciare alla Grande Boucle, dovendo anche rientrare da un lungo infortunio. Non ci sarà invece Mike Woods, che, al contrario di molti rivali, ha scelto il Tour come preparazione ai Giochi Olimpici

In casa Bahrain-Merida, esclusa la presenza di Landa, restano comunque alcune opzioni interessanti. In attesa di comprendere il futuro di Domenico Pozzovivo, che sembrerebbe eventualmente una solida possibilità oltre a Damiano Caruso, presumibilmente ci potrebbe altrimenti essere almeno uno fra Pello Bilbao, che poi farebbe il gregario al connazionale al Tour, e Wout Poels, che avrebbe così la grande chance da anni desiderata di fare il capitano in un GT. Nelle ultime uscite il neerlandese non è sembrato al suo miglior livello, ma se ritrova la gamba di anche solo due anni fa diventa un credibile contendente per le posizioni di vertice.

Orfana del suo uomo simbolo, la Sunweb appare chiaramente indebolita, ma se in questi anni ha costruito una selezione sempre più solida al servizio del suo capitano, qualcuno di questi corridori si troverà ora campo libero. Corridori come Wilco Kelderman e Sam Oomen hanno infatti già dimostrato il proprio valore nelle corse a tappe e si trovano davanti un tracciato in cui possono fare bene, soprattutto il più esperto, lasciando magari al giovane rampante la possibilità di testarsi al Tour. Nella giusta forma sono corridori da non sottovalutare per una posizione di tutto rispetto, potenzialmente anche guardando al podio.

Per organico e probabili obiettivi che i loro potenziali capitani sceglieranno, penseranno presumibilmente maggiormente alle vittorie di tappa squadre come CofidisDeceuninck – QuickStep, Groupama-FDJIsrael Cycling Academy, Lotto Soudal e Team NTT. Le eccezioni a questo ragionamento potrebbero essere uomini come Guillaume Martin, soprattutto se la formazione transalpina non porterà Elia Viviani, incentrando sul veronese la squadra per il Tour, un Bob Jungels a cui questo Giro potrebbe calzare alla perfezione (rinunciando così ad eventuali ambizioni nelle classiche, soprattutto del Nord), l’eclettico Tiesj Benoot, che potrebbe avere molte occasioni per farsi vedere con un pensiero anche alla classifica, e ovviamente Daniel Martin, che tuttavia ha forse l’occasione della vita al Tour de France visto il percorso.

In queste squadre possibili le partecipazioni anche di corridori che possono puntare ad una classifica medio-alta come José Herrada, Mattia Cattaneo, o giovani in rampa di lancio come Gino Mader, oltre ovviamente alla possibile presenza del fenomeno belga Remco Evenepoel, che sulla carta ha sicuramente il potenziale anche per fare classifica, malgrado la giovanissima età (che merita di non mettergli ulteriori pressioni).

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