© Team Ineos

Ineos, Egan Bernal: “Spero che il Tour si corra, poi nel 2021 l’idea era venire al Giro”

Egan Bernal resta fortemente legato al nostro paese. È qui che, grazie a Gianni Savio, ha gettato le basi per diventare il campione in grado di diventare il più giovane a vincere il Tour de France negli ultimi cento anni. Una impresa che gli ha permesso di balzare da grande promessa a realtà in grado di essere il riferimento in gruppo per chissà quanti anni ancora, sovvertendo le gerarchie di una squadra che aveva già vinto le due precedenti edizioni con due corridori diversi. Per questo quest’anno sarebbe dunque dovuto essere nuovamente al via della Grande Boucle, un programma che sulla carta non dovrebbe cambiare malgrado gli stravolgimenti del calendario dovuti al Coronavirus. Poi, nel 2021, sarebbe dovuto arrivare l’atteso esordio al Giro d’Italia. Ma ora chiaramente l’incertezza è tanta.

“È una delle cose che voglio fare sin dal mio primo anno fra i professionisti – ammette l’ex Androni-Sidermec ai microfoni di SkySport24 – Ho vissuto in Italia, ho tanti amici lì, conosco le strade, l’idea era quella di fare quest’anno il Tour e alcune classiche di fine stagione come il Lombardia e nel 2021 andare al Giro, ma bisogna capire ora come finirà questa stagione”

Se attualmente è tornato ad allenarsi dopo un periodo di stop, il colombiano non ha ancora obiettivi precisi né schemi programmati visto che attualmente appare ancora prematuro sapere quale sarà il calendario per quest’anno. “Cerco di non pensarci troppo, la situazione è talmente difficile che non si può ipotizzare una data – aggiunge, pensando in primis alla Grande Boucle – Spero che si faccia, per me, per il mio team, per il ciclismo in generale e per i tifosi”.

In questa pandemia globale, il 23enne di Zipaquira cerca di dare il suo contributo mettendo all’asta alcune biciclette, anche se ha voluto precisare che non si stratta di quella con cui ha vinto il Tour de France, come era invece inizialmente emerso. Nel suo collegamento da casa con il canale satellitare, non manca poi anche uno scambio sui due compagni di squadra più famosi, con i quali è sempre emerso un grandissimo rispetto reciproco: “Da Chris Froome ho imparato soprattutto l’umiltà, non sembra che abbia vinto tutto quello che ha vinto, mentre di Geraint Thomas ho apprezzato la sincerità soprattutto nei momenti difficili”.

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