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Israel Start-Up Nation, Dan Martin accoglie Chris Froome: “Penso che insieme faremo molto bene”

Il trasferimento di Chris Froome alla Israel Start-Up Nation ha scosso il mondo del ciclismo nel periodo in cui non si gareggiava. Il britannico ha deciso di lasciare la squadra con cui è diventato un grandissimo del ciclismo di tutti i tempi, scegliendo un’avventura completamente nuova, in una formazione che al massimo livello deve ancora ritagliarsi il suo spazio. Lì Froome troverà quello che in questa stagione sarà l’uomo di riferimento per la formazione israeliana, ovvero Dan Martin. L’irlandese non sembra nutrire alcun problema di “convivenza” in vista dell’arrivo del tetra-vincitore di Tour de France.

“Chris mi ha contattato prima di prendere la decisione definitiva – rivela Martin in un’intervista a CyclingNews – E mi ha anche chiesto come fosse la squadra. Ci conosciamo da tanto tempo, abbiamo corso insieme la prima volta nel 2006 da dilettanti e ci siamo sempre parlati in gruppo. Se guardo alle corse che abbiamo vinto, siamo sicuramente corridori diversi, con stili diversi. E credo che ci possiamo completare l’uno con l’altro. Per me è solo una cosa positiva il suo arrivo. È qualcuno con cui divertirsi in montagna, penso che insieme andremo molto bene”.

Martin si sofferma anche sulla possibilità di vedere una “nuova Sky/Ineos” in maglia Israel: “Ora ci sono tanti ‘treni’ in montagna e credo sia difficile replicarli. Non credo che si possano battere facendo le stesse cose che fanno loro. Froome ovviamente sa come lavora la sua squadra e spera di sapere anche come metterla in difficoltà. Io – scherza Martin – spero che me lo dica prima del Tour de France di quest’anno…”.

Ma la Israel andrà comunque potenziata? “Secondo me le persone ci sottostimano, già in questa stagione. Siamo già stati in grado di creare delle sorprese e sappiamo combattere anche oltre la nostra ‘fascia di peso’ (metafora pugilistica per Martin – ndr). Siamo già diventati più pesanti e possiamo anche andare più su. Certo, il nostro organico non ha l’esperienza di lavoro con uno come Froome, ma sono fiducioso che possiamo fare un ulteriore passo in avanti”.

Il 2020 dell’irlandese come sarà? “Andrò al Tour de France per vincere le tappe. Non perderò tempo di proposito per uscire di classifica, ma non sono concentrato sulla generale. L’obiettivo mio e della squadra e alzare le braccia sotto un traguardo. Fare classifica ti costringe a concentrare tutte le tue risorse in un’unica direzione e per un corridore come me è frustrante limitare l’aggressività e pensare solo a non staccarmi. Sono eccitato dall’idea di poter gareggiare senza quel peso”.

Martin poi ha nel mirino i Campionati mondiali di Aigle-Martigny, la Freccia Vallone, la Liegi-Bastogne-Liegi e, infine la Vuelta a España: “Mi sento bene, sono rilassato, penso solo a divertirmi gareggiando ed è questo il motivo per cui sono venuto alla Israel. Poi, quando mi diverto di solito tendo a fare buoni risultati. È come se avessi realizzato di aver già raggiunto tanto nel mio sport, quindi ora mi voglio proprio divertire”.

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