Dan Martin: “Al Giro dell’anno scorso ho detto di avere paura e tutti mi hanno attaccato, ma un corridore ha diritto ad averne. Ciclismo noioso? Solo la mia opinione, quest’anno sembrava la F1”

Dan Martin spiega meglio le sue dichiarazioni di qualche settimana fa. L’ex corridore della Israel Start-Up Nation aveva parlato di un ciclismo noioso in occasione di alcune intervistare per pubblicizzare l’uscita della sua biografia. Continuando il suo giro di interviste, l’irlandese ha parlato oggi anche con l’Equipe, visto che tra l’altro la sua biografia è stata scritta originariamente in francese e poi pubblicata contemporaneamente anche in inglese, e ha provato a chiarire meglio il suo pensiero. Il classe ’86, poi, ha parlato anche della paura che possono provare i corridori, cercando di aiutare soprattutto i giovani a sentirsi meno soli.

“Innanzitutto, quella è solo la mia opinione, ho diritto ad averne una – ha dichiarato riferendosi ai commenti sul ciclismo ‘noioso’ –  In secondo luogo, non ho mai detto che era meglio prima. Sono dieci anni che lo dico, anche quando ero corridore. Terzo, io parlavo del ciclismo moderno. Ci ricordiamo tutti dello spettacolo del Tour, perché ci sono state tappe magnifiche su un percorso esigente. Ma quest’anno, in tutte le corse, ci sono state tre squadre che sono arrivate a 50 vittorie. Sembra la Formula 1. Da tifoso del ciclismo, mi fa paura. Quello che intendo è che non è noioso, ma che rischia di diventarlo”.

Il trentaseienne ha poi toccato un tema sempre più discusso nello sport, quello della paura: “È Pierre (Carrey, il giornalista che ha scritto con lui la biografia – ndr) che ha deciso, forse ritagliando i miei vari aneddoti. Immagino di doverne parlare sempre (ride – ndr). Era importante per me, perché la paura è un tabù. L’ho capito l’anno scorso al Giro d’Italia. Per la prima volta sono sincero e dico che, dopo la tappa delle Strade Bianche ho avuto paura. Tutti hanno cominciato ad attaccarmi e dirmi che sono ben pagato, che non posso avere paura, che dico sciocchezze. Perché avere paura è un problema? Nella società bisogna nascondere le proprie emozioni? Volevo dire che un corridore ha diritto ad avere paura, un giovane ha diritto ad avere paura in discesa, perché anche i migliori al mondo hanno paura. Ciò non mi ha impedito di divertirmi nel corso della mia carriera”.

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