Giro d’Italia Women 2026, Lorena Wiebes parla dopo la squalifica: “Mi sembra un’ingiustizia. Ho provato tristezza e rabbia. L’UCI dovrebbe rivedere le norme”
Il Giro d’Italia Women 2026 sta proseguendo nel segno di Elisa Balsamo, ma continuano le polemiche per la squalifica di Lorena Wiebes nella prima tappa. L’atleta della Sd Worx-Protime aveva vinto in volata la frazione inaugurale a Ravenna davanti all’italiana, un risultato però cancellato dalla Giuria, che ha decretato la squalifica di Wiebes per la violazione delle norme UCI, visto che la sua bicicletta è risultata più leggera del peso minimo consentito. Una decisione fortemente contestata dal team, che ha comunicato di voler intraprendere azioni legali per ottenere un risarcimento del danno subito. In questi giorni l’unica voce che mancava era quella della diretta interessata, che dopo aver staccato e recuperato, ha commentato quanto accaduto durante il podcast La Koers.
“All’inizio provavo soprattutto tristezza – sottolinea Wiebes – Poi è subentrata la rabbia per come sono andate le cose. La sera della decisione e il secondo giorno sono stati molto duri. […] La pesatura dell’UCI è stata la cosa che mi ha infastidito di più. Avevo già corso diverse volte con una sola corona e so che la mia bici per la Milano-Sanremo era stata pesata con la stessa configurazione. Dopo la tappa l’abbiamo rifatta in hotel. Anche allora era tutto a posto. Spero che questo tolga un peso ai meccanici”.
La neerlandese sottolinea poi che questa squalifica arriva per un fatto a lei non imputabile: “Come ciclista non ci pensi. Vuoi essere il più aerodinamico possibile piuttosto che il più leggero possibile. Non ho potuto farci davvero nulla. Questo rende la situazione così ingiusta: l’atleta viene penalizzata. Soprattutto in una tappa pianeggiante. Ovviamente non vai a pesare la tua bici da sola e non pensi che possa succedere una cosa del genere. Se non avessi corso il mio sprint nel rispetto del regolamento, potrei accettare che sia colpa mia. Ora non mi sembra di avere alcuna colpa”.
Per questo motivo Wiebes fa un appello chiaro a rivedere questa norma: “Mi piacerebbe che l’UCI riesaminasse quelle norme. Mi chiedo se un corridore debba davvero essere punito così severamente per un problema alla bicicletta su cui, in quanto corridore, non ha alcun controllo. La punizione è troppo severa. È una questione complessa: gli scalatori possono trarre vantaggio da una bicicletta più leggera. D’altra parte, però, mi chiedo: si guadagna davvero qualche minuto se la bicicletta è più leggera di 20 grammi? È un argomento difficile da affrontare, lo capisco bene”.
In conclusione si tratta quindi di un’ingiustizia per Wiebes, che spera che in futuro non capiti più a nessuno una situazione di questo tipo: “Mi sembra un’ingiustizia, forse un cartellino giallo e una multa per la squadra sarebbero stati meglio. Se poi si presenta una seconda volta una bici troppo leggera, allora si può essere esclusi dalla gara. Ciò che per me è più importante è che non devono più esserci fluttuazioni nelle misurazioni. L’UCI deve assolutamente occuparsene. I finali e i percorsi a volte sono pericolosi e sembra che a loro non interessi. Questo non aveva nulla a che fare con la sicurezza, quindi mi sembra un po’ esagerato”.
| Crea la tua Fantasquadra per la seconda parte dell'anno: montepremi minimo di 1.250€! |
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |










