©Tour de Okinawa

Nippo-Vini Fantini, Marangoni: “Pensavo che certi finali esistessero solo nelle favole”

Sembra un film ma non lo è. Alan Marangoni vince il Tour de Okinawa 2018 e coglie la prima vittoria da professionista in quella che invece è stata la sua ultima gara da professionista. Per tutta la carriera al servizio dei capitani, il romagnolo non ha mai cercato la gloria personale, preferendo dare tutto se stesso  al fine di raggiungere un risultato collettivo. In maglia Liquigas ha fatto parte dell’organico che ha portato Vincenzo Nibali a vincere il Giro d’Italia 2013, mentre nel 2015, indossando i colori della Cannondale-Garmin, è andato vicino alla vittoria di tappa nella Corsa Rosa a Forlì, quando chiuse quarto. Nelle ultime uscite da professionista, in maglia Nippo-Vini Fantini, aveva provato ad andare a caccia di un successo che avrebbe impreziosito la sua carriera, e al Tour of Hainan c’era andato vicino con il quarto posto di tappa al termine di una lunga fuga.

Sfumata quella, sembrava dover concludere la sua vita ciclistica senza aver avuto la fortuna di alzare le braccia al cielo. L’atteso squillo è però arrivato all’ultima occasione utile, in una corsa nell’isola giapponese di Okinawa, proprio quando si apprestava ad indossare l’ultimo dorsale da professionista. Trattenere l’emozione, ovviamente, non è stato facile: “Credevo che certi finali esistessero solo nelle favole, invece… Senza parole, solo un mare di emozioni dentro al cuore” ha scritto Marangoni sui social.

 

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