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UCI, David Lappartient incontra Gianni Bugno e annuncia riforme: “La sicurezza dei corridori è nostra priorità assoluta”

Importante riunione tra UCI e CPA. La federazione internazionale e l’associazione dei corridori professionisti si sono incontrate oggi ad Aigle, nel quarte generale dell’UCI per discutere della sicurezza dei corridori. Al termine di un fine settimana davvero tragico in cui è scomparso il giovane Giovanni Iannelli, che ha visto finire all’ospedale anche Alvaro Hodeg e un’altra promessa come Edo Maas, la discussione sembrava ormai decisamente inevitabile. Tirata in causa dai corridori stessi, come il nostro Matteo Trentin, che hanno alzato la voce contro alcune incongruenze nella gestione delle priorità regolamentari, l’UCI ha dunque oggi annunciato un piano di riforme che entrerà in vigore dal 2020. Per il momento non sono state ancora rivelate le misure concordate, che devono essere preventivamente sottoposte al voto del comitato direttivo dell’UCI il 10 e 11 dicembre prossimo.

“La sicurezza dei corridori è la nostra priorità assoluta – scrive Davide Lappartient – Voglio ringraziare il CPA per la sua cooperazione durante la riunione. Con i nostri partner ci siamo già adoperati per migliorare le condizioni di corsa, ma gli eventi recenti ci hanno ricordato che non possiamo riposare sugli allori. In questo senso, risponderemo alle legittime richieste dei corridori rinforzando le nostre azioni sin dalla prossima stagione”.

Nella nota pubblicata oggi anche la dichiarazione di Gianni Bugno, presidente dell’assocorridori: “La sicurezza dei corridori è una delle nostre missioni principali. Siamo dunque soddisfatti che l’UCI ci ascolti al riguardo e che l’istituzione sia determinata a cambiare le cose. Proporremo misure specifiche, con un approccio costruttivo, con l’obiettivo di un cambiamento significativo a partire dal 2020. E questo a tutto vantaggio dei corridori”.

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Un commento

  1. Mi interesso da anni della sicurezza ciclistica in corsa e fuori.Ne ho parlato con Bugno e Marco Scarponi.Si procede a piccoli passi ma bisogna impegnarsi con costanza perche’ la salute di una persona non ha prezzo.Il ciclista,pressoche’ nudo, in equilibrio instabile senza uno spazio di caduta adeguato, è sempre a rischio.Si puo’ affermare che il ciclista agonista rischia di piu’ in allenamento perche’ in balia di mezzi piu’ pesanti e veloci.Cosa si puo’ fare per migliorare questo stato di cose?
    IN CORSA
    -La Commissione Percorso dovra’ pretendere che l’organizzatore metta in sicurezza i punti piu’ pericolosi con adeguate infrastrutture,comprese le reti di contenimento se necessarie.Naturalmente è utopia pensare di attrezzare l’intero percorso.
    -I mezzi in corsa sono tanti e spesso incivili comprese certe ammiraglie.Anche se i ciclisti sono professionisti non si puo’ sorpassarli in modo assassino.
    -E’ fondamentale il dialogo incessante fra l’organizzatore ed i comitati di tappa,le associazioni di volontariato nei comuni attraversati,per avvisare le comunita’ locali dell’evento e controllare i cittadini al momento del passaggio dei corridori.
    -E’ giunto il momento di realizzare le transenne con materiale capace di assorbire gli urti.
    -Meno chilometri di corsa piu’ cura del percorso.L’ideale : un centinaio di km in linea ed il circuito di 7-10 km da ripetere piu’ volte.Si aggiunge altra sicurezza.
    -Il pericolo maggiore lo corre il corridore staccato per le auto che escono da ogni stradina e le persone che attraversano la strada.Quando l’organizzazione non è piu’ in grado di curare la sua sicurezza meglio farlo fermare.
    -I caschi,infine,sono veramente in grado di evitare il trauma cranico?Forse necessitano di test piu’ accurati ed una forma piu’ avvolgente.
    -Poi c’è la rottura della bici,il cane che attraversa,il pazzo che getta la bici in mezzo alla strada,per non parlare della mancanza di rispetto tra i concorrenti.Qui non c’è salvagente!

    IN ALLENAMENTO
    Sulle strade aperte al traffico è da folli fare le ripetute o dietro motori.Bisognera’ scegliere i percorsi adeguati anche se i pericoli rimangono.Basta un’automobilista distratto dal cellulare per causare l’incidente.L’ideale,per fare almeno il lungo sono le ciclovie separate dalla viabilita’ ordinaria molto comuni nel nord europa(basta coprire le numerose cunette laterali).Un punto di partenza decisivo è riconoscere al ciclista il suo spazio sulla strada con la corsia di rispetto.Una bike Lane sormontabile solo quando il ciclista non c’è.Delimitata dalla banda rumorosa si riattiva l’attenzione dell’automobilista distratto.Ho visto allenarsi in queste corsie la Lampre con la bici da crono(Giro in Olanda del 2016).
    Non ultimo,sempre sul fronte della sicurezza ciclistica,costruiamo nelle metropoli i Ciclodromi per far incontrare e divertire i giovani di ogni eta’.

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