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Uae Team Emirates, Formolo svela il suo calendario e ammette: “Sogno la Milano-Sanremo”

Cambio di casacca per Davide Formolo. Lo scalatore ha deciso di passare all’Uae Team Emirates dopo due stagioni alla Bora-Hansgrohe, nella quale sembra essersi completata la sua trasformazione da corridore per le grandi corse a tappe a ottimo punto di riferimento per le classiche. Secondo alla Liegi-Bastogne-Liegi, vincitore del campionato nazionale italiano, il veronese è tornato a vincere in una tappa della Vuelta a Catalunya 2019 dopo quasi quattro anni di astinenza, quando si presentò con un successo a La Spezia al Giro d’Italia 2015. Nella sua nuova formazione, l’azzurro proverà a migliorare anche i propri risultati nei Grand Tour, dopo un 2019 non esaltante da questo punto di vista.

Il classe ’92 ha però ammesso in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport di voler trionfare in una classica diversa da quelle in cui ci ha abituato a ottimi risultati: “Sogno la Milano-Sanremo. Sarà perché l’anno prossimo la correrò per la prima volta, sarà che è il primo Monumento della stagione, sarà che sono cresciuto guardandola in tv, sarà che ha un fascino unico, sarà quello che sarà, ma io sogno proprio la Sanremo. Nelle classiche mi vedo già vincente, nei grandi giri no. Ma sono pronto a lottare per un ottimo piazzamento, facendo tesoro degli errori commessi in passato: per la voglia di fare bene, per dimostrare tutto, per la mia smania di eccellere, mi sono allenato troppo. Arrivavo alla partenza che ero troppo tirato e dopo una settimana ero spianato. La chiamano «over motivation»”.

Formolo ha poi rivelato il proprio programma: “Dopo due stagioni in Bora inizia una nuova avventura, molto stimolante, con la Uae. A metà gennaio sarò a Valencia, in pista, per studiare alcune soluzioni per le crono. Debutto all’Uae Tour, poi Tirreno, l’esordio come dicevo alla Sanremo, uno stage al Teide per preparare Amstel, Freccia e Liegi. Quindi una settimana sull’Etna prima del Giro. Anche l’Olimpiade di Tokyo è nei miei obiettivi, ma per scaramanzia preferisco non parlarne”.

Per la nuova stagione, con il cambio di team, il veneto ha anche un nuovo preparatore: “Mi seguirà Rubens Bertogliati, ma la preparazione non cambierà granché. Un allenamento di tre ore di qualità, con lavori specifici; uno di sei ore, puntando sulla resistenza, quindi lungo a bassa intensità, e un giorno di scarico completo. Me l’ha insegnato Corsetti in Cannondale: fare un’ora stupida non serve a nulla, anzi rallenta le rigenerazione“.

Infine il campione italiano ha analizzato il suo lungo digiuno dalle vittorie e speso qualche parola sui suoi nuovi compagni di squadra: “Negli ultimi anni forse mi era mancata la voglia di rischiare. L’ho imparato in Bora: per vincere devi rischiare di perdere. In ritiro ho parlato con Aru, mi sembra molto tranquillo e motivato. In squadra poi c’è Pogacar, che a Montecarlo vive nel mio stesso palazzo. È un ragazzo molto alla mano”.

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