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Le Sorprese del 2021, 1: Mark Cavendish

La nostra rassegna della stagione appena conclusa prosegue con le 10 Sorprese del 2021. Dopo aver chiuso la settimana dedicata ai Migliori Momenti di in un anno ricco di emozioni, la nostra redazione ha voluto mettere in evidenza anche quest’anno i corridori che hanno sorpreso di più nel corso degli ultimi dodici mesi. La nostra graduatoria comprende qualche giovane non troppo atteso ad inizio stagione, ma anche corridori di grande esperienza che hanno saputo ritagliarsi uno spazio di primo quando quando, probabilmente, non se lo aspettavano più nemmeno loro. Questa classifica premierà entrambe le tipologie, emerse mediando tra le opinioni dei componenti della redazione, a volte molto divergenti. Passiamo dunque a scoprire insieme, giorno dopo giorno, i nostri dieci nomi nel corso di questa settimana (al termine della quale vi chiederemo, come di consueto, anche la vostra opinione).

1: Mark Cavendish

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L’annata di Mark Cavendish è stata ai limiti dell’irreale, in modo particolare se si ripensa alla Gand-Wevelgem 2020 quando il britannico si era presentato di fronte ai giornalisti in lacrime, ammettendo che, dopo una stagione estremamente deludente, quella sarebbe potuta essere l’ultima corsa della sua carriera. Durante l’inverno era invece arrivata poi la fiducia da parte di Patrick Lefevere che, non senza polemiche, l’aveva riportato in casa Deceunink-QuickStep dove il trentaseienne è letteralmente rinato, superando nelle gerarchie della squadra anche un velocista affermato come Sam Bennett. Il campione del Mondo di Copenaghen 2011 ha iniziato a vincere già ad aprile, quando si è aggiudicato ben quattro tappe al Giro di Turchia. A giugno ha poi trionfato in una tappa del Giro del Belgio, ma è stato al Tour de France che il nativo dell’Isola di Man ha compiuto un capolavoro da annali del ciclismo. Di fronte ai migliori velocisti del Mondo, Cannonball è tornato al livello degli anni migliori, vincendo ben quattro sprint, conquistando la maglia verde sul traguardo di Parigi e raggiungendo Eddy Merckx come recordman di vittorie al Tour de France quando ormai non ci credeva più nessuno, lui per primo. La sua stagione è poi proseguita con diversi piazzamenti e con la chiusura in bellezza allo Sparkassen Munsterland Giro, dove ha ottenuto l’ennesima vittoria di un 2021 trionfale e al di là di ogni aspettativa.

2: Jonas Vingegaard

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Il giovane danese aveva iniziato già nel 2020 a far vedere qualche sprazzo di talento, ma per chiunque sarebbe stato difficile pronosticare una stagione come quella che è effettivamente riuscito a disputare. Un 2021 in cui il corridore della Jumbo-Visma si è affermato come uno degli scalatori più forti del circuito mondiale, vivendo sicuramente l’apice della sua stagione al Tour de France, nel quale, dopo il ritiro di Primoz Roglic, ha assunto i gradi di capitano del team senza far rimpiangere lo sloveno e chiudendo con un brillante secondo posto in classifica generale alle spalle del solo Tadej Pogacar, insidiandolo in salita come a cronometro. Durante l’anno il ventiquattrenne aveva già mostrato le sue qualità in più occasioni, vincendo una frazione all’UAE Tour, due tappe e la classifica generale alla Settimana Internazionale Coppi e Bartali e chiudendo secondo in classifica al Giro dei Paesi Baschi. Inoltre, le interessanti doti contro il tempo lo propongono come uno degli uomini di maggiore talento per le corse a tappe dei prossimi anni. Rimane la curiosità di scoprire se potrà pensare di affermarsi anche nelle classiche, anche se l’ottavo posto a San Sebastian e il quattordicesimo a Il Lombardia rappresentano già dei segnali incoraggianti.

3: Fabio Jakobsen

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Dopo il terribile incidente al Giro di Polonia 2020 qualcuno si chiedeva se mai sarebbe riuscito a tornare in bicicletta, figurarsi tornare a vincere una volata. Ma Fabio Jakobsen è un campione e come tutti ha un qualcosa di speciale. Così, non solo ha ripreso la sua bicicletta, ma in questa stagione è stato in grado di sorprendere gli appassionati, tornando  alla vittoria e riuscendo ad essere tra i grandi protagonisti. Il rientro alle corse del neerlandese è avvenuto, infatti, l’11 aprile al Giro di Turchia 2021, corso soprattutto in supporto al capitano Mark Cavendish, non sentendosi ancora pronto a lanciarsi nella mischia delle volate. Dopo soli quattro mesi, però, nella seconda tappa del Giro di Vallonia 2021 è riuscito a tornare alla vittoria e da allora non si è più fermato: sette vittorie stagionali tra cui spiccano le tre tappe alla Vuelta a España 2021, impreziosite anche dalla conquista della maglia verde di leader della classifica a punti. I successi in terra iberica sono arrivati a poco più di un anno dal terribile giorno in cui la sua vita ha rischiato di interrompersi bruscamente: il classe 1996 ha così stupito tutti per la rapidità del suo recupero e soprattutto per la tenacia con cui ha dimostrato a tutti il suo amore per la vita e il ciclismo.

4: Damiano Caruso

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Una vita da gregario. Il ragusano, fino a quest’anno, aveva affrontato la propria carriera con un ruolo preciso, quello di uomo di fiducia dei migliori corridori da corse a tappe. Anche in questa stagione, sulla carta, l’atleta della Bahrain-Victorious era pronto ad assumere il proprio consueto ruolo, supportando Mikel Landa, capitano designato al Giro d’Italia. Tuttavia, dopo una caduta che ha costretto il basco al ritiro, i gradi di capitano sono passati al siciliano, chiamato, pur senza eccessive pretese, a ottenere un buon piazzamento in classifica. Il trentaquattrenne si è messo in gioco e, giorno dopo giorno, è riuscito a costruire con costanza ed esperienza una vera e propria impresa. L’ex BMC ha saputo sfruttare l’occasione della vita, mostrandosi sempre come uno degli atleti più bravi a gestire lo sforzo sulle grandi salite e scalando via via la classifica, mettendosi alle spalle atleti decisamente più quotati. La ciliegina sulla torta è stata sicuramente la vittoria nella ventesima tappa, nella quale ha trionfato in solitaria dopo un attacco da lontano, assalto ad una Maglia Rosa che non sembrava neanche impossibile. Alla fine per lui è arrivato un secondo posto in classifica generale, alle spalle del solo Egan Bernal, che rappresenta un vero e proprio premio alla carriera. Durante la stagione ha poi potuto togliersi un’altra grande soddisfazione, vincendo anche una tappa di montagna alla Vuelta a España.

5: Sonny Colbrelli

03/10/2021 – Paris-Roubaix – Podium – Sonny Colbrelli (BAHRAIN VICTORIOUS) vainqueur

Il bresciano ha disputato una stagione incredibile, di gran lunga la migliore della sua carriera. Le sue qualità erano note da tempo, ma mai come quest’anno il corridore della Bahrain-Victorious ha saputo metterle in mostra. La sua stagione è stata un vero e proprio crescendo, con una prima parte dell’anno caratterizzata da diversi piazzamenti in classiche importanti come Milano-Sanremo e Gand-Wevelgem. A maggio è arrivata la prima vittoria in una tappa del Giro di Romandia, seguita poi da un trionfo – e ben tre secondi posti – anche al Giro del Delfinato, mostrando una crescita importante anche in salita. Il trentunenne ha poi fatto valere la sua forma conquistando i campionati italiani ed esibendo quindi il tricolore al Tour de France, dove, pur non riuscendo a vincere, ha ottenuto numerosi piazzamenti di spessore. La sua annata è proseguita con un vittoria di tappa al Giro del Benelux, che ha fatto da antipasto al trionfo agli Europei di Trento resistendo in salita a Remco Evenepoel. Dopo tutti questi risultati, l’ex Bardiani-CSF avrebbe già potuto dirsi soddisfatto, ma ha voluto tenersi il proprio momento migliore per la chiusura di stagione. Il capolavoro è avvenuto infatti alla Parigi-Roubaix, quando, in una giornata epica, ha trionfato a braccia alzate nel Velodromo di Roubaix, consacrandosi definitivamente come uno dei migliori corridori in attività.

6: Ben O’Connor

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La prima annata in maglia Ag2r Citroën è un successone per lo scalatore australiano. Reduce da un finale di 2020 in cui aveva già cominciato a brillare, il classe ’95 ha dimostrando di meritare un posto nel firmamento del ciclismo attuale con una stagione in cui ha ottenuto altri grandi risultati. A inizio anno non ci sono piazzamenti di spicco, fino ad arrivare al Giro di Romandia, a cavallo tra aprile e maggio, in cui arrivano un secondo posto di tappa e un buon piazzamento finale. Ottiene piazzamenti e top 10 anche al Delfinato, per chiudere poi in quarta posizione la Mont Ventoux Dénivelé Challenge, arrivando in fiducia al Tour de France. La Grande Boucle è il momento in cui riesce a dare maggiormente spettacolo, vincendo una tappa dominandola e arrivando fino al secondo posto nella generale. Alla fine chiude quarto a Parigi, tenendo molto bene con il passare dei giorni fino a prendersi il suo miglior risultato della carriera in un GT e garantendo un futuro importante alla compagine di Vincent Lavenu, che ha rimpiazzato nel migliore dei modi Romain Bardet.

7: Tom Pidcock

Che fosse un talento lo si era già capito dai risultati ottenuti nelle categorie juniores e under-23. Che potesse giocarsela sin da subito con i big, invece, era meno facilmente preventivabile. Quel che sorprende è soprattutto la grande versatilità del nativo di Leeds, che in pochi mesi passa dal ciclocross alla strada alla mountain bike e di nuovo alla strada, correndo sempre da protagonista. Un quinto posto in una corsa difficile come la Strade Bianche e una top-15 alla sua prima Monumento, la Milano-Sanremo, testimoniano da subito le grandi qualità del corridore della Ineos Grenadiers, che alla Freccia del Brabante ottiene la prima vittoria da professionista battendo Trentin e Van Aert, venendo poi sconfitto (?) da quest’ultimo all’Amstel Gold Race per questione di millimetri. Nonostante a giugno venga poi investito in allenamento da un’auto, che gli causa una frattura della clavicola, il 22enne riesce a coronare il sogno della vita di molti sportivi andando conquistare la medaglia d’oro alle Olimpiadi, trionfando a Tokyo in MTB. Neanche il tempo di festeggiare, e il talentino britannico disputa (un po’ di malavoglia) il suo primo GT, la Vuelta, che comunque onora fino in fondo e che gli permette di presentarsi in buona forma ai Mondiali nelle Fiandre, dove giunge sesto al termine di una gara lunga e corsa a tutta. Se questo è solo l’inizio…

8: Gino Mäder

© KEYSTONE/Urs Flueeler)

Dopo due prime annate tra i professionisti di rodaggio, in questo 2021 sboccia tutto il talento che questo 24enne elvetico aveva messo in mostra nelle categorie giovanili. Autore di una stagione di grande qualità, il portacolori della Bahrain Victorious ottiene il suo primo grande successo conquistando la sesta tappa del Giro d’Italia, dove va in fuga sin dai primi chilometri resistendo per pochi secondi al ritorno dei big. Si ripete poi nell’ultima frazione della corsa di casa, il Giro di Svizzera, ma ancor più sorprendente è la sua Vuelta a España, dove è al via al servizio del compagno di squadra Jack Haig. Nonostante il lavoro fatto per il proprio capitano, infatti, il corridore svizzero dimostra grande solidità riuscendo a rimanere in classifica e, nell’ultima tappa in linea, complice anche il crollo di Miguel Angel Lopez, va a prendersi un quinto posto nella generale e una Maglia Bianca di miglior giovane difficilmente pronosticabili all’inizio.

9: Ethan Hayter

© Szymon Gruchalski / Tour of Norway

Uno dei nomi meno attesi di questa graduatoria è quello del britannico Ethan Hayter. In primis perché è un giovane emergente di 23 anni e poi perché non era preventivato che riuscisse già a farsi largo nelle gerarchie della INEOS Grenadiers. Londinese con un pedigree da pistard, dopo alcune buone prestazioni nel corso della passata stagione, con il primo successo tra i prof al Giro dell’Appennino, quest’anno ha affinato la propria dimensione su strada dimostrando un talento cristallino e uno spunto veloce invidiabile. Dopo avere raccolto la prima vittoria a marzo alla Settimana Coppi e Bartali, se n’è poi portato a casa altre otto, tra cui spiccano le due al Giro di Norvegia (con classifica generale annessa) e le due davanti al pubblico di casa al Tour of Britain, sempre davanti ad avversari di assoluto valore. Soprattutto i successi in Norvegia, ma anche le ottime prestazioni a cronometro, danno l’idea delle potenzialità di un ragazzo che in futuro potrebbe tranquillamente ambire a grandi classiche come la Milano-Sanremo.

10: Michael Storer

© Unipublic / PhotoGomezSport

Il 24enne australiano del Team DSM, al quarto anno da professionista è finalmente riuscito a dimostrare di che pasta è fatto, riscattando stagioni non sempre all’altezza delle aspettative. Scalatore tenace e portato ad attaccare da lontano, dopo un interessante Giro d’Italia è balzato agli onori delle cronache per le due tappe vinte alla Vuelta a España. I successi in solitaria a Balcon de Alicante e a Rincon de la Victoria hanno realmente impressionato, testimonianza di uno stato di grazia combinato con una regolarità e costanza che fanno presagire molto bene. Tre settimane di alto livello che gli hanno permesso anche conquistare nettamente la classifica dei GPM davanti al compagno Romain Bardet.


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