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Giro d’Italia 2019, le anticipazioni sul percorso (aggiornato)

Non è ancora stato presentato ufficialmente, ma è già possibile ricostruire alcuni dei passaggi chiave che dovrebbero caratterizzare il Giro d’Italia 2019. La Corsa Rosa è già calendarizzata dall’11 maggio al 2 giugno 2019, con il via che sarà dato ufficialmente di sabato e non di venerdì. Per quanto riguarda la Grande Partenza, dopo la fortunata trasferta israeliana, si tornerà a partire certamente dall’Italia, più precisamente da Bologna pronta ad ospitare una partenza suggestiva con una spettacolare cronoscalata del San Luca. Il sipario sull’evento sarà alzato il prossimo 24 settembre.

L’unica alternativa, anche se ormai sembra non essere più di attualità, era quella della Francia, in particolare di Marsiglia, che aveva messo sul piatto un budget molto cospicuo per assicurarsi questo evento. È stata accantonata quindi anche l’ipotesi Polonia, scartata già nel 2018 in favore di Israele. La candidatura bolognese è quindi destinata anche a superare quella della Basilicata, che voleva ospitare la partenza da Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, città che potrebbe invece essere sede di un arrivo di tappa. A pagare lo scotto più alto sarà Roma, partner privilegiato di RCS, sulla quale hanno pesato le polemiche riguardo all’ultima tappa di quest’anno.

La partenza bolognese taglierebbe fuori dal Giro, per quarto anno consecutivo, la Liguria, Regione che si era impegnata a portare due arrivi ad Alassio e Rapallo. Il giorno successivo alla cronoscalata si dovrebbe ripartire infatti dalla provincia di Firenze, più precisamente da Vinci, a 500 anni dalla morte del natìo genio rinascimentale Leonardo, per far ritorno verso la Romagna con un arrivo a Ravenna, che ha avanzato già da tempo la propria candidatura ad ospitare una tappa. Il giorno successivo si ripartirebbe dalla città bizantina in direzione di Modena, dove si concluderebbe la Grande Partenza, con la carovana pronta poi a ripartire il giorno successivo da Carpi.

Una disposizione del genere del percorso creerebbe però un inusuale “saliscendi”, che rischierebbe di imporre molti trasferimenti, per cui non è da escludere una ripartenza proprio da Bologna il secondo giorno. La discesa verso sud dovrebbe quindi passare attraverso Toscana, più precisamente da Orbetello, da dove si ripartirebbe poi in direzione del Lazio (si parla dei Castelli Romani, forse Frascati), della Campania e della Basilicata (Matera?) fino ad arrivare in Puglia. Non ci sono molte anticipazioni riguardo a questa fase del Giro, si sa soltanto almeno una tappa dovrebbe passare nel Tacco d’Italia, con Fasano (in provincia di Brindisi) che si è candidata ad ospitare una cronometro.

La successiva risalita verso le Alpi, ma almeno una di queste tappe potrebbe anche essere inserita dopo l’arrivo nel Lazio, riguarderà probabilmente l’Abruzzo, dove si disputerà una Vasto – L’Aquila, spostando più a sud l’idea originaria della partenza da Ortona, con arrivo in Piazza Duomo a dieci anni dallo spaventoso terremoto che colpì il capoluogo. Il giorno successivo si dovrebbe quindi ripartire da Tortoreto Lido (Teramo) alla volta dell’Umbria, che ha mostrato interesse per ospitare un nuovo arrivo Gualdo Tadino, già sede di tappa quest’anno, anche se diverse fonti locali parlano di una Norcia-Gubbio in fase di definizione.

Ci sarebbe poi ancora spazio per la Romagna, visto che si ipotizza la presenza di una cronometro di una trentina di chilometri da Riccione a San Marino, che non si sa ancora se sarà prima o dopo il primo giorno di riposo.

A questo punto è ancora difficile capire in quale direzione si potrebbe sviluppare la corsa. Le varie indiscrezioni parlavano di Mantova, nel 2019 capitale europea dello sport, che voleva inizialmente ospitare l’arrivo di una prova a cronometro pianeggiante con partenza da Sabbioneta (evidentemente impossibile all’indomani di quella di San Marino), ma al momento è sempre più lontana anche l’eventualità di un arrivo in linea.

Ambiziosa è poi la candidatura di Novi Ligure (che vorrebbe ospitare anche la presentazione del percorso al Museo dei Campionissimi in occasione del centenario dalla nascita di Fausto Coppi), che sarà sede di arrivo di una tappa, forse con partenza da Ivrea, il giorno prima di una frazione che si preannuncia campale. Il Campionissimo dovrebbe essere infatti celebrato in grande stile anche con la riproposizione (integrale?) di quella storica Cuneo-Pinerolo (254 chilometri con Madeleine, Vars, Izoard, Monginevro e Sestrière) che nel 1949 lo fece entrare di diritto nella leggenda del ciclismo. Le ultime notizie che giungono da Novi Ligure parlano però di un arrivo il giorno dopo la Cuneo-Pinerolo, al quale seguirebbe la citata partenza da Ivrea alla volta delle montagne. In questo caso avanzerebbe una tappa da definire, il giorno dopo l’eventuale arrivo nel mantovano (o comunque in Lombardia), in grado di portare il gruppo nelle vicinanze di Cuneo.

Giunti in Piemonte, il sogno è anche quello dei 2700 metri di altitudine dell’arrivo sul monte Fraitaeve nelle valli olimpiche di Sestriere, precisamente nel comprensorio della Vialattea. Sarebbe naturalmente un finale spettacolare da un punto di vista paesaggistico e agonistico, per il quale saranno necessari interventi significativi, con l’asfaltatura della strada verso il Col Basset e il finale in sterrato. Si potrebbe però anche continuare a salire semplicemente verso la Valle d’Aosta (oppure affrontarla prima della Cuneo-Pinerolo), dove Courmayeur si è candidata per ospitare un arrivo dopo una partenza da Ivrea. È probabile che nell’ultima parte del tracciato i ciclisti salgano da Morgex a La Thuile per il Colle San Carlo, per poi discendere a Pre-Saint-Didier e arrivare in zona SkyWay. Courmayeur potrebbe ospitare la ripartenza del giorno successivo verso la Lombardia, così come a Saint-Vincent. La seconda settimana potrebbe quindi concludersi con un ritorno, dopo 32 anni di assenza, a Como, città che vorrebbe ospitare un arrivo in stile “Il Lombardia” proprio nel corso dell’ultima settimana (anche se potrebbe anche essere sfruttato prima come “passaggio” tra Romagna e Piemonte). Sembra tutto fermo da questo fronte, quindi potrebbe approfittarne Bergamo che, secondo la stampa locale, vorrebbe tornare protagonista dopo l’arrivo del 2017, anche allora in stile Lombardia, vinto da Bob Jungels. Sembra comunque improbabile che entrambe le città lombarde possano essere protagoniste di un arrivo di tappa. Sempre nell’alta Lombardia, Sondrio sogna una cronometro con arrivo a Teglio, anche se questa sembra essere la candidatura più debole.

La terza settimana dovrebbe partire subito con le grandi montagne, tra le quali è pronto a fare il suo ritorno il Mortirolo, che dovrebbe essere protagonista di un tappone con partenza dal Trentino (oppure dalla sponda bergamasca del lago d’Iseo), eventuale salita al Tonale, discesa su Pontedilegno, attacco del Gavia, successiva picchiata su Bormio, scalata del Mortirolo verso Monno e arrivo a Ponte. Un altro passaggio chiave, non si sa però all’interno di quale tracciato, dovrebbe essere quello dallo Stelvio, che diventerebbe automaticamente la Cima Coppi di questa edizione. Il 29 maggio, secondo le ultime notizie, sembra quasi fatta per un arrivo ad Anterselva o, in alternativa, in altra località altoatesina, in primis Plan de Corones, se la municipalità decidesse di non volersi imbarcare in un’altro investimento dopo quello per i Mondiali di biathlon del 2020.

Per quanto riguarda gli ultimi quattro giorni di corsa, sono arrivate conferme importanti riguardo i percorsi che verranno affrontati. Il gran finale dovrebbe aprirsi con un arrivo a Santa Maria di Sala, dopo una partenza da Dobbiaco. Non è detto che si tratti di una frazione per velocisti, perché si dovrebbe attraversare Cima Banche per passare poi per Cortina e Cadore. Pare certo il passaggio a Vittorio Veneto, ma il chilometraggio corto non esclude l’affascinante ipotesi che si possa salire dall’Alpago fino all’altopiano del Cansiglio, per poi scendere verso Fregona e Vittorio Veneto. Si entrerà quindi nel vivo con un tappone dolomitico con partenza da Treviso arrivo a San Martino di Castrozza. Da Treviso si passerà sul Montello, per poi salire sul Passo San Boldo, strada quasi d’altri tempi con  strettissimi tornanti. Da qui si dovrebbe scendere verso Trichiana e quindi verso Feltre, anche se è ancora da decidere se restando in sinistra Piave dalla parte di Mel e Lentiai, oppure da quella di Sedico e Busche in destra Piave. Da Feltre si dovrebbe quindi andare verso Fonzaso (concedendo un omaggio alla Sportful, passando davanti alla fabbrica della famiglia Cremonese). Da Fonzaso, si andrebbe verso Lamon e Fiera di Primiero, per poi arrivare a San Martino.

Il giorno decisivo del Giro 2019, sabato 1 giugno, sarebbe quindi un tappone con partenza e arrivo a Feltre, in provincia di Belluno. Si tratterebbe di una frazione che ripercorrerebbe per gran parte il tracciato della Granfondo Sportful Dolomiti Race, anche se nella sua versione originale. Questa tappa del Giro dovrebbe quindi proporre la salita a Cima Campo (18 chilometri con pendenza media attorno al 6 per cento), l’ingresso in Trentino e l’approdo in Valsugana prima dell’ascesa a una delle salite divenute celebri negli ultimi anni, proprio grazie alla Sportful Dolomiti Race, il Passo Manghen (23 chilometri con pendenza media del 7 per cento e punte al 15, scollinamento a quota 2.047). Di qui, discesa verso Molina, in Val di Fiemme e risalita della valle fino a Predazzo dove comincia il Passo Rolle, salita di una ventina di chilometri con una pendenza media del 5 per cento. Dopo il Rolle, la discesa in Primiero fino a Ponte Oltra dove inizia la salita conclusiva, quella che porta al Croce d’Aune: 11 chilometri con pendenza media di poco superiore al 5 per cento e punte del 16 e arrivo arriverà davanti al monumento a Tullio Campagnolo (oppure a Le Laste, poco più in alto, per questioni logistiche). L’idea generale delle amministrazioni locali è quella di un progetto quadriennale dal 2019 al 2022, con il coinvolgimento di Feltrino, Valbelluna, Agordino e Cadore.

Tanta carne al fuoco quindi per quanto riguarda le Alpi. Quello che è certo, è che qualche amministratore locale rimarrà deluso, perché le ipotesi di percorso sopra citate comporterebbero un’ultima settimana decisamente troppo impegnativa per i corridori.

A questo punto toccherebbe soltanto alla passerella finale, per la quale è in pole position Verona con la proposta di una cronometro (portando così a ben sei – decisamente troppe – le ipotesi di prove contro il tempo!) lungo il collaudato circuito delle Torricelle con arrivo nell’Arena come nel 2010. Una anticipazione che si fa sempre più concreta in seguito alla conferma da parte del governatore del Veneto Luca Zaia, sempre molto interessato al ciclismo.

Percorso Provvisorio Giro d’Italia 2019

Tappa Data Km Partenza-Arrivo
11 maggio 5 km Bologna – San Luca (cron. individuale)
12 maggio Vinci (Bologna?) – Ravenna
13 maggio Ravenna – Modena
14 maggio Carpi (Vinci?) – Orbetello
15 maggio Orbetello – Castelli Romani (Frascati)?
16 maggio Lazio? Matera? Puglia? (Fasano?)
17 maggio Vasto (Ortona?) – L’Aquila
18 maggio Tortoreto Lido – Gualdo Tadino? / Norcia? – Gubbio?
19 maggio Riccione-San Marino (cron. individuale)
20 maggio Riposo
10ª 21 maggio ? – Mantova? Como?
11ª 22 maggio ???
12ª 23 maggio Cuneo – Pinerolo (23 o 34 maggio)
13ª 24 maggio Ivrea?Pinerolo? – Novi Ligure (23 o 24 maggio)
14ª 25 maggio Ivrea? – Courmayeur? Fraitaeve?
15ª 26 maggio Saint-Vincent (Courmayeur?) – Como? Bergamo? / Sondrio – Teglio (cronoscalata)?
27 maggio Riposo
16ª 28 maggio Trentino? Bergamasco? Bresciano? – Ponte di Legno
17ª 29 maggio ? – Anterselva (Plan de Corones?)
18ª 30 maggio Dobbiaco – Santa Maria di Sala
19ª 31 maggio Treviso – San Martino di Castrozza
20ª 1 giugno Feltre – Croce d’Aune
21ª 2 giugno 15 km Verona Fiera – Verona (Arena) (cron. individuale)

2 commenti

  1. San Luca / Marsiglia? Una crono infinita 🙂

    • Non sarebbe infinita, sarebbero circa 700 km 🙂 Più seriamente, lo slash rappresenta una alternativa. In questa tappa, nel caso la Grande Partenza ormai quasi certa da Bologna non fosse confermata

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