© Jacques Leunies

Pagelle Clasica San Sebastian 2017: ancora Sky su tutti, UAE non brillante, Italiani pimpanti

Michal Kwiatkowski (Sky), 10: Perfetta gestione di gara del polacco che in salita probabilmente ne aveva meno di altri, ma non si spreme per resistere, sapendo di poter rientrare dopo. Salva energie preziose che sfrutta al meglio nel momento cruciale, dominando la volata dopo essere rientrato con una super discesa. Nell’insieme, il più forte era lui e lo ha dimostrato pienamente.

Tony Gallopin (Lotto Soudal), 9: I francese fa tutto bene, in salita, discesa e pianura, correndo una corsa molto attenta ed aggressiva. Purtroppo per lui, sulla sua strada trova un rivale più forte, che si può permettere anche di rifiatare un poco vista la presenza di un compagno davanti. Forse doveva osare di più in discesa dopo quel tentativo di rilancio…

Bauke Mollema (Trek-Segafredo), 8,5: È uscito bene dal tour e si vede. Campione in carica e conoscitore della salita, sa quando muoversi e l’azione con cui rientra tutto solo in testa è da incorniciare. Allo sprint trova due avversari superiori, era difficile poter chiedere di più.

Mikel Landa (Sky), 8,5: In salita ancora una volta dimostra di essere nel suo mese di grazia, facendo soffrire tutti quanti con una grande accelerazione, che fa la differenza sul muro finale. Purtroppo per lui c’era discesa e poi pianura verso l’arrivo e, ancora una volta, deve piegarsi ad ordini di scuderia lavorando per un compagno, più adatto alla prova.

Beñat Intxausti (Sky), 8: La sua corsa dura solo 78 chilometri, ma l’importante per lui oggi era poter finalmente tornare a corre dopo oltre un anno di assenza dalle corse.

Tom Dumoulin (Team Sunweb), 8: Considerando che non correva da un mese, prestazione ottima per il vincitore del Giro d’Italia, che si conferma corridore eclettico, capace di farsi notare su più scenari e profili.

Haimar Zubeldia (Trek-Segafredo), 8: Il risultato oggi non contava, la sua festa era essere qui e salutare il suo pubblico al termine di una lunga e prolifica carriera.

Gianni Moscon (Sky), 7,5: Il talentino azzurro si conferma talentino poliedrico, in grado di giocarsela davvero su tutti i terreni. La sua bella azione in solitaria si spegne solo sull’ultima salita. con un altro corridore insieme a lui forse il risultato sarebbe stato diverso.

Alberto Bettiol (Cannondale-Drapac), 7,5: Visto il sesto posto finale, probabilmente poteva essere impiegato meglio anche dalla squadra. Ancora una volta, dimostra che su di lui si può fare affidamento anche in appuntamenti importanti.

Jelle Vanendert (Lotto Soudal), 7: Molto attivo nel finale, ritrova oggi parte dello smalto che da qualche tempo ormai sembra aver perso. Peccato per lui che trova un super Landa che annulla il suo tentativo.

Sven Erik Bystrom (Katusha – Alpecin), Loic Chetout e Matthias Le Turnier (Cofidis), Jon Ander Insausti (Bahrain – Merida), Mickael Delage (FDJ), Imanol Erviti (Movistar) e Christoph Pfingsten (Bora – Hansgrohe), 7: Il coraggio degli attaccanti del mattino va sempre premiato, menzione in più a Erviti e Le Turnier che durano qualche chilometro in più.

Anthony Roux (FDJ), 6,5: Non si vede molto, ma sfrutta al meglio le sue caratteristiche per cogliere un bel settimo posto. Corridore completo, quando in forma è in grado di cogliere ottimi risultati.

Greg Van Avermaet (BMC), 6: Non è quello dei giorni migliori, forse con le pile un po’ scariche ancora. Comunque riesce a piazzarsi, punti utili per la caccia al titolo WorldTour.

Jan Bakelants (Ag2r La Mondiale), 5,5: Dopo un Tour de France aggressivo, troppo spesso a spendere energie in funzione della squadra, oggi che poteva correre per sé stesso manca di verve. Chiude fuori dai dieci, senza lasciare il segno.

Diego Ulissi (UAE Team Emirates), 5: Le fatiche del Tour si sentono e il toscano non riesce a farsi notare, chiudendo lontano dai migliori. Poteva essere una buona giornata, peccato. Discorso simile per il compagno Louis Meintjes (5), che in una delle poche classiche a lui adatte, considerata la forma mostrata in Francia, avrebbe potuto fare meglio.

Rigoberto Uran (Cannondale-Drapac), 5: Prova a seguire Landa e Gallopin, ma poi si pianta. Forse galvanizzato dalla grande prova alla Grande Boucle, sbaglia quindi il momento per muoversi visto che probabilmente aspettando Dumoulin e Kwaitkowski avrebbe potuto fare di più, facendo poi valere anche lui il suo spunto veloce nel finale.

Warren Barguil (Team Sunweb), 5: Dopo un Tour de France eccezionale ci si aspettava sicuramente di più dal francesino, che non brilla. Il percorso non era ideale per lui, ma almeno in salita poteva fare qualcosa di meglio.

Simon Yates (Orica-Scott), 4,5: Non coglie l’attimo, rimanendo imbottigliato nel secondo gruppone, che si può giocare solo il piazzamento. Non gli riesce neanche quello.

Fabio Felline (Trek-Segafredo), sv: Al rientro dopo il ritiro al Tour è costretto ad alzare bandiera bianca dopo 90 chilometri. Poteva essere una buona corsa per lui, ma la condizione comprensibilmente non è quella dei giorni migliori.

Philippe Gilbert (Quick-Step Floors), sv: Anche lui reduce da un forfait al Tour prova a stringere i denti fino in fondo, ma quando cambia il ritmo, al secondo passaggio sulla salita di Jaizkibel, è costretto a cedere.

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