© Mario Stiehl

Gand-Wevelgem 2018, Sagan cala il tris – Viviani secondo

Splende la bandiera slovacca alla Gand – Wevelgem 2018. A vincere la classica WorldTour è infatti Peter Sagan che centra così la sua terza vittoria in questa corsa, raggiungendo per numero di successi Eddy Merckx, Tom Boonen e Mario Cipollini. Niente da fare per Elia Viviani (QuickStep – Floors) che si è dovuto accontentare del secondo posto alle spalle del portacolori della Bora – Hansgrohe dopo una rimonta non andata però a buon fine. Insieme a loro sul podio spazio per Arnaud Démare (Groupama – FDJ), mentre Matteo Trentin (Mitchelton – Scott) si piazza al settimo posto.

Subito dopo il via si susseguono i tentativi di allungo per portare via la fuga di giornata. Nei primi 30 chilometri però nessuno
riesce a cogliere l’attimo giusto con i vari tentativi che vengono tutti annullati. Intorno al chilometro 35 però la situazione
cambia con l’allungo di José Gonçalves (Katusha – Alpecin), Brian van Goethem (Roompot – Nederlandse Loterij) e Frederik Frison (Lotto-Soudal) . Su di loro si riportano dopo pochi chilometri Filippo Ganna (UAE Team Emirates), Jimmy Duquennoy (WB Aqua Protect Veranclassic) e Jan-willem Van Schip (Roompot – Nederlandse Loterij) con il gruppo dietro però che inizialmente non lascia molto spazio. Bisogna infatti aspettare il chilometro 50 prima che il gruppo rallenti definitivamente e lasci andare i fuggitivi che arrivano subito ad un vantaggio di 3 minuti. Gap che continua a crescere gradualmente fino a toccare i 10 minuti intorno al chilometro 100.

Da quel momento il distacco inizia a calare, con il gruppo che si presenta ai piedi del Katsberg, primo muro repertoriato, con un ritardo di 6’25”. La lotta per le prime posizioni porta a una ulteriore accelerazione, oltre ad alcune cadute fortunatamente senza conseguenze, così che al termine dello sconfinamento in Francia, dove sono poste le prime difficoltà, il vantaggio dei fuggitivi è ridotto a 4’30”, soprattutto grazie al lavoro dei Groupama – FDJ.

Una fase di rallentamente prima del Banenberg, ma soprattutto del Kemmelberg, concede nuovo margine agli attaccanti, che vedono tuttavia il proprio margine calare bruscamente quando la Quick-Step Floors decide di testare la gamba dei suoi avversari. Sul Kemmelberg è dunque Philippe Gilbert a scuotere la situazione, accelerando in testa. Il gruppo non si spezza, ma si allunga notevolmente. L’ex iridato prova ulteriormente ad allungare in discesa e pianura, dovendosi poi fermare vedendo che non arriva collaborazione dai corridori che lo seguono.

Segue una nuova fase di stallo, fino ad imboccare le Plugstreets, dove sono gli uomini della BMC Racing a spezzare il gruppo con una notevole accelerazione. Davanti restano inizialmente una ventina di corridori, ma quando alcuni corridori iniziano a rientrare si assiste a un nuovo rallentamento, che favorisce tentativi di seconde linee. Si assiste così ad una nuova accelerazione, fino a quando non si forma un quartetto ad inseguire i sei attaccanti, ai quali ormai non resta che un minuto. Alle loro spalle evadono dal gruppo Jelle Wallays (Lotto Soudal), Julien Vermote (Dimension Data), Viacheslav Kuztensov (Katusha-Alpecin) e Alex Kirsch (WB-Veranclassic), una composizione che non crea problemi alle squadre dei big, ben felici di dare spazio.

Con una buona intesa, i contrattaccanti riprendono rapidamente i fuggitivi della prima ora in vista dei secondi passaggi su Banenberg e Kemmelberg, dove è Kirsch a forzare per aumentare di nuovo l’andatura e cercare di far valere i quasi 90 secondi accumulati sui big. Davanti rimangono così in sei (con i due corridori della Rompoot a resistere ai quattro corridori partiti in un secondo momento), mentre un’azione di Gilbert prima dell’ultimo tratto di pavé costringe anche gli altri big a muoversi, con Sep Vanmarcke (EF-Drapac) che riporta i migliori sull’ex iridato propro in vista dello scollinamento. Tra questi non figura Gianni Moscon (Sky), che proprio nel momento in cui cercava di risalire il gruppo per lanciarsi finisce contro le transenne, costretto a mettere il piede a terra in un momento cruciale.

In seguito ad altri scatti e controscatti, a fine discesa il gruppo si è selezionato in una ventina di unità. Peter Sagan, Markus Burghart (Bora-hansgrohe), Jens Debusschere (Lotto Soudal), Philippe Gilbert, Yves Lampaert, Zdenek Stybar, Elia Viviani (Quick-Step Floors), Oliver Naesen (Ag2r La Mondiale), Sep Vanmarcke, Sacha Modolo (EF-Drapac), Arnaud Démare (Groupama-FDJ), Matteo Trentin, Luka Mezgec (Mitchelton-Scott), Danny Van Poppel (LottoNL-Jumbo), Michael Matthews (Team Sunweb), Jasper Stuyven (Trek-Segafredo), Preben Van Hecke (SportVlaanderen-Baloise), Wout van Aert (Veranda’s Willems-Crelan), Christophe Laporte (Cofidis) e Guillaume Van Keirsbulck (Wanty-Groupe Gobert) trovano rapidamente terreno d’intesa per aumentare il proprio vantaggio.

Dietro uomini come Gianni Moscon (Sky), Alexander Kristoff (UAE Team Emirates), Magnus Cort Nielsen (Astana) non riescono invece a organizzare un inseguimento, finendo per perdere il bracccio di ferro instaurato con il primo gruppo, che nel frattempo rapidamente si riporta sui primi. La velocità è altissima e qualsiasi tentativo viene rapidamente annullato. Ci si avvia così verso una volata che sembra ormai inevitabile visto il grande controllo.

Tra i più attivi per cercare di scardinare la situazione ci sono ancora Van Goethem e Van Schip, che malgrado siano all’attacco sin dalle prime fasi di corsa non si arrendono e continuano a provarci. A marcare tutti nel finale è invece Philippe Gilbert, che si sacrifica alla causa di Viviani mettendosi fisso in testa per tenere alta l’andatura ed evitare nuovi attacchi. L’ultimo a provare ad anticipare lo sprint è Sep Vanmarcke, che nell’ultimo chilometro tenta la sparata. A chiudere è Yves Lampaert, che si porta dietro Trentin e Viviani, ottimamente piazzato.

Quando viene ripreso il belga, il ritmo cala leggermente. I velocisti si riposizionano e il primo a lanciarsi è Peter Sagan, che sceglie il lato opposto della strada. Alla sua ruota c’è Christophe Laporte, ma non ne ha abbastanza per impensierirlo, mentre Arnaud Démare cerca di reggerne la potenza dall’altro lato della strada. Rimasto chiuso, Elia Viviani parte tardi, sovrastando comunque facilmente Démare e avvicinandosi a grande velocità al campione del mondo. Il traguardo purtroppo ormai è arrivato e a festeggiare è Sagan, con Viviani che sbatte i pungi sul manubrio. Una rabbia che poco dopo si tramuterà in pianto per un successo mancato…

Ordine d’arrivo Gand – Wevelgem 2018

  1. Peter Sagan (Bora – Hansgrohe)
  2. Elia Viviani (QuickStep – Floors)
  3. Arnaud Démare (Groupama – FDJ)
  4. Christophe Laporte (Cofidis)
  5. Jens Debusschere (Lotto Soudal)
  6. Oliver Naesen (AG2R La Mondiale)
  7. Matteo Trentin (Mitchelton – Scott)
  8. Zdenek Stybar (QuickStep – Floors)
  9. Jesper Stuyven (Trek – Segafredo)
  10. Wout van Aert (Verandas – Willems Crelan)
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