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Giro d’Italia 2018, Favoriti Maglia Rosa: Aru primo incomodo nel duello Dumoulin-Froome

I 176 corridori al via del Giro d’Italia 2018 sognano di indossare la maglia rosa. Se per tanti questo resta solo un sogno, per altri sicuramente la possibilità di qualche incursione, più o meno rapida che resterebbe comunque nella memoria. Ci sono poi quei corridori che saranno in lotta per la Maglia Rosa fino alla tappa di Roma e saranno i grandi protagonisti nelle frazioni di montagna, i cui nomi infiammano il pubblico. Dal 1909 la Corsa Rosa ha scaldato i cuori degli appassionati italiani e sul gradino più alto del podio si sono alternati grandi campioni, da Costante Girardengo, passando per Alfredo Binda, Gino Bartali, Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Felice Gimondi, Eddy Merckx, Bernhard Hinault, Miguel Indurain, Marco Pantani, fino ai più recenti Alberto Contador, Nairo Quintana, Vincenzo Nibali e, l’ultimo vincitore in ordine cronologico, Tom Dumoulin.

Albo d’Oro Recente Giro d’Italia

2017 DUMOULIN Tom
2016 NIBALI Vincenzo
2015 CONTADOR Alberto
2014 QUINTANA Nairo
2013 NIBALI Vincenzo
2012 HESJEDAL Ryder
2011 SCARPONI Michele
2010 BASSO Ivan
2009 MENCHOV Denis
2008 CONTADOR Alberto
2007 DI LUCA Danilo
2006 BASSO Ivan
2005 SAVOLDELLI Paolo
2004 CUNEGO Damiano
2003 SIMONI Gilberto
2002 SAVOLDELLI Paolo
2001 SIMONI Gilberto
2000 GARZELLI Stefano

Favoriti Giro d’Italia 2018

L’uomo più atteso è sicuramente Chris Froome (Sky). Il britannico torna al Giro dopo otto anni di assenza, ma il corridore al via sarà un lontano parente di quel giovane talento britannico ai primi passi nel professionismo. Il portacolori della Sky arriva infatti alla Corsa Rosa dopo aver vinto gli ultimi tre Tour de France e con il sogno di vincere il suo terzo Grande Giro consecutivo dopo i successi alla Grande Boucle e alla Vuelta a España dell’anno scorso. Tante le polemiche intorno al Keniano Bianco in questi mesi per via del caso ancora non risolto sulla sua non negatività al salbutamolo, ma nonostante ciò Froome si è sempre mostrato sereno e concentrato in vista del Giro. Al Tour of the Alps sono arrivati anche i primi importanti segnali in salita e al suo fianco potrà contare su un vero e proprio squadrone. In particolar modo saranno fondamentali corridori come Wout PoelsSergio HenaoDavid De La Cruz, tutti corridori che hanno già chiuso un Grande Giro nella Top10, visto che si tratta di elementi che in tante altre squadre avrebbero il ruolo di capitano, anche se nello squadrone britannico si dovranno sacrificare per il proprio leader indiscusso (pur con la possibilità di giocarsi eventualmente una posizione interessante, come già fatto dal ciclista neerlandese nella scorsa Vuelta, ad esempio).

L’avversario più pericoloso alla vigilia sarà indubbiamente Tom Dumoulin (Sunweb). L’olandese partirà con il dorsale numero 1 dopo aver sorpreso tutti l’anno scorso, imponendosi nella classifica generale finale. Per il campione uscente sarà il primo vero confronto in carriera con Froome in un Grande Giro e c’è grande attesa visto che l’iridato a cronometro sembra l’unico dei pretenendenti in grado di tenere testa al rivale nella prova contro il tempo. Il suo percorso di avvicinamento alla Corsa Rosa però non è stato perfetto, visto che nella prima parte di stagione è stato condizionato da alcuni problemi fisici. Alla Liegi – Bastogne – Liegi, al rientro dopo un lungo periodo in altura, ha dimostrato una condizione molto interessante e le perplessità sull’eventuale condizione sono quindi già alle spalle.

Ben pochi dubbi, al limite opposti, ci sono invece per quanto riguarda Thibaut Pinot (Groupama – FDJ). Il francese ha interrotto il regno della Sky al Tour of the Alps con una prova di assoluto livello, correndo all’attacco e concludendo sempre con i primi, dimostrando una buonissima condizione. Dopo la grande prestazione e il podio sfiorato lo scorso anno a Milano, il corridore transalpino quest’anno si presenta anche mentalmente più sereno, rilassato e convinto dei suoi mezzi, facendo di lui un candidato di primissimo piano, se non per il successo finale, quantomeno per un bel piazzamento nei primi tre. Scalatore tra i più forti, discreto cronoman e migliorato anche in discesa, suo punto debole sinora, è uno dei più completi. Molto migliorata anche la sua squadra, che non sarà al livello delle migliori, ma presenta comunque elementi di valore, pronti a supportarlo efficacemente in salita.

Tra i corridori più attesi chiaramente anche il nostro Fabio Aru, capitano di una UAE Team Emirates quasi interamente al suo servizio, che in salita avrà a sua volta parecchie pedine da sfruttare. Dopo aver saltato la Grande Partenza dalla sua Sardegna lo scorso anno, il Cavaliere dei Quattro Mori quest’anno non voleva assolutamente mancare. In salita è sicuramente uno degli uomini più attesi dopo aver dimostrato durante lo scorso Tour de France di potersela giocare e scardinare, perlomeno per i sucessi parziali, il dominio Sky. Con una preparazione mirata, contrariamente a dodici mesi fa, punta dunque a confermare questa sua qualità, figlia anche di tattiche offensive, anche sulle tre settimane. Il sardo è inoltre stato colui che nel 2015 fece saltare Dumoulin, che sino a quel momento sembrava destinato a conquistare la Vuelta, poi vinta dall’italiano.

Chi invece deve cercare di ritrovarsi dopo una stagione molto difficile è Esteban Chaves, ma il colombiano è uno abituato a tornare da lontano, che nella sua vita più volte ha dovuto superare grandi ostacoli. Le delusioni dell’anno scorso saranno dunque per lui soprattutto stimoli per ritornare al livello che nel 2016 gli permise di conquistare un doppio podio fra Giro e Vuelta. Scalatore tra i più attesi, il piccolo grimpeur è uno degli animatori attesi delle tappe di montagna, con la possibilità inoltre di giocare la doppia carta con Simon Yates, con la Mitchelton-Scott che si presenta infatti con il doppio capitano, pronta a far valere tatticamente la sua superiorità numerica nei finali di tappa. Entrambi corridori dall’indole aggressiva, dovranno costruire la loro corsa in salita, dove si trovano ben supportati grazie alle presenze di Roman Kreuziger e Mikel Nieve, pedine che potranno rivelarsi preziosissime.

Tra gli uomini più attesi indubbiamente anche Miguel Angel Lopez, grande favorito alla conquista della Maglia Bianca. Se dovesse trasformare il bianco in rosa sarebbe una sorpresa, ma fino ad un certo punto, visto che si tratta di uno dei corridori emergenti del panorama internazionale, come ampiamente dimostrato negli ultimi due anni, coronati con la grande prestazione alla scorsa Vuelta, conclusa in ottava posizione dopo aver conquistato due tappe. In salita si dimostrò quasi intenibile per gli avversari, calando poi sulle tre settimane a causa di una preparazione travagliata per una stagione difficile, costellata di infortuni. Quest’anno invece tutto è filato liscio e la Astana gli ha costruito un’ottima squadra intorno, con corridori di grande qualità come Jan Hirt, tra le rivelazioni della passata edizione della Corsa Rosa, conclusa in 12ª posizione, e Tanel Kangert, tra i gregari più affidabili, capace di fare bene anche in prima persona.

Per le posizioni di vertice bisognerà fare i conti anche su Domenico Pozzovivo, che guiderà la Bahrain-Merida orfana di Vincenzo Nibali. Lo scalatore lucano proprio allo scorso Giro dimostrò di poter essere ancora fra i migliori malgrado gli anni passino e si presenta anche quest’anno al via con grandi ambizioni, soprattutto dopo aver confermato al recente Tour of the Alps le sue qualità, confrontandosi nuovamente alla pari con i migliori in salita. Discreto cronoman malgrado la stazza minuta, avrà una buona squadra al suo servizio, anche per tenerlo al riparo da problemi nelle tappe più semplici.

Ad un piazzamento importante puntano anche due giovani in crescita come Davide Formolo (Bora-hansgrohe) e Louis Meintjes (Dimension Data), dai quali si attende il salto di qualità dopo buonissimi risultati in queste loro prime stagioni, ma sopratuttto il sudafricano è apparso spesso troppo passivo e gli si chiede in questa Corsa Rosa di non essere solo continuo, anche più vivo. L’italiano invece ha già vinto una tappa al Giro e sa come correre d’attacco, come dimostrato anche alla Liegi, corsa a viso aperto con i big. Sulla carta sono probabilmente un gradino sotto i nomi citati sinora, ma hanno l’età dalla loro parte.

Anagraficamente è di un’altra generazione Mike Woods, ma il canadese è indubbiamente una delle sorprese della passata stagione in questo campo. Spesso all’attacco e fondamentale nel successo di tappa di Rolland alla passata edizione della Corsa Rosa, primo GT in assoluto, si è poi issato fra i migliori alla Vuelta, conclusa in settima posizione. Professionista solo dal 2016, il 31enne nordamericano ha dunque probabilmente ancora grandi margini di crescita, anche se in questi casi è sempre difficile valutare a priori. Ad ogni modo, pur restando al livello già raggiunto, che gli ha permesso poche settimane fa di concludere i seconda posizione la Liegi, sarà un corridore assolutamente da non sottovalutare, con grandi prestazioni in salita, anche se a crono sinora ha mostrato di fare fatica.

Sinora sempre sfortunato sulle tre settimane, George Bennett (LottoNL-Jumbo) ha dimostrao al recente Tour of the Alps che il risultato che stava ottenendo allo scorso Tour, quando fu costretto al ritiro mentre lottava per un piazzamento nei dieci, non era certo casuale. Supportato da una squadra interessante, in cui un corridore come Robert Gesink è luogotenente di lusso, il corridore neozelandese potrebbe essere uno degli outsider più interessanti per un buon piazzamento finale. Ha dimostrato meno sinora invece Rohan Dennis (BMC), che tuttavia ha più volte ribadito al sua intenzione di voler fare classifica. Non si conosce la sua tenuta sulle tre settimane, così come le sue capacità di recupero nel correre a tutta successioni di grandi salite giorno dopo giorno, ma un cronoman della sua tempra può fare paura se trova il giusto ritmo in salita. Un piazzamento di prestigio è alla sua portata, con la squadra statunitense che ha nell’esperto Nicolas Roche un ottimo supporto, nonché possibile rimpiazzo in caso di problemi.

Ad un posto nei dieci potrebbero ambire inoltre anche uomini come Ben Hermans (Israel Cycling Academy), Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo), Alexandre Geniez (Ag2r La Mondiale), e più pedine della Movistar, a partire da Carlos Betancur o Richard Carapaz. Per questi uomini un successo di tappa sembra il primo obiettivo, più alla portata, ma spesso gli obiettivi si trasformano (o concretizzano) strada facendo, complici eventuali fughe o marcature minori che uomini considerati di secondo piano possono avere. In quest’ottica potrebbero trovare un buon risultato anche uomini come Giulio Ciccone (Bardiani-CSF), Mattia Cattaneo (Androni-Sidermec), Jarlinson Pantano (Trek-Segafredo), Tim Wellens (Lotto Soudal) ed Edoardo Zardini (Wilier-Selle Italia), per i quali anche un posto a ridosso dei 20 sarebbe comunque un buon risultato.

Borsino dei Favoriti Maglia Rosa Giro d’Italia 2018

***** Chris Froome
**** Fabio Aru, Tom Dumoulin
*** Miguel Angel Lopez, Thibaut Pinot, Domenico Pozzovivo
** Esteban Chaves, Louis Meintjes, Mike Woods, Simon Yates
* George Bennett, Carlos Betancur, Rohan Dennis, Davide Formolo, Wout Poels

Un commento

  1. woods ha vinto solo 2 corse in carriera al tour of utah! non ha mai vinto al giro.
    inoltre personalmente mi sento la vittoria finale di pinot, 2 froome, 3 aru e 4 domoulin (troppo pochi km a crono) 5 ma lopez

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