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Team Ineos, ufficiale l’addio di Chris Froome a fine stagione

Chris Froome lascerà il Team Ineos. La conferma è arrivata oggi da parte della formazione britannica con la quale il Keniano Bianco ha corso per dieci anni conquistando tutti i suoi grandi successi. Una separazione che era ormai nell’aria da settimane, tanto che si pensava che potesse avvenire già prima del Tour de France 2020 per evitare contrasti interni ed essere al via da capitano unico. Se questa ipotesi appare ormai esclusa, è certa invece la partenza al termine di questa stagione, con la Israel Start-Up Nation che ne ha successivamente confermato l’ingaggio a partire da gennaio prossimo. Quattro Tour de France, un Giro d’Italia e due Vuelta a España i grandi traguardi conquistati sinora insieme, ma con la notevole crescita di Geraint Thomas nel 2018 e, soprattutto, l’avvento di Egan Bernal lo scorso anno la dirigenza britannica ha trovato un nuovo grande leader su cui puntare (per il presente e soprattutto per il futuro).

“È stato un decennio straordinario con questa squadra – commenta il corridore – Abbiamo raggiunto così tanto insieme e conserverò per sempre questi ricordi. Guardo con impazienza per le nuove sfide che affronterò nella prossima fase della mia carriera, ma allo stesso tempo la mia concentrazione è per conquistare il mio quinto Tour de France con la Ineos”.

Non manca ovviamente anche il commento di Dave Braislford, team manager della corazzata ex Sky: “Il contratto di Chris scade a dicembre, ma abbiamo già deciso di non rinnovare. Abbiamo voluto fare questo annuncio prima rispetto al solito per mettere fine alle recenti speculazioni e consentire alla squadra di concentrarsi su questa stagione”.

Approdato in squadra al momento della sua fondazione, il nativo di Nairobi vi era arrivato dopo due anni da professionista con la maglia della Barloworld, nei quali non era riuscito a dare dimostrazione del suo talento, facendo tuttavia tesoro di quanto appreso. Nel 2011 i primi exploit alla Vuelta a España a cui approda da quasi sconosciuto. Concluderà la corsa  in seconda posizione (poi vinta a tavolino lo scorso anno facendone così il suo primo grande trionfo a posteriori) dopo aver ribaltato le gerarchie a scapito di un calante Bradley Wiggins. Il baronetto si rifarà poi l’anno successivo al Tour de France, malgrado Froome lo “umili” in salita dimostrando di averne di più. Da quel momento sarà tuttavia lui il leader incontrastato del team diventato nel frattempo una perfetta macchina da GT.

Nel 2013 la prima grande stagione che lo consacra, vincendo quasi tutto fino al trionfo netto alla Grande Boucle. Si susseguono così sei stagioni di altissimo livello, in cui arrivano numerosi successi. Ma nelle ultime due stagioni, complice la scelta di correre il Giro d’Italia prima del Tour nel 2018 e il terribile infortunio della scorsa stagione al Giro del Delfinato, vede i suoi compagni avere nuove possibilità in squadra. Thomas e Bernal non falliscono e si guadagnano a loro volta importanti meriti e gradi in squadra, creando una situazione in squadra ormai diventata insostenibile.

“Penso questa sia la decisione giusta per la squadra e per Chris – aggiunge Brailsford in merito – Considerato quel che ha raggiunto in questo sport, Chris ha comprensibilmente il desiderio di essere l’unico leader in questo suo prossimo capitolo della carriera, ma è qualcosa che non possiamo garantirgli ora. Lasciare il Team Ineos gli può dare questa certezza”.

La scelta è dunque necessaria anche per dare maggiori opportunità e il giusto ambiente ai suoi futuri ex compagni di squadra: “Contemporaneamente, questo darà agli altri corridori della nostra squadra le possibilità di essere i capitani che si sono meritati e che stanno giustamente cercando. Sono entusiasta dei talenti che abbiamo in squadra ora e il nostro obiettivo comune è sulla preparazione per la stagione che sta per ripartire. Come tutti, non vediamo l’ora che si riprenda a correre il mese prossimo”.

Oltre ai sette grandi giri conquistati, in carriera ha conquistato tredici tappe nei GT  (Sette al Tour, cinque alla Vuelta e una, memorabile, al Giro). Nel suo palmarès anche tre successi al Giro del Delfinato (sei tappe) e due al Giro di Romandia per un totale di 46 vittorie da professionista sinora.

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