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Milano-Sanremo 2020, Vincenzo Nibali promette di inventarsi qualcosa: “L’approccio non cambierà”

Vincenzo Nibali guiderà oggi la Trek-Segafredo alla Milano-Sanremo 2020. Il campione messinese è tra i favoriti d’obbligo per la sua classe e la sua esperienza, ma quest’anno la truppa dei velocisti e dei finisseur con i quali dovrà vedersela è più che mai agguerrita. Il ciclismo post-lockdown è pronto a regalare grandi sorprese, ma per vincere una gara di 305 chilometri ci vorranno le gambe e soprattutto la fortuna giusta, anche perché non sarà facile gestire le forze lungo un percorso che in gran parte è inedito per tutti. Nibali non è certo uno che si tira indietro, ma non potrà fare altro che aspettare e vedere come si metterà la corsa chilometro dopo chilometro.

“La Classicissima è la corsa che, per fascino e storia, ho sempre voluto correre, anche se è tra quelle che vedo come meno adatta alle mie caratteristiche. Per me rimane sempre la corsa per le ruote veloci“, ha affermato in conferenza stampa ieri. La sua vittoria del 2018 è figlia di questo particolare approccio: “Ho sempre cercato di inventarmi qualcosa, con attacchi da lontano o vicino al traguardo, attaccando in salita o in discesa. Dopo tanti piazzamenti, mi ero quasi messo l’anima in pace – ha aggiunto – L’anno che non l’ho cercata, è stata lei a venirmi incontro. Quando ho vinto, ho tagliato il traguardo ridendo. È arrivata come un dono inaspettato“.

Riguardo all’edizione di quest’anno, ribadisce di non avere approfondito il nuovo percorso: “L’ho solo guardato sulla carta, ma non lo sto studiando. Per sabato farò tesoro dei consigli della squadra e delle persone fidate che l’hanno vista. Il mio approccio non cambierà. Rimane una corsa di quasi 300 chilometri in cui voglio fare bene, dove conta curare ogni dettaglio. Dall’alimentazione in corsa alla gestione delle posizioni in gruppo nei momenti chiave, elemento fondamentale per salvare più energie possibili. Il resto, sono fattori poco prevedibili, quest’anno ancor di più visto il periodo”.

Nonostante ormai sia un campione di lungo corso, confessa di continuare a divertirsi soprattutto nelle corse italiane: “Non ho mai sofferto la pressione o le aspettative, tutt’altro. In carriera ho sempre disputato le corse di casa con grande piacere”, confessa, concludendo che “il ciclismo ha radici profonde nel nostro Paese. Nella storia del nostro sport molte di queste corse sono state una vera e propria scuola di ciclismo per molti corridori, me compreso”.

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