© Twitter / Israel Start Up Nation

Israel Start Up Nation, ecco il primo allenamento collettivo post Covid-19: “Corridori in estasi, mai vista una simile motivazione”

Uno sprazzo di normalità dopo mesi complicati. Certo, è una normalità “mascherata”, ma è sicuramente un passo avanti. A farlo, il passo, è la Israel Start Up Nation, formazione che proprio nel 2020 è entrata a far parte del lotto World Tour. La squadra israeliana è stata la prima a organizzare un camp di allenamento rivolto a più corridori dopo che la pandemia da Covid-19 ha sostanzialmente bloccato tutte le attività, agonistiche e non, delle formazioni ciclistiche di tutto il mondo. L’iniziativa coinvolge 12 corridori, tutti israeliani, e si tiene interamente in territorio israeliano: fra i partecipanti sia atleti World Tour che componenti della formazione Continental.

In Israele sono state tolte quasi tutte le restrizioni inizialmente messe in atto per via dell’emergenzia sanitaria. Così, la Israel Start Up Nation ha organizzato il raduno, che peraltro è caratterizzato da strette regole da Coronavirus, cui devono attenersi tutti i partecipanti, quindi corridori, meccanici, massaggiatori e allenatori. Tutti hanno dovuto firmare una dichiarazione di buona salute, la temperatura corporea viene provata frequentemente e tutte le attività che esulano dall’allenamento vengono tenute in spazi aperti. E i singoli componenti dello staff, quando sono a contatto con i corridori, indossano sempre la mascherina. “La squadra sta facendo il massimo per proteggerci – le parole di Guy Niv – Quindi mi sento sicuro”.

I corridori sono entusiasti della possibilità: “È eccezionale essere qui. Potersi allenare insieme, lavorare ad alte velocità o mettersi alla prova in uno sprint. Queste sono cose che non puoi fare se ti alleni da solo o sui rulli”, ancora Niv. Persino più contento è Omer Goldstein: “Nella prima uscita di gruppo, mi sono sentito tanto felice da non crederci: mi ha dato un’ulteriore carica di energia”. Tutto questo fa felice anche i direttori sportivi: “Non ho mai visto questo tipo di motivazione in allenamento prima – le parole del team manager Aviad Izrael – I corridori sono davvero in estasi. Penso che sia quel che succede dopo due mesi di lockdown”

La Israel vede questo raduno come un primo passo verso la ripresa e anche come un possibile modello per gli allenamenti nel periodo di Covid-19: “Ci sono diversi ostacoli da superare prima che la stagione riprenda e le restrizioni agli spostamenti fra i diversi stati è quello più significativo – le parole del manager della squadra, Kjell Carlstrom – Sarà difficile poter fare camp di allenamento avendo corridori che vivono sparsi per il mondo. Probabilmente dovremo mettere in piedi diversi gruppi che facciano base in un punto, stabilire a quali gare mandarli e tenerli insieme. Di sicuro, sarà una cosa complicata e molto probante”.

L’ottimismo, comunque, non manca: “Contiamo di poter fare iniziative simile anche in altri paesi – dice il proprietario Sylvan Adams – Preparandoci per la ripresa della stagione di corse e per la nostra prima, storica, partecipazione al Tour de France“.

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