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Deceuninck-QuickStep, la pedalata di Mauri Vansevenant fa discutere il Belgio: “Con questo stile fatica dal 5 all’8% in più”

Lo stile di pedalata di Mauri Vansevenant fa discutere i belgi. Il corridore della Deceuninck-QuickStep, che quest’anno ha ottenuto il primo successo tra i pro al GP Larciano, è diventato oggetto di dibattito sulle colonne delle Het Nieuwsblad dopo le sue prestazioni al Giro dei Paesi Baschi, chiuso ai margini della top 10 dopo essere stato spesso insieme ai migliori. Il professor Bert Blocken dell’Università di Lovanio, esperto di aerodinamica e ciclismo nonché autore degli studi sulla miglior posizione in gruppo o quella in discesa, ha infatti stimato che lo stile di pedalata del classe ’99 comporta un dispendio di energie dal 5 all’8% superiore rispetto al normale.

“Il suo posizionamento gli costa indirettamente delle energie – ha dichiarato Blocken – Con questi movimenti genera più resistenza all’aria e deve dare più potenza per mantenere la stessa velocità. Reputo che un corridore con questo stile faccia dal 5 all’8% in più di resistenza all’aria”.

Uno stile di pedalata scomposto che ricorda quello di Michel Pollentier, difensore del giovane connazionale nel dibattito. Il calcolo effettuato dall’ingegnere non sembra infatti interessare molto il vincitore del Giro d’Italia 1977, che riporta la sua esperienza sul tema: “Non penso che Mauri debba cambiare il suo stile. Il suo modo di pedalare in salita gli permette di trasmettere una potenza massima ai pedali. Ai miei tempi, avevo provato a cambiare posizione e restare dritto, ma non aveva funzionato affatto”.

Sicuramente nella formazione belga si valuterà con attenzione questo aspetto: sarà importante valutare ovviamente le considerazioni teoriche riguardo l’efficacia del gesto in sé, ma ovviamente bisognerà poi valutare se una eventuale posizione più corretta permetterà al giovane talento belga di trovarsi ugualmente a suo agio per potersi esprimere al meglio. Sono infatti molti gli esempi di corridori non proprio composti in bici, che tuttavia sono riusciti o riescono ancora ad ottenere ugualmente risultati di assoluto livello perché è la loro posizione naturale, nella quale si trovano più comodi e il corpo riesce ad esprimersi al meglio.

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