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Coronavirus, le squadre scrivono all’UCI chiedendo flessibilità contrattuali e stagione fino a novembre

L’AIGCP chiede misure straordinarie all’UCI per fronteggiare l’emergenza da coronavirus. Le tante corse cancellate, infatti, stanno mettendo in difficoltà tante squadre, persino del livello World Tour, con alcune compagini che si sono viste già costrette a tagliare gli stipendi dei propri corridori (per alcune Professional si è arrivati anche al ricorso alla cassa integrazione o misure simili a seconda delle tutele previste nel paese). Se le associazioni dei corridori si sono fatte sentire, non è tardata nemmeno la richiesta di aiuto della Associazione Internazionale dei Gruppi Ciclistici Professionisti (composta da 19 world Tour e 13 Professional) che si è rivolta direttamente alla maggiore istituzione mondiale nel mondo del ciclismo per chiedere aiuto.

“I team dipendono in larga parte da un numero limitato di clienti – si legge nella nota a firma del presidente dell’associazione Iwan Spekenbrink riportata da CyclingNews– cioè gli sponsor (94% del totale), e hanno forti obbligazioni salariali (80% World Tour, 63% Professional) e questo li rende molto vulnerabili nella crisi attuale. Molte squadre hanno già perso entrare significative e tutti i team rischiano di perdere ulteriori fonti di entrata fondamentali 1) se gli sponsor dovessero trovarsi a corto di fondi nella probabile eventualità che la pandemia Covid -19 possa ancora durare a lungo; 2) se i team non offriranno nessun ritorno all’investimento degli sponsor (in termini di visibilità) molto presto”.

Al termine di due conference call, le 32 squadre coinvolte si sono trovate d’accordo all’unanimità sull’avanzare all’UCI due proposte: 1) rendere più flessibili le normative, con la possibilità di ricorrere a congedi, rinvio dei pagamenti, taglio degli stipendi e disoccupazione parziale senza che si vada a ricadere sulle garanzie bancarie dei team, tenendo conto delle “straordinarie circostanze”; 2) una revisione delle regole per ottenere la licenza in vista del 2021, con la sospensione delle classifiche 2020 per quanto riguarda l’aspetto sportivo delle licenze.

Nella lunga lettera, poi, l’AIGCP ha chiesto che vengano sì ricalendarizzate quante più corse WorldTour possibile, ma senza dimenticare le corse minori, fondamentali per le squadre Professional, per le quali si valutano più inviti a corse di massima categoria, chiedendo un prolungamento della stagione fino a Novembre. Infine, la richiesta all’UCI di poter accedere al fondo per i team World Tour e potenzialmente di estenderlo anche ai team Professional.

Speriamo che l’UCI possa esserci di supporto nell’assegnazione del fondo di riserva World Tour per le squadre World Tour e in caso di necessità di estenderlo anche alle Professional come gesto di solidarietà. Ça va sans dire che supportiamo anche l’andare incontro a organizzatori World Tour e Pro Series in simili circostanze”, conclude la lettera.

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