VIDEO: Tour Down Under 2020, numerosi big coinvolti e alcuni ritiri nella maxicaduta della seconda tappa

Importante caduta nella seconda tappa del Tour Down Under 2020. Fortunatamente l’incidente che ha spezzato il gruppo è avvenuto all’interno degli ultimi chilometri, permettendo così ai corridori coinvolti di beneficiare della neutralizzazione, ma più di un corridore ne sono usciti piuttosto malconci. Tra coloro che hanno avuto la peggio sicuramente Ben Hermans (Israel Start-Up Nation), che ha riportato numerose fratture, così come è apparso molto dolorante Simon Yates (Mitchelton-Scott), a rischio ritiro, una decisione che invece ha già preso anche Rafa Valls (Bahrain-Merida), fermato da una frattura all’osso sacro.

Numerose escoriazioni invece sul corpo di Elia Viviani (Cofidis), giunto al traguardo con tutta la maglia strappata e coperto di sangue, ma fortunatamente senza fratture, come hanno evidenziato i controlli medici. Tra i nomi più attesi, è finito a terra anche Richie Porte (Trek-Segafredo), che se l’è cavata con qualche escoriazione al ginocchio. Forte colpo anche per Chris Lawless (Ineos), che tuttavia sembra in grado di continuare, così come il compagno Dylan Van Baarle. Conseguenze minori anche per Jai Hindley e Max Kanter (Sunweb), doloranti ma pronti a ripartire domani, così come Chris Harper (Jumbo-Visma) e uno dei favoriti del giorno, Jay McCarthy (Bora-hansgrohe). Tra i coinvolti anche tre corridori della sfortunata Movistar, ovvero Edu Prades, Sergio Samitier e Juri Hollmann, mentre in precedenza era già finito a terra anche Jurgen Roelandts. Escoriazioni e ferite per Manuele Boaro (Astana), tra i primi a cadere e rimasto sotto le bici dei rivali, tra i quali anche Ramsus Tiller (NTT Pro Cycling), Juan Pedro Lopez (Trek-Segafredo), Fran Ventoso (CCC) e André Greipel (Israel Start-Up Nation), che sembrano essersela cavata senza grandi conseguenze.

Non è caduto invece Romain Bardet (Ag2r La Mondiale), che tuttavia è stato vittima maggiore di questa tappa in termini cronometrici perché per evitare un incidente a sei chilometri dalla conclusione, ha sbattuto la bici e danneggiato il deragliatore. Costretto a fermarsi e cambiare mezzo, ha tagliato poi il traguardo con un ritardo di oltre due minuti, dovendo così dire addio alle sue ambizioni di classifica.

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