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Saluti a… Adam Hansen, l’ingegnere da record

Adam Hansen è stato il classico gregario che tutti vorrebbero in squadra. Australiano classe 1981, ha disputato 14 stagioni tra i professionisti rappresentando soltanto due squadre e facendosi notare soprattutto per l’aiuto ai propri capitani e per il difficilmente battibile record di venti Grandi Giri consecutivi completati. Nell’arco di sette stagioni è infatti riuscito nella singolare impresa di avere partecipato consecutivamente a tutte le corse di tre settimane dalla Vuelta 2011 al Giro d’Italia 2018. Le ultime due edizioni del Giro hanno poi portato il suo personale bottino a 26 Grandi Giri completati in carriera. Nel mentre, ha portato avanti una interessante carriera di ingegnere, inventore e imprenditore che lo ha visto protagonista sia in gruppo che fuori. Un personaggio fuori dal comune che ama il ciclismo, come sport ma prima ancora come stile di vita e di fatica.

Hansen sbarca in Europa, più precisamente in Austria, a 21 anni con la maglia della Arbö Merida – Graz, per poi passare nel 2005 alla ELK Haus – Simplon e poi alla Aposport Krone Linz, dove si fa notare con buoni piazzamenti, anche in Italia al Giro del Friuli-Venezia-Giulia. La prima vittoria nel circuito UCI arriva invece in Slovacchia al GP Bradlo / Velka cena Bradla. Primi anni poco appariscenti ma molto preziosi per il suo bagaglio personale, da ciclista e di vita.

Nel 2007 arriva il momento del grande salto nel WorldTour grazie alla T-Mobile di André Greipel e Gerald Ciolek, con cui assaggia i primi palcoscenici importanti, soprattutto la Vuelta a España e i Mondiali a cronometro a Stoccarda. L’anno successivo resta nel Team Columbia che, con licenza statunitense prosegue il progetto della T-Mobile, vincendo il Campionato Nazionale a cronometro e cominciando a distinguersi come gregario affidabile per le corse a tappe. Nei due anni successivi prosegue sulla stessa falsariga, raccogliendo anche piazzamenti interessanti e riuscendo a vincere la breve corsa a tappe neerlandese Ster Elektrotoer.

Il 2011 è per lui l’anno della svolta con il passaggio alla Lotto, squadra che lo accompagnerà per i successivi dieci anni fino al termine della carriera. Proprio nell’agosto di quell’anno inizia la sua lunga cavalcata incentrata sui Grandi Giri, che lo vedono alzare le braccia al cielo a Pescara nel Giro 2013 e a Cangas de Morrazo nella Vuelta 2014. Quell’anno arriva anche il successo nella classifica scalatori del Tour Down Under, corsa sempre cara agli australiani. Gli anni successivi sono per lo più di sacrificio senza più spazio per le gioie personali, con l’ultima gara che sarà proprio il Giro d’Italia 2020 al termine della undicesima partecipazione.

Le Gioie

Passista di buon talento, nel corso della propria carriera si è dedicato principalmente a fare l’uomo squadra. Non sono mancate comunque alcune importanti soddisfazioni personali, che impreziosiscono una carriera già valida di suo. La più importante senza dubbio la vittoria di tappa al Giro d’Italia 2013, coronando la fuga di giornata nella frazione da Marina di San Salvo a Pescara. Un successo che ben riassume le sue qualità di attaccante, in grado di distanziare i cinque compagni di azione sulle salite finali per poi involarsi verso il traguardo, posto dopo un breve tratto in pianura a seguito dell’ultima discesa. 150 chilometri in avanscoperta (solitaria a partire dal terzo sui quattro GPM di giornata) conclusi con le braccia alzate al cielo, un minuto prima del gruppo maglia rosa.

Più da finisseur invece il sigillo alla Vuelta a España 2014, nella diciannovesima tappa. L’arrivo di Cangas de Morrazo era considerato l’ultimo adatto ai velocisti, in un’edizione che si sarebbe inusualmente conclusa con una cronometro individuale a Santiago de Compostela due giorni dopo. Se fino all’ultima salita, un seconda categoria, il plotone era riuscito a controllare le azioni, la sparata dell’australiano in discesa era partita al momento giusto, quando mancavano circa 5 chilometri alla conclusione. Senza mai acquisire più di dieci secondi di vantaggio, Hansen ha sfruttato le sue doti di discesista e passista per arrivare con 5 secondi sul gruppo, regolato da un John Degenkolb in formissima. Vittoria di forza e di prestigio in una giornata non semplice.

In ogni caso, al nome di Adam Hansen resterà sempre associato lo strepitoso record di ben venti Grand Tour consecutivi portati a termine. La striscia, iniziata con la Vuelta a España 2011, si è conclusa al Giro d’Italia 2018, dopo sei anni abbondanti passati a preparare e concludere le corse da tre settimane. Quantità sì, ma anche qualità: proprio nel corso di questo lungo filotto sono arrivati i due successi più importanti della sua carriera, così come quelli di molti suoi compagni che ha scortato con dedizione. In tutto sono ben 29 i Grand Tour a cui ha preso parte, di cui 26 terminati. Un maestro della regolarità, ma anche gregario affidabile per i propri compagni e, all’occorrenza, cacciatore di tappe.

Tra i successi minori, ricordiamo i campionati australiani a cronometro nel 2008, all’epoca del Team Columbia, e le soddisfazioni alla Ster Elektrotoer 2010, in cui ha vinto la quarta tappa e la classifica generale indossando la divisa della Omega Pharma-Lotto. Compagno fidato di André Greipel, di certo ricorderà con piacere anche tutti i (numerosi) successi in volata del forte velocista tedesco, per il quale si è spesso messo al servizio.

I Dolori

Non sono molti i rimpianti di Hansen, che ha sostanzialmente sempre sfruttato le occasioni a proprio favore. Soprattutto, l’australiano ha avuto una grande consapevolezza del suo ruolo in squadra e all’interno del gruppo, senza cercare di caricarsi sulle spalle compiti che non avrebbe potuto ricoprire. Gli va inoltre riconosciuta la grande lucidità di aver deciso il proprio destino. Nel 2018 ha interrotto la propria striscia consecutiva di Grand Tour portati a termine decidendo in prima persona di non prepararsi per il Tour de France: il suo record è stato quindi interrotto da una sua scelta e non da fattori esterni come infortuni, cadute o una mancata convocazione. Il suo ritiro dal professionismo per dedicarsi all’ironman arriva probabilmente al momento giusto della sua carriera, senza rimpianti.

A livello personale, ci sono giusto un paio di occasioni in cui avrebbe potuto pensare di raccogliere qualcosa in più. Spicca il secondo posto ai campionati australiani del 2008, occasione per il successo nazionale che non si è più ripresentata in carriera. Alla Vuelta a España 2013 era riuscito a entrare nella fuga giusta nella frazione verso Peña Cabarga, ma spendendo qualche energia di troppo nella prima fase della corsa: forze che sarebbero state preziose nel finale impegnativo, in cui è stato battuto dai comunque più quotati Vasil Kiryienka e Chris Anker Sørensen. Non si può dire che sia un rimpianto enorme, ma per un corridore come lui ogni fuga poi andata in porto è un’occasione da cercare di sfruttare al massimo.

Non sarà certo ricordato con grande piacere anche il Tour de France 2017, in cui il suo capitano André Greipel ha suo malgrado interrotto la striscia positiva di edizioni della Grande Boucle con una vittoria personale. Il tedesco, nel cui treno figurava appunto Hansen, ha sfiorato il colpaccio finale arrivando secondo a Parigi. Non è bastato per prolungare questa particolare abitudine, obiettivo dichiarato dalla squadra a inizio corsa.

Infine citiamo un episodio in cui forse il suo coinvolgimento è stato sopravvalutato, ma ha in parte incrinato la stima di alcuni appassionati nei suoi confronti. Il riferimento è alla diciannovesima tappa del Giro d’Italia 2020, in cui lo stesso Adam Hansen, ormai già consapevole del suo ritiro dal professionismo a fine corsa, si è trovato (forse non del tutto volentieri) in testa allo sciopero dei ciclisti per accorciare la frazione da Abbiategrasso ad Asti. Qualcuno lo indica come promotore della protesta, lui si è sempre definito portavoce di istanze condivise dal gruppo: qualunque sia la verità, nessun tifoso ha un bel ricordo di quella giornata ed esservi associato non è il miglior finale di una carriera di grandissima regolarità, con tante gioie personali e di squadra.

Palmarès

  • 2004 (Corratec Austria-Arbö)
    Burgenland Rundfahrt
    Grosser Preis um den Deutschlandsberg
  • 2005 (ELK Haus-Simplon)
    Wien-Lassnitzhöhe
  • 2006 (Aposport Krone Linz)
    Grand Prix Bradlo
  • 2008 (Team Columbia)
    Campionati australiani, Prova a cronometro
  • 2010 (Omega Pharma-Lotto)
    4ª tappa Ster Elektrotoer (Verviers > La Gileppe)
    Classifica generale Ster Elektrotoer
  • 2013 (Lotto-Belisol)
    7ª tappa Giro d’Italia (San Salvo > Pescara)
  • 2014 (Lotto-Belisol)
    19ª tappa Vuelta a España (Salvaterra de Miño > Cangas do Morrazo)
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