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Analisi Percorso Tirreno-Adriatico 2019, tanti Muri a dividere gloria e anonimato

Non sarà una Tirreno-Adriatico 2019 di semplice lettura. La scelta degli organizzatori di non affrontare vere e proprie tappe di montagna rende la Corsa dei due Mari, in programma dal 13 al 19 marzo, aperta ad ogni genere di pronostico. Il menu sembra soltanto apparentemente quello tradizionale, con due cronometro in apertura e chiusura (per un totale di 31,6 chilometri contro il tempo), ma l’assenza di una salita selettiva potrebbe ampliare sensibilmente il campo dei pretendenti al successo finale, che si giocheranno le proprie chance sugli innumerevoli Muri che tratteggeranno la gara. Come noto, infatti, chi si presenta al via della kermesse che unirà anche nella sua 54ª edizione Toscana, Umbria e Marche per un totale di 1048,6 chilometri, non ha esclusivamente nel mirino la Milano-Sanremo, in programma sabato 23 marzo ad appena quattro giorni dal suo epilogo. Diversi sono infatti i corridori pronti a lasciare il segno con vista sulle Ardenne e, soprattutto, sul prima grande corse a tappe stagionale. L’anno scorso si rivelò decisiva la sfida contro le lancette dell’ultimo giorno, sancendo il trionfo di Michal Kwiatkowski (Team Sky).

Percorso Tirreno – Adriatico 2019

Si inizia con la tradizionale cronometro a squadre di Lido di Camaiore. Si corre sulla distanza di 21,5 chilometri e su due settori rettilinei divisi da una sorta di giro di boa. Superato Forte dei Marmi ci si immette sul lungomare, dove è previsto il rilevamento cronometrico di metà percorso (km 10.7). Il tracciato è interamente pianeggiante e, in assenza di curve particolarmente selettive con una sola S da affrontare con prudenza a 1200 metri dall’arrivo, favorirà le formazioni che vantano nel proprio organico gli specialisti dell’esercizio. A fare la differenza può essere soprattutto il vento e la direzione in cui soffierà quando i corridori si troveranno il mare a fiancheggiarli.

Il giorno seguente entrano in scena gli uomini di classifica. L’arrivo di Pomarance, dove si giunge 195 chilometri dopo la partenza da Camaiore, è infatti posto in salita e strizza l’occhio soprattutto ai puncher. Le difficoltà sono concentrate soprattutto nella seconda metà del tracciato, mentre l’unico GPM posto nei 100 chilometri iniziali, quello di Castellina Marittima, sarà utile ai fuggitivi per prendersi punti per la maglia riservata agli scalatori. Dopo il secondo GPM di giornata, a Serrazzano, a poco più di 30 chilometri dal traguardo si transita per la prima volta da Pomarance. Qui inizia un semi circuito che conduce a Saline di Volterra, dove ha origine la salita finale lunga 12 chilometri e con punte del 16%. L’ascesa è tuttavia molto irregolare e non mancano i tratti per respirare, considerabili poco più che falsopiani. Non è particolarmente impervio neppure il traguardo, che potrebbe registrare l’arrivo di un gruppo ristretto.

La terza tappa vedrà entrare in scena i velocisti presenti. Sebbene sia la più lunga dell’intera settimana, con i suoi 226 chilometri da percorrere, la Pomarance-Foligno sfuggirà difficilmente a un epilogo scontato. Dopo una prima parte abbastanza mossa e caratterizzata dai GPM del Passo del Rospatoio e de La Foce, il percorso si ammorbidisce lasciandosi alle spalle il territorio di Siena. Entrati in Umbria, costeggiando il Trasimeno, si arriva a Foligno grazie a lunghi rettilinei che suonano come una sentenza per i piani degli eventuali coraggiosi di giornata. Il finale è tecnico e va affrontato con la massima cautela, con una serie di curve (l’ultima a 500 metri dal traguardo) negli ultimi due chilometri e mezzo che potrebbero scombinare i piani di quei treni che non si riveleranno particolarmente organizzati.

Il weekend si apre invece all’insegna dei Muri. La Foligno-Fossombrone ne presenta diversi soprattutto nel tratto finale dei suoi 221 chilometri. Se il primo terzo del tracciato servirà a coprire le carte sulla durezza complessiva, le salite di Sant’Ippolito, Villa del Monte, Cartoceto e Monteguiduccio fungeranno da antipasto verso la gran portata finale, anche per effetto delle punte che sfiorano il 20% nella seconda e quarta delle asperità appena elencate. A questo punto si transita una prima volta per Fossombrone, dove iniziano i due giri del circuito finale da 9.2 chilometri. Il punto chiave sarà rappresentato dalla salita dei Cappuccini, 2800 metri caratterizzati da una seri di tornanti con pendenze superiori al 12% e un picco al 19% a metà scalata. Dalla vetta all’arrivo mancheranno 5.6 chilometri, di cui 4 in picchiata verso un finale in leggerissima salita.

Il clou giunge però domenica 17 marzo, quando è in programma la Colli di Metauro-Recanati. Dopo aver lambito la costiera adriatica e attraversato Loreto, si entra nel circuito finale di 22.8 chilometri da ripetere tre volte e all’interno del quale sono concentrati tutti i Muri di giornata. Per quattro volte bisognerà affrontare quello di Porta d’Osimo che esaltò Simon Yates nell’ultimo Giro d’Italia e per tre quello di San Pietro, con le sue pendenze terribili che raggiungono il 20%. Completamente all’insù gli ultimi chilometri. A 3600 metri dalla line d’arrivo inizia Porta d’Osimo, che nei suoi 1300 metri finali vanta una media del 14% e punte del 19%. Da lì all’arrivo si prosegue in leggera salita con pendenze intorno al 3%. È questa la classica frazione che può decidere le sorti della classifica generale, presentando un conto salatissimo a chi non dovesse avere ancora nelle gambe i cambi di ritmo necessari per resistere nella lunga sequenza di Muri.

A confermare l’importanza delle fatiche del weekend c’è una ripresa soft in vista del gran finale. La Matelica-Jesi si consegna infatti agli sprinter, concedendo loro l’ultima possibilità per rodare il motore in vista della Classicissima in programma il sabato successivo. Dopo un primo tratto mosso, si va infatti quasi interamente in pianura fino a raggiungere Jesi, dove inizia un circuito di 12.6 chilometri da ripetere due volte. Le strade ampie e l’ultima curva posta a un chilometro dl traguardo non dovrebbero complicare particolarmente il compito alle squadre dei pedali veloci, che potranno così lanciare al meglio i rispettivi capitani in quello che si preannuncia come un arrivo a ranghi compatti.

Classico anche il finale, con la cronometro individuale di 10.5 chilometri sulle strade di San Benedetto del Tronto. Il tracciato è lo stesso che viene proposto dal 2015, dopo essere stato presentato in precedenza a fine anni ’90, con partenza in viale Tamerici e arrivo in viale Buozzi. Saranno favoriti gli specialisti e gli uomini che avranno ancora le forze per far girare le gambe con il rapporto più lungo possibile, considerandone un “piattone” che si dipanerà ininterrottamente dal primo all’ultimo metro e la quasi totale assenza di curve, con l’ultima posta a ben 2500 metri dalla linea d’arrivo.

Tappe Tirreno – Adriatico 2019

Mercoledì 13 marzo – Tappa 1: Lido di Camaiore – Lido di Camaiore  (21,5 km – cronometro a squadre)
Giovedì 14 marzo, Tappa 2: Camaiore – Pomarance (195 km)
Venerdì 15 marzo, Tappa 3: Pomarance – Foligno (226 km)
Sabato 16 marzo, Tappa 4: Foligno – Fossombrone (221 km)
Domenica 17 marzo, Tappa 5: Colli di Metauro – Recanati (180 km)
Lunedì 18 marzo, Tappa 6: Matelica – Jesi (195 km)
Martedì 19 marzo, Tappa 7: San Benedetto del Tronto (10,1 km – cronometro individuale)

Altimetrie e Planimetrie Tirreno – Adriatico 2019

Cronotabelle Tirreno – Adriatico 2019

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