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Tour Down Under 2020, Elia Viviani bloccato nel traffico: “Non eravamo dove avremmo dovuto essere”

Elia Viviani sperava sicuramente in un debutto migliore al Tour Down Under 2020. Dopo il bel secondo posto alla Schwalbe Classic, tradizionale criterium di apertura della rassegna australiana, il campione europeo era arrivato con grande fiducia alla prima corsa WorldTour dell’anno, ma alla prima volata le cose sono andate ben diversamente da come si auspicava. Chiuso nel traffico, il capitano della Cofidis se l’è sostanzialmente dovuta cavare da solo per agganciare un quarto posto di certo non soddisfacente mentre davanti a lui erano i suoi ex gregari a muoversi alla perfezione per lanciare il loro nuovo capitano. Il successo è così andato nettamente a Sam Bennett (Deceuninck – QuickStep) davanti a Jasper Philipsen (UAE Team Emirates), che era stato bravo a tenerne la ruota, ed Erik Baska (Bora-hansgrohe), a sua volta agganciato nella scia del belga.

Non eravamo dove avremmo dovuto essere, quindi siamo rimasti nel traffico – ammette il veronese ai microfoni di cyclingnews dopo il traguardo – E quando questo succede finisce che da un lato tocchi le nocche, dall’altro con la scarpa. Acceleri, rallenti, acceleri e rallenti… Ho fatto troppe volate prima di quella che contava veramente. Non eravamo assieme e questo è stato il problema”.

Troppo indietro al momento in cui è stata lanciata la volata decisiva, l’esperto pistard sa che l’origine del problema non è in quel momento, ma prima. “Quando la volata è partita ero solo tre posizioni dietro Bennett, ma eravamo così veloci che non c’erano possibilità di guadagnare e superare nessuno – aggiunge – Il problema è stato prima, tra i tre chilometri e i 250 metri all’arrivo“.

La delusione è tanta chiaramente, ma in una squadra nuova i meccanismi sono da costruire e non basta l’esperienza dei singoli, un treno è fatto di intesa e complicità che bisogna affinare, soprattutto tra Simone Consonni e Fabio Sabatini, che saranno i suoi uomini più preziosi in questo 2020. “Dobbiamo imparare – ammette – Faremo una riunione per capire dove ci siamo persi l’un l’altro. Consonni deve seguire Sabatini e dobbiamo stare assieme, non possiamo stare sui due lati della strada e poi sperare di ricongiungerci”.

Già nei prossimi giorni non mancheranno le occasioni per riprovarci, anche se la prossima tappa non sembra ideale: “Ci proveremo – conclude – Ho già chiuso nei dieci a Stirling in passato, ma è una volata difficile e non tutti i velocisti saranno davanti per giocarsi la vittoria”.

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