© ASO / Aurélien Vialatte

QuickStep-AlphaVinyl, uscita l’autobiografia Julian Alaphilippe: “Le corse che mi fanno sognare sono Liegi, Lombardia e Fiandre. Perdere un anno il Tour? No no…”

Julian Alaphilippe è fresco di esordio in libreria. Il francese bi-campione del Mondo della QuickStep-AlphaVinyl ha visto infatti uscire lo scorso 17 novembre il suo primo libro, Mon anné arc-en-ciel, letteralmente “Il mio anno arcobaleno”. In questa sua biografia ripercorre l’ormai inscindibile legame con la maglia iridata, che ha vestito per tutto il 2021 e che vestirà ancora per tutto il 2022 e si racconta a tutto tondo, tra agonismo, famiglia, compagni di squadra e vita quotidiana. Un modo per cercare di trasmettere le proprie emozioni e di avvicinarsi ancora di più al pubblico.

In una delle tante interviste concesse in questi giorni, rilasciata a Ouest-France, ha amesso di avere scritto questo libro per “tenere traccia di questo anno emozionante”, che lo ha consacrato tra i grandi del ciclismo “attraverso testi, interviste, foto”. Nei mesi scorsi era stato raggiunto persino da Netflix per il progetto di una docuserie, ma alla fine la scelta è ricaduto su di un più classico libro: “Un documentario o una serie potevano essere un progetto fantastico, ma un libro richiede meno tempo di un documentario o di una serie Netflix, che necessitano di molte immagini e ore di riprese”. Il risultato lo soddisfa, anche perché il materiale è stato raccolto prima della conferma iridata: “Ho ceduto senza immaginare che sarei diventato di nuovo campione del mondo, quindi si possono notare le mie incertezze, i miei brutti momenti. Era l’anno giusto per farlo“.

Tornando al ciclismo, ribadisce: “Le corse che mi fanno sognare di più e che non ho ancora vinto sono chiaramente Liegi-Bastogne-Liegi, il Giro di Lombardia e il Giro delle Fiandre. So che posso vincerli. Questi sono gli obiettivi che mi sono prefissato entro la fine della mia carriera. La Parigi – Roubaix è una piccola sfida, diciamo. A volte ho bisogno dell’ignoto, di cose nuove, per riprendermi. Anche il 2024, per esempio, è nei miei pensieri. Non sono stato a Tokyo e so perché, ma so anche perché andrò a Parigi“. Per avere certezze sugli obiettivi della prossima stagione è ancora presto: “Lo stage di inizio dicembre definirà i miei obiettivi per il 2022. I Mondiali in Australia? Non sono esclusi, ovviamente, anche se è adatto ai velocisti. Ma in ogni caso, sarei felice di esserci se venissi selezionato”.

Vorrebbe provare anche a partecipare al Giro d’Italia nei prossimi anni, ma non rinuncerà mai al Tour de France: “Possiamo prepararci per altri obiettivi, ma perdere il Tour e scegliere qualcos’altro, no no…”, afferma. “So cosa sogna la gente e so che ci sono molte persone che vogliono vedere un vincitore francese al Tour. Io sono uno di loro, sarei molto felice di vedere vincere un francese. Se lo ponessi come obiettivo, e se ci arrivassi, sarebbe l’apoteosi“. Tuttavia, non può essere per lui l’unico obiettivo stagionale: “Per ora ho fatto questa scelta di puntare di più sulle Classiche e fare stagioni lunghe, di essere pronto per il Tour ma senza avere l’idea di giocarmi tutto in classifica generale. È una scelta, alcuni puntano tutto sul Tour e li vediamo meno a inizio stagione, alcuni sono presenti a inizio stagione, brillano al Tour e sono ancora lì a fine stagione”.

Se un giorno dovesse decidere di fare classifica, non lo farà certo con i proclami: “In ogni caso, il giorno in cui deciderò di scommettere tutto sul Tour, che funzioni o meno, non lo griderò dai tetti perché c’è già abbastanza pressione così“.


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