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Pagelle Giro del Delfinato 2017, che coppia Fulgsang-Aru! Porte a testa alta, Froome e Contador da rivedere

Jakob Fuglsang (Astana), 10: Il danese corre un Delfinato da assoluto protagonista. In salita dimostra una gamba che sinora in carriera non aveva ancora forse mai avuto, giocandosela con i migliori e battendoli di forza. Il Delfinato non è il Tour, ma dovesse anche solo riuscire a mantenere questa forma a luglio sarà un avversario davvero ostico per tutti.
Andrew Talansky (Cannondale-Drapac), 5: La grinta ce la mette, ma se la gamba non segue non può bastare. Una prova negativa dunque per un corridore che si continua ad attendere, capace di ottime prestazioni, ma che spesso manca al momento chiave, quello in cui può dimostrare il salto di qualità.

Richie Porte (BMC), 9: Per perdere la corsa gli devono correre tutti contro. Lasciato troppo presto da solo dalla sua squadra il tasmano prova a gestirsi con intelligenza, difendendosi molto bene. Forse l’unico limite emerso in questo Delfinato è in discesa, dove si mostra forse anche troppo prudente, concedendo sempre qualcosa ai rivali. Per il resto, almeno dal punto di vista personale, non è sembrato avere punti deboli.

Fabio Aru (Astana), 8,5: Costretto a rinunciare al Giro d’Italia per un problema al ginocchio, torna a correre e lo fa subito da protagonista. In salita è decisamente fra i più attivi e pimpanti, sin dal primo giorno. Probabilmente correndo con più prudenza avrebbe anche potuto ottenere un risultato migliore, ma alla vigilia avrebbe probabilmente firmato per un quinto posto e prestazioni di questo tipo in salita. Se sarebbe stata un’ottima prestazione anche con una preparazione normale, così assume una dimensione ancor più importante.

Emanuel Buchmann (Bora-hansgrohe), 8: Maglia bianca e ottavo nella generale, il giovane tedesco dimostra grande solidità, facendosi notare sin dal primo giorno all’attacco. Discreto anche nella prova contro il tempo, in salita se la gioca a viso aperto con i migliori, chiudendo con una ottima prestazione nella ottava tappa. Manca l’acuto, ma la crescita è regolare e al Tour può confermare l’evoluzione.

Koen Bouwman (Lotto NL – Jumbo), 8: Un Delfinato da incorniciare per il giovane talento olandese. Sempre all’attacco, riesce ad entrare nelle fughe per quattro volte. Proprio questa sua caparbietà nell’entrare in queste azioni gli permette di vincere una splendida tappa e di conquistare la classifica dei GPM.

Daniel Martin (Quick-Step Floors), 8: Stessa posizione dell’anno scorso per l’irlandese, che non inizia benissimo, ma riesce a rifarsi nella frazione conclusiva, corrend all’attacco. Se il distacco dal vincitore è ampio, non ha grande importanza, perché ha dimostrato di esserci e che la preparazione è quella giusta.

Thomas De Gendt (Lotto Soudal), 7.5: La vittoria nella prima tappa è una vittoria alla De Gendt, con una fuga da lontano andata in porto. Questo gli permette di indossare la maglia gialla che difende nel migliore dei modi, grazie anche ad una buona cronometro, fino alla prima tappa di montagna. Da quel momento non si vede più, ma non si poteva chiedere di più.

Louis Meintjes (UAE Team Emirates), 7,5: Nelle prime tappe non sembra molto pimpante, costretto a seguire e subire la corsa degli avversari. Resta comunque molto bene a galla, seppur un passo indietro ai migliori. L’ultimo giorno corre invece con più grinta, supportato da una gamba in netta ripresa. Forse avrebbe potuto osare qualcosa in più, ma ha fatto capire di esserci e gli servirà anche come lezione.

Arnaud Démare (FDJ), 7.5: È il re delle volate al Delfinato. Vince in maniera netta la seconda tappa, mentre nella tappa di Tullins il giorno dopo vince la volata del gruppo alle spalle dei fuggitivi. Nell’ultima occasione per i velocisti si piazza al secondo posto, ma si può consolare con la netta vittoria della classifica a punti che gli permette di guardare con grande fiducia al prossimo Tour de France.

Michal Kwiatkowski (Sky), 7,5: Il gregario più forte in salita di questo Delfinato. Completo come pochi, è un elemento fondamentale per il suo capitano nelle tappe di montagna. Che sia per mettersi in testa al gruppo, mandandolo in avanscoperta o per tirare indifferentemente in salita o in pianura, l’ex iridato può essere davvero un elemento chiave nella caccia al poker di Froome.

Phil Bauhaus (Team Sunweb), 7: È la sorpresa delle volate. Dopo due buoni piazzamenti al Giro d’Italia, si presenta al via del Delfinato centrando subito dei buoni piazzamenti, sia nella seconda che nella terza tappa. La ciliegina sulla torta però è la quinta frazione, quando riesce ad ottenere la vittoria più importante della sua carriera.

Jacopo Guarnieri (FDJ), 7: Se Démare si mette così in mostra agli sprint grande merito va riconosciuto al corridore italiano. Con il suo splendido lavoro nel pilotarlo nel finale permette al compagno di poter sprintare nel migliore dei modi e nella migliore posizione. Ottimo lavoro anche da parte dell’altro italiano della squadra Davide Cimolai (6.5).

Peter Kennaugh (Sky), 7: Delfinato molto positivo per il britannico. La vittoria nella settima frazione è splendida e gli permette di guardare con grande fiducia ad una possibile convocazione per il Tour, complice qualche dubbio sulle condizioni fisiche di Stannard e Poels.

Romain Bardet (Ag2r La Mondiale), 7: Non è quello dello scorso anno, ma esce in crescendo. Soprattutto si conferma un corridore di grande carattere, al quale piace attaccare e rischiare, caratteristiche importanti, che ne fanno ancora una volta uno dei corridori più piacevoli da seguire. Considerando la crescita mostrata, sono segnali importanti in vista del Tour.

Tiesj Benoot (Lotto Soudal), 7: I migliori non sono vicinissimi, ma in salita non ci si aspettava di certo potesse andare così bene. 12° nella generale, terzo miglior giovane, quella che sembrava essere la grande promessa del pavé sembra avere qualcosa in più. Almeno in potenziale, ma bisognerà stare comunque attenti a non voler troppo e stringere poco.

Sam Oomen (Team Sunweb), 7: Ancora una bella prova per questo talentino delle salite. È ancora acerbo, ma in futuro potrà fare molto molto bene, considerando anche la sua buona predisposizione all’esercizio solitario. In salita non è ancora al livello dei migliori, ma è subito dietro e il suo percorso di apprendistato sta andando davvero bene.

Rafa Valls (Lotto Soudal), 6,5: È un corridore solido, abituato a soffrire e stringere i denti. Gregario esperto, trova il suo spazio correndo con regolarità, senza voler strafare. Un bella top ten per un corridore che avrebbe fatto comodo a molti.

Sonny Colbrelli (Bahrain – Merida), 6.5: Nella prima frazione vince in maniera netta la volata in gruppo, piazzandosi poi sul podio il giorno dopo. Due ottimi risultati in ottica Tour de France, che confermano come il bresciano sia ormai al livello dei migliori corridori al mondo.

Ben Swift (UAE Team Emirates), 6.5: Il voto è una media fra quanto fatto nelle tappe arrivate allo sprint e la splendida fuga nella settima frazione. In volata delude un po’ il corridore della UAE Team Emirates, ma nella tappa dell’Alpe d’Huez solo Kennaugh gli toglie la soddisfazione di una vittoria davvero clamorosa.

Alejandro Valverde (Movistar), 6: Al rientro dopo l’eccezionale inizio di stagione non ha la gamba dei migliori, ma quasi non gli importa. Ne approfitta per correre alla garibaldina, sempre con la voglia di attaccare, mostrando un gran carattere. La forma evidentemente è ben lontana da quella necessaria, eppure trova il modo di farsi vedere. Un bel modo per allenarsi ad andare extra soglia.

Chris Froome (Sky), 6: Decisamente lontano dalla forma migliore, ha il merito di provarci sempre, senza la paura di perdere. Il tatticismo forse esasperato con cui ha marcato oggi Porte non ha portato i suoi frutti, ma la giornata di oggi ha dimostrato che sa anche come attaccare per cercare di mettere in difficoltà i rivali. Con il peso della corsa sulle spalle non ha abbastanza energie per andare in fondo, ma al Tour sarà un altro Froome.

Nacer Bouhanni (Cofidis), 6: Due piazzamenti nella Top5 sono un bilancio negativo sulla carta per il francese. A parziale giustificazione il fatto che per il corridore della Cofidis il Delfinato rappresentava il rientro in gara dopo il brutto infortunio rimediato a fine aprile.

Antonio Nibali (Bahrain – Merida), 6: Il più giovane dei fratelli Nibali prova a lasciare il segno in questo Delfinato con delle belle fughe da lontano. Ci prova sia nella prima che nella sesta tappa, ma ad impressionare è soprattutto la prestazione nella prima delle due fughe quando è uno degli ultimi a cedere al ritmo di De Gendt. Peccato per l’esclusione l’ultimo giorno per traino, che ne macchia la prestazione.

Diego Ulissi (UAE Team Emirates), 6: L’azione nel finale della prima tappa che gli permette di arrivare terzo fa pensare ad un Delfinato da protagonista per il toscano. Si difende bene nella cronometro, ma nel primo arrivo in salita fatica ed esce di classifica. Prova a quel punto a mettersi in mostra con una fuga nella settima tappa, ma il risultato finale non è quello sperato.

Esteban Chaves (Orica-Scott), 6: Non si poteva chiedere molto al piccolo scalatore colombiano, fermo da mesi. Al ritorno ovviamente la forma è lontana da quella che avrebbe voluto avere e ne approfitta per testarsi in vario modo. Una sorta di allenamento intensivo che comunque ci fa vedere, ancora una volta, la sua grande determinazione.

Bryan Coquard (Direct Energie), 5.5: Il francese si giocava la convocazione per il Tour de France in questo Delfinato. Il bilancio finale parla di un terzo posto ed altri due piazzamenti nella Top10 che potrebbero non bastare.

Tony Martin (Katusha – Alpecin), 5.5: Il Campione del Mondo a cronometro veniva a questo Delfinato con l’obiettivo di centrare il successo nella prova contro il tempo. Alla fine arriva un secondo posto deludente, a dodici secondi da Porte. Un distacco che non è giustificato con quel suo errore nell’impostare una curva in vista dell’ultimo chilometro, ma di una gestione dello sforzo probabilmente sbagliata.

Alberto Contador (Trek-Segafredo), 5,5: La grinta e il carattere ci sono sempre, ma la gamba è mancata. Niente di particolarmente grave visto che al Tour, grande obiettivo stagionale su cui ha costruito tutta la stagione, come mai sinora, manca ancora abbastanza. Però gli altri hanno lo stesso obiettivo e sembrano stare un po’ più avanti di lui. Non un campanello d’allarme, ma non si è di certo rassicurato neanche lui.

Simon Yates (Orica-Scott), 5: Cambiare calendario in corsa non è mai semplice. Il suo Delfinato è abbastanza anonimo, sempre a rincorrere. Qualche preoccupazione c’è vista la condizione lontana da quella dei rivali.

Davide Formolo (Cannondale – Drapac), 5: Lo scalatore italiano ha accusato le fatiche del Giro d’Italia. Mai protagonista e spesso in difficoltà appena la strada inizia a salire, Formolo sembra esser il lontano parente di quello che si è piazzato nei 10 al Giro. Ora per lui arriva il momento di ricaricare le batterie in vista della seconda parte di stagione.

Alexander Kristoff (Katusha – Alpecin), 5: Il copione per il norvegese sembra esser ormai sempre lo stesso che lo accompagna da due anni. Si piazza e arriva vicino alla vittoria, ma da lui ci si aspetta sempre qualcosa in più.

Maximiliano Richeze (QuickStep – Floors), 5: Non si vede mai nelle volate. Probabilmente le fatiche dopo il Giro non gli hanno permesso di arrivare in buona forma a questo Delfinato e sfruttare l’occasione di correre come capitano negli sprint.

Thomas Voeckler (Direct Energie), 5: Si vede nella quinta tappa quando si porta in testa al gruppo per annullare il tentativo dei fuggitivi e permettere a Coquard di lottare per la vittoria allo sprint. Per il resto Delfinato molto anonimo senza mai una fuga da lontano in quella che era la sua ultima partecipazione alla corsa a tappe francese. L’ultimo giorno ci riprova, ma la gambe – forse ormai anche la testa – proprio non c’è.

Warren Barguil (Team Sunweb), 4: Un Delfinato da dimenticare per il francese. In difficoltà fin dalla prima tappa, esce subito di classifica ed è sempre uno dei primi a staccarsi quando la strada sale. Non si vede neanche in fuga e ora iniziano ad esserci molti dubbi su quella che potrà essere la sua condizione al Tour. L’ultimo giorno lancia qualche segnale incoraggiante provando a muoversi e concludendo in crescita.

Edvald Boasson Hagen (Dimension Data), 4: Dopo gli ottimi risultati ottenuti nelle ultime settimane c’era grande attesa per capire cosa poteva fare il norvegese in questo Delfinato. Nella prima tappa è sfortunato, forando nel finale, ma nelle tre successive volate il risultato non è quello sperato. Con ogni probabilità avrà la possibilità di riscattarsi visto che Cavendish difficilmente arriverà con una condizione ottimale.

Tony Gallopin (Lotto Soudal), 4: Viene al Delfinato per provare a vincere una tappa, ma per farlo bisognerebbe provarci. Il francese invece disputa sette tappe in maniera anonima, senza mai entrare in qualche fuga da lontano o comunque farsi vedere nelle prime posizioni nei chilometri finali. All’ultimo ci prova, ma è troppo tardi e la gamba non c’è.

Franco Pellizotti (Bahrain – Merida), s.v.: Dopo lo splendido Giro al servizio di Nibali il corridore della Bahrain – Merida aveva l’occasione di mettersi in mostra come capitano. Condizionato da un problema al ginocchio decide di chiudere in anticipo la corsa.

David Gaudu (FDJ), s.v.: C’era curiosità per vedere cosa poteva fare il giovane talento francese in una corsa adatta alle sue caratteristiche . Limitato dal mal di gola però non riesce mai a mettersi in mostra e alla fine è costretto al ritiro nella sesta frazione.

Leopold König (Bora – Hansgrohe), s.v.: Il ceco faceva in questo Delfinato il suo rientro in corsa dopo il lungo infortunio che lo teneva ai box fin dal mese di gennaio. La condizione non è sicuramente quella dei giorni migliori ed esce di classifica già nella prima frazione. Prova a resistere e continuare la sua corsa, ma nella terza tappa capisce che la scelta migliore è quella di alzare bandiera bianca e concludere con largo anticipo la corsa.

Edward Theuns (Trek – Segafredo), s.v.: Questo Delfinato era sulla carta l’occasione ideale per convincere la squadra a portarlo al Tour de France. Il bilancio del corridore della Trek – Segafredo però alla fine è molto negativo, finendo fuori tempo massimo nella seconda tappa. La forma migliore è sicuramente molto lontana ed ora sembra difficile vederlo il prossimo 1 luglio al via della Grande Boucle.

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