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Ineos, Kwiatkowski: “A fine stagione non ero me stesso, avevo perso la gioia di correre”

Michal Kwiatkowski è già concentrato sulla prossima stagione. Il polacco è stato protagonista nella prima parte del 2019, in cui ha ottenuto un piazzamento sul podio sia alla Milano-Sanremo 2019 sia alla Parigi-Nizza 2019, corse in cui già in passato aveva mostrato le sue grandi qualità. Nella fase successiva tuttavia il corridore della Ineos non è più riuscito a essere protagonista, chiudendo lontano dai migliori senza riuscire a portare un grande apporto ai propri compagni di squadra. Le sue condizioni lo hanno poi costretto a rinunciare al Giro di Polonia, corsa di casa, e ai mondiali, su un percorso almeno teoricamente adatto alle sue caratteristiche.

La stagione non è andata come previsto” ha ammesso il classe ’90 in un’intervista a Cyclingnews: “Nella prima parte sono andato bene ma non ho mai ottenuto il risultato che volevo. È un peccato, di certo avevo le gambe per vincere alcune corse. Questo è lo sport, l’ho accettato e ho provato a prepararmi per la seconda parte della stagione con Tour e Mondiali, ma, onestamente, ho sentito già dalla primavera che ero ancora affaticato dalla stagione precedente. Mi sentivo alla grande in inverno, poi al Tour ero al 100% pronto, non ho fatto errori nella mia preparazione, ma l’ho finito in ginocchio. Non ero me stesso. Il mio corpo mi stava gridando di riposare. Per questo ho dovuto cambiare il programma di fine stagione”.

Kwiatkowski ha poi proseguito: “È stato difficile saltare Polonia e mondiali, ma è stata la scelta giusta. Stavo soffrendo. Se fossi stato ai mondiali sarei stato un disastro, credo. È stato giusto resettare e pensare alla prossima stagione. Nella seconda parte della stagione ho provato a diminuire volume e intensità dei miei sforzi il più possibile. Volevo essere comunque davanti e aiutare i miei compagni, ma ad esempio in Germania ero spesso nel gruppetto, e non è bello. Ma se sai qual è il motivo e sai che è una situazione momentanea lo accetti”.

Il corridore della Ineos ha poi spiegato i suoi miglioramenti negli ultimi due mesi: “Avevo perso la gioia di correre. Non è stato divertente correre l’ultima settimana del Tour quando soffri così tanto. Non ero io. Sono nel gruppo per vincere corse e per sentirmi bene in bici. Il gruppetto non è il mio posto. Quando esci a pedalare dovresti avere la sensazione di voler solo correre, senza pensare al programma di allenamento. Ora quella sensazione è tornata. Stamattina con Froome siamo usciti alle 6 di mattina per allenarci, non perché era nel nostro programma di allenamento ma perché avevamo voglia di farlo. Ora mi sento alla grande”.

Il polacco ha poi delineato i suoi obiettivi per il 2020: “Sto già pensando alla prossima stagione, che probabilmente partirà al Down Under. Il mio grande obiettivo saranno le olimpiadi, vorrei essere pronto dopo il Tour, a cui spero di partecipare. Se ci arrivo come nel 2017 e 2018, di certo posso far bene alle Olimpiadi. Il mio programma non cambierà molto. Inizierò un po’ più presto perché, in teoria, ho finito la mia stagione al Tour. Dopo il Down Under probabilmente correrò Algarve, Strade Bianche, Tirreno, Milano-Sanremo e classiche delle Ardenne. I mondiali mi sembrano troppo lontani, non ci sto ancora pensando. Sarà una stagione lunga, e di certo non farò due Grand Tour”.

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