Amstel Gold Race 2022, ancora fotofinish! Michal Kwiatkowski trionfa su Benoit Cosnefroy in rimonta

Serve il fotofinish per decidere il vincitore della Amstel Gold Race 2022. Protagonisti di un bell’allungo nel finale, a giocarsi la vittoria allo sprint sono Benoit Cosnefroy (Ag2r Citroën) e Michal Kwiatkowski (Ineos Grenadiers), con il francese che si impone di un soffio al termine di una volata tiratissima, in cui è partito davanti resistendo per un soffio al ritorno dell’ex campione del mondo. O almeno così sembrava, perché dopo la prima assegnazione da parte della giuria, le immagini hanno invece assegnato il successo al corridore polacco. A completare il podio, anticipando il resto del gruppetto dei migliori, è Tiesj Benoot (Jumbo-Visma), che nell’ultimo chilometro ha allungato e anticipato la volata dei battuti.

Partenza subito molto veloce, con tanti corridori che provano ad andare in fuga. Dopo poco più di sei chilometri, sette uomini riescono a guadagnare un piccolo gap: si tratta di Ide Schelling (Bora-hansgrohe), Emīls Liepiņš (Trek-Segafredo), Owain Doull (EF Education-EasyPost), Johan Jacobs (Movistar), Aaron Van Poucke (Sport Vlaanderen-Baloise), Davide Gabburo e Luca Rastelli (Bardiani CSF Faizanè). Il plotone, comunque, inizialmente non sembra intenzionato a lasciare troppo margine agli attaccanti che presto rimangono in sei: Gabburo, infatti, si rialza, facendosi riassorbire dal gruppo. Dopo un lungo braccio di ferro, i fuggitivi riescono comunque ad avere per il momento la meglio, con il gruppo che, dopo essere rimasto a 50″ per diversi chilometri, rallentata l’andatura. Le prime squadre a mandare degli uomini a tirare sono la Alpecin – Fenix e la Ineos Grenadiers, che intervengono non appena il vantaggio supera i quattro minuti.

Al momento dal primo passaggio sul Cauberg e, poco dopo, sul traguardo i fuggitivi hanno comunque un margine superiore ai 4’30”, che non diminuisce nonostante la Astana Qazaqstan si unisca ad Alpecin e Ineos nell’inseguimento. Nei chilometri seguenti, con i muri che scorrono sotto le ruote dei corridori, il vantaggio dei battistrada arriva così a toccare un massimo di 5’05”, ricominciando a calare solo una volta superata la metà gara. Il plotone, infatti, prima si riporta a 3’40”, poi addirittura a 1’30” quando, entrati negli ultimi 100 chilometri, il gruppo si spezza in più tronconi, che in seguito tuttavia si ricompattano.

La bagarre tuttavia è lanciata e mentre davanti Rastelli perde contatto, dal gruppo escono Victor Campenaerts (Lotto Soudal) e Nathan Van Hooydonck (Jumbo-Visma) con Ivan Garcia Cortina (Movistar), ma lo spagnolo non riesce a seguire, mentre gli altri due prendono il largo raggiungendo rapidamente la testa della corsa dopo aver distanziato Rastelli, che verrà ripreso poco dopo dal gruppo assieme a Garcia Cortina. In contropiede prova a partire anche Florian Sénéchal (Quick-Step Alpha Vinyl), ma la sua azione è tardiva e dopo qualche chilometro nel mezzo si rialza, senza essere riuscito ad avvicinarsi abbastanza ai battistrada, che a 75 chilometri dalla conclusione hanno un vantaggio di un minuto sul gruppo. Alcune rotonde provocano alcune cadute, coinvolgendo anche corridori di rilievo come Andrea Bagioli (Quick-Step Alpha Vinyl), che spende poi molto per rientrare, Jack Haig (Bahrain-Victorious) e il giovane talento Cian Uijtdebroeks (Bora-hansgrohe).

Dopo aver accelerato e riportato il gap a 45 secondi, la Alpecin – Fenix decide di alzare il piede e concedere a quel punto un altro minuto agli attaccanti, dai quali perdono improvvisamente contatto Schelling e Campenaerts avvicinandosi ai 50 chilometri conclusivi. Con la ripresa dei muri torna a salire il ritmo del gruppo, con la bagarre per le posizioni che vede Jumbo-Visma, Ineos – Grenadiers e Alpecin – Fenix come le più attive. Riparte così una girandola di accelerazioni con Christophe Laporte, Tim Wellens, Ben Turner e Michael Valgren che provano a smuovere le acque, ma il gruppo resta ancora compatto, avvicinandosi notevolmente ai battistrada, ormai rimasti in tre. Malgrado un errore in curva che lo porta ad avere un contatto con una macchina ferma, Nathan Van Hooydonck è ancora il più attivo e l’ultimo ad arrendersi, allungando ulteriormente prima di essere ripreso dal forcing della Ineos Grenadiers, che spezza definitivamente il gruppo.

Davanti restano così appena 25 corridori, ma Michal Kwiatkowski e Tom Pidcock decidono di alzare ulteriormente il ritmo, imponendo un forcing che inizialmente lascia solamente quattro corridori con loro, grazie anche al rilancio di Tiesj Benoot. Rimasto leggermente dietro, Mathieu Van Der Poel rientra poco dopo assieme ad altri quattro corridori e davanti si forma così un gruppetto di undici uomini composto da Kasper Asgreen (QST), Tiesj Benoot (TJV), Benoît Cosnefroy (ACT), Jakob Fuglsang (IPT), Marc Hirschi (UAD), Alexander Kamp (TFS), Michał Kwiatkowski (IGD), Stefan Küng (GFC), Michael Matthews (BEX), Thomas Pidcock (IGD), Dylan Teuns (TBV) e Mathieu van der Poel (AFC).

Alle loro spalle, ultimi ancora in gioco sono Warren Barguil (ARK), Iván García Cortina (MOV), Kévin Geniets (GFC), Valentin Madouas (GFC), Matej Mohorič (TBV), Quentin Pacher (GFC), Jan Tratnik (TBV), Matteo Trentin (UAD), Michael Valgren (EFE), Tim Wellens (LTS) e Dylan van Baarle (IGD), che tuttavia fanno fatica ad organizzare un inseguimento vista la presenza di molti compagni di squadra di uomini presenti davanti. I più attivi sono così Wellens e Tratnik, ma non riusciranno mai a rientrare, lasciando che siano così gli undici di testa a giocarsi il successo, cominciando una serie di attacchi che finalmente vedono Michal Kwiatkowski allungare in vista dell’ultimo giro al traguardo, per essere raggiunto poco dopo da Benoit Cosnefroy, mentre Dylan Teuns perde l’attimo.

La nuova coppia di testa riesce così a guadagnare una ventina di secondi che gli scatti dei vari Hirschi, Van Der Poel, Asgreen e Benoot non riusciranno mai a colmare, mentre davanti collaborano di buona lena sin quasi al traguardo, ad eccezione di un allungo di Cosnefroy sull’ultimo muro, ben rintuzzato da Michal Kwiatkowski. Il polacco gioca poi di esperienza all’interno dell’ultimo chilometro, smettendo di collaborare e lasciando il peso della prima posizione al francese. I due si guardano, rallentano e gestiscono bene il margine sugli inseguitori, con Cosnefroy che lancia il suo sprint a 150 metri dal traguardo. Inizialmente sembra resistere, ma progressivamente Kwiatkowski viene fuori, riuscendo ad affiancare il rivale. Il sorpasso tuttavia non è così scontato e i due tagliano il traguardo praticamente appaiati, senza sapere chi ha vinto. Dopo qualche minuto di attesa la giuria assegna la vittoria al francese, ma una ulteriore revisione dell’arrivo sancisce la vittoria di Michal Kwiatkowski.

Risultato Amstel Gold Race 2022

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