Ineos Grenadiers, la politica britannica chiede la sospensione di Brailsford dopo il caso Freeman, ma il team si difende: “Nessun nostro corridore ha mai fatto uso di sostanze proibite”

© Team Sky

La Ineos Grenadiers si difende dopo la condanna di Richard Freeman. Il medico, che aveva lavorato per il team quando si chiamava Team Sky, è stato dichiarato colpevole di aver ordinato il testosterone sapendo che sarebbe stato somministrato a un corridore. La sentenza ha scatenato un vero e proprio dibattito, con il parlamentare britannico Clive Efford che ha chiesto la sospensione di Dave Brailsford (Oltremanica qualcuno si chiede anche perché il team manager di Ineos non sia stato chiamato a testimoniare), per allontanarlo dal mondo dello sport finché non sarà tutto chiarito, compresa la sua posizione.

“La tolleranza zero di Sky nei confronti del doping è solo una rete di bugie – ha esordito il politico – Dave Brailsford aveva assicurato che il suo team fosse pulito e, a meno che non fosse stato in controllo di tutto quello che stava succedendo, quelle rassicurazioni non poteva darle. Dobbiamo chiederci, se non lo sapeva, perché non lo sapeva? E se tutto questo è potuto accadere, come ha potuto lui dare garanzie che il team fosse pulito?”.

La Ineos Grenadiers, però, non ci sta e con un comunicato ha respinto ogni accusa: “È chiaro da questa sentenza che Richard Freeman sia venuto meno agli standard etici a lui richiesti in quanto medico e abbia agito in maniera disonesta. Tuttavia, il team è convinto che nessun atleta usi o abbia mai fatto uso di Testogel o di qualsiasi altra sostanza per migliorare le prestazioni. Non sono state mai fornite prove che questo sia accaduto o che qualche atleta abbia commesso qualche cosa di scorretto. Continueremo a dare il nostro completo supporto all’agenzia britannica anti-doping, come abbiamo fatto durante tutto il processo, mentre loro continueranno le loro indagini sul comportamento di Freeman. Non rilasceremo ulteriori commenti”.

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