Ineos Grenadiers, il manager Dave Brailsford sottolinea: “Geraint Thomas da ammirare, al Tour de France meritava più fiducia da parte della squadra”

Alla fine, il Tour de France 2022 della Ineos Grenadiers è stato buono. Geraint Thomas ha chiuso sul terzo gradino del podio, Tom Pidcock ha ottenuto uno splendido successo sull’Alpe d’Huez, ma la squadra britannica era abituata a ben altro. La formazione d’oltremanica si era presentata a Copenhagen con la bellezza di tre capitani (Daniel Martinez e Adam Yates, oltre a Thomas), non riuscendo però a risultare un fattore nei discorsi per la vittoria finale, con Jonas Vingegaard e la sua Jumbo-Visma in totale controllo della corsa e con Tadej Pogačar a confermarsi comunque corridore di livello superiore.

A stilare un bilancio di quanto fatto dalla Ineos alla Grande Boucle è Dave Brailsford, direttore dell’area sportiva dell’azienda britannica: “La prestazione di Thomas è da ammirare enormemente – le sue parole affidate al Guardian – Ha messo in strada i suoi tanti anni di esperienza e questo è stato il fattore che lo ha portato sul podio. È stato brillante e ha fatto vedere la miglior versione di sé”.

Lo stesso Thomas non ha nascosto il pensiero che la squadra ne avesse sottostimato le possibilità, alla vigilia del Tour: “Se io fossi nei suoi panni – ancora Brailsford – in effetti avrei un sorrisetto ironico sul mio volto. Eravamo tutti d’accordo sul fatto che potesse essere un modello per i giovani corridori, un perfetto compagno di squadra. Probabilmente, quest’approccio senza pressioni lo ha fatto rendere al meglio”.

Brailsford ha parlato anche di Pidcock e di un eventuale futuro da uomo da Grandi giri: “Non dobbiamo tarpargli le ali. Se così fosse, ne cambieremmo la natura e questo sarebbe un errore che lo porterebbe ad avere un approccio alle corse più sterile. Tom ha bisogno di essere se stesso. Può essere che possa puntare al Tour nel futuro, ma per arrivare lì dovrà rimanere autentico e la sua autenticità è essere un eccellente corridore su tutti i tipi di terreno”.

Il manager della Ineos si è espresso sul futuro delle grandi corse a tappe: “Adesso pare che la Jumbo e Vingegaard siano imbattibili, ma nel ciclismo saltiamo sempre a queste conclusioni. Anche Pogačar avrebbe dovuto essere imbattibile e dopo la prima settimana del Tour tutti pensavano che avrebbe vinto lui. Ma lo sport non è così. E lo abbiamo visto con Chris Froome, Egan Bernal e adesso con Tadej. Vedremo come proseguirà la carriera di Vingegaard”.

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