EF-Nippo, la nuova avventura di Lachlan Morton sono 1000 km in MTB: “Le persone mi hanno sempre detto che avrei dovuto farla”

Lachlan Morton è sempre alla ricerca di nuove sfide nel mondo del ciclismo estremo. Dopo aver percorso lo scorso luglio  tutto il tracciato del Tour de France 2021 (compresi i tratti di trasferimento) in maniera autosufficiente, arrivando a Parigi prima del gruppo maglia gialla, a dicembre l’australiano della EF Education – Nippo sarà in Sudafrica per correre The Munga. Si tratta di una gara di 1000 km da percorrere in Mountain Bike, durante la quale gli organizzatori offrono agli atleti soltanto cinque villaggi in cui poter sostare e dieci punti di rifornimento. Per il resto i partecipanti dovranno provvedere a se stessi in maniera autonoma.

Il classe 1992 ha parlato di questo progetto a CyclingTips: “Tutte le volte che sono stato in Sudafrica le persone mi hanno parlato di questa gara ed era tipo ‘devi venire a correrla’. Essendo a dicembre è sempre stato un po’ difficile da realizzare. Non aveva molto senso venire per farla. Poi ero là per la Cape Epic, sono tornato a casa e mi sentivo come se non avessi dato tutto,  quindi ho pensato ‘Perché non vado e faccio The Munga?”

Come spesso accade nel caso di queste manifestazioni uno degli elementi da tenere in considerazione sarà il sonno: i momenti di riposo, infatti, saranno ridotti al minimo. “Con l’organizzazione dei punti fissi ti puoi anche permettere di iniziare con l’idea ‘non ho intenzione di dormire’ – ha continuato il nativo di Port Macquarie – e dopo se, invece, hai bisogno ti rendi conto di avere un punto sicuro”.

Il mio approccio con queste cose è sempre ‘inizio a pedalare, dopo quando sento che sono troppo stanco mi fermo’ – ha proseguito – Questo è il modo in cui ho sempre fatto. A volte vuol dire che vai avanti per alcuni giorni, altre volte che hai bisogno di dormire quattro ore la prima notte. Per strada sei quasi autosufficiente, ma poi hai accesso a cibo, acqua e un posto per dormire in cinque punti diversi, il che rende tutto più semplice dal punto di vista organizzativo”.

Il ventinovenne non vede, quindi, l’ora di cimentarsi in questa nuova sfida: “È un nuovo formato per me. Non ho mai fatto una gara con questo tipo di organizzazione, quindi sono interessato a vedere come si svolge e che impatto ha sul modo in cui le persone si preparano e affrontano questa prova. Penso che probabilmente sarà una grande sgobbata e poi qualche sonnellino lungo la strada”.


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