CCC Team, Szymon Sajnok svela le carte: “Mi trovo bene sul pavé e so di poter vincere la Parigi-Roubaix”

Il blocco del calendario ha levato molti obiettivi ai corridori. L’assenza, che si spera sia solo un rinvio, soprattutto delle Classiche del Nord, si fa quindi sentire e aumenta la motivazione di coloro che vorrebbero vincerle un giorno in futuro. Tra questi c’è il talentuoso passista del CCC TeamSzymon Sajnok, che spera nei prossimi anni di riuscire a mettere le mani sulla Parigi-Roubaix. Classe 1997, paragonato in Polonia a Peter Sagan, in due anni di professionismo con la squadra polacca si è messo in mostra in molteplici occasioni, dimostrando buone attitudini soprattutto in volata oltre che su pista, specialità nella quale è stato Campione del Mondo dell’Omnium nel 2018.

Mi manca correre – ha confidato alla Polska Press –  Non corro dall’inizio di febbraio, ora pare che almeno fino a giugno starò seduto a casa. Sappiamo che stare a casa per un po’ è anche divertente, ma il ciclismo è il mio lavoro. Vorrei muovere le gambe, mettermi alla prova in competizione con gli altri”.

Nonostante in Polonia non sia vietato uscire in bicicletta, lui preferisce non rischiare: “A causa dell’infortunio che ho subito alle gare di gennaio, quest’anno non mi sono allenato molto, quindi devo recuperare. Inoltre, non esco di casa, guardo la TV, le serie su Netflix. Occupo comunque il mio tempo. Esco solo per gli acquisti più necessari“. Nonostante l’impossibilità di correre, la squadra resta vicina ai corridori: “La CCC ci supporta molto, per cui sono grato. Spero che nel prossimo futuro il mondo del ciclismo riprenderà e sarò in grado di indossare la maglia arancione CCC in testa al gruppo”.

Nel frattempo, il recupero dalle ferite procuratosi al Tour Down Under procede bene: “Non sento più dolore, ma la mia mano è ancora bloccata”. Questa situazione, già prima della pandemia, gli aveva scombinato i piani di allenamento: “A causa di questo incidente ho perso alcune gare e la forma se n’è un po’ andata via. Sto ricominciando a costruirla da capo, ho tempo per farlo ora. Nessuno sa quando potremo ricominciare, ma voglio essere pronto in qualsiasi momento. Cerco di guardare ottimisticamente l’intera situazione… aspetto le gare”.

Nonostante il rinvio di Tokyo 2020, non pensa di tornare a breve a gareggiare ad alti livelli su pista, specialità che aveva deciso di non praticare quest’anno: “Sto pensando di tornare in pista con la testa libera, pensando ai Giochi di Parigi 2024. Ho iniziato a trovarmi bene nelle corse su strada, ma ho anche dovuto dedicarmi di più alla strada – ha aggiunto – Volevo concentrarmi su una cosa sola, quindi la mia decisione è stata quella di abbandonare la pista. Quando avrò organizzato tutto sulla strada e avrò una posizione nel team CCC, tornerò in pista e penserò ai prossimi obiettivi”.

La corsa che più lo ispira su strada è la Parigi-Roubaix: “Mi trovo bene sul pavé e so di poter vincere questa gara. Ci penso con ottimismo e questo è il mio obiettivo per i prossimi anni, non un sogno. È un doppio sforzo, se non triplo. Non lo so, forse sono stato creato per correre sul pavé. Forse mi trovo lì meglio degli altri, perché ho predisposizioni migliori? Non ci ho mai pensato. Ma più devo fare forza sul pavé, quando sono in forma, meglio vado”.

Pensa quindi che il suo futuro siano le corse di un giorno: “Preferisco le classiche rispetto alle corse a tappe. Sono anche necessarie per lo sviluppo, la preparazione, ma preferisco dare tutto in un giorno, puntare tutto su una carta. In questo modo penso al mio futuro in bicicletta”.

L’anno scorso ha disputato il suo primo GT, la Vuelta a Espana, che ha concluso con un bel terzo posto in volata a Madrid: “Anche quando la tappa finiva in volata, c’erano molte salite lungo la strada, dovevi combattere ogni giorno per restare in gruppo. Per me non è stato un Grande Giro facile per iniziare, ma penso di poter essere felice. Col senno di poi, ho notato che durante le gare a tappe, anche quelle più brevi, mi sento meglio ogni giorno che passa e la mia forma sale, non perdo potenza col passare delle tappe“.

L’appuntamento spagnolo gli ha permesso di presentarsi al via dei Mondiali dello Yorkshire in ottima forma, raccogliendo un buon 17° posto: “Forse ho speso un po’ troppo nelle prime fasi della gara, ho perso troppa energia in alcune fasi e alla fine avrei potuto fare meglio. Ho colto l’occasione, ho puntato tutto su una carta. Non c’è motivo di pensarci adesso, ci saranno altre occasioni Ho acquisito esperienza e penso che pagherà“. Afferma però che rianalizza ogni corsa per migliorarsi costantemente: “È necessario il rischio nel ciclismo, ma analizzo soprattutto questi scenari senza successo per non commettere gli stessi errori in futuro“.

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