© Bettini/ADISPRO

Liegi-Bastogne-Liegi 2018, Baldato: “È come una corsa ad eliminazione”

La Liegi-Bastogne-Liegi 2018 sarà un evento particolare per la BMC. Sarà infatti la prima gara della formazione statunitense senza il supporto del fondatore Andy Rihs scomparso qualche giorno fa a 75 anni. Il magnate zurighese, fondatore e ideatore della BMC, ha avuto il merito di portare questo progetto dai livelli più bassi a quelli più alti del ciclismo professionistico mondiale e la Liegi, soprattutto in caso di vittoria, rappresenterà un tributo da parte della sua squadra.

A raccontare lo spirito con cui affronterà questa corsa ci pensa, in un’intervista rilascia alla ADISPRO, il DS azzurro Fabio Baldato, che punta innanzitutto su Van Avermaet. “Una corsa adatta al belga Greg – spiega – Una corsa che mi manca nel palmares di vittorie come direttore sportivo ma che ho corso diverse volte come atleta”.

Secondo la sua esperienza, anche da spettatore, asserisce che “gli ultimi chilometri sono quelli che fanno la differenza, il rettilineo che sale verso gli ultimi due chilometri vede i corridori spegnersi uno ad uno, e chi ha ancora forza può fare la differenza”. Sono questi dettagli che “la rendono una grande corsa” che arriva “quando ormai il programma di corridori e squadre si apre a numerosi appuntamenti a tappe in preparazione dei grandi Giri. E non è facile avere ancora energie per spingere sulle salite e sugli strappi della Liegi. È come una corsa ad eliminazione. Essendo appunto l’ultima classica del Nord anche i corridori arrivano un po’ stanchi” e infatti non si trovano nell’ordine di arrivo “molti corridori che hanno corso le altre classiche”.

In questa corsa convergono dunque corridori reduci da inizi di stagione diversissimi tra loro e che dovranno confrontarsi con temperature inusuali per il periodo: “Alla Liegi arrivano corridori che hanno fatto corse a tappe magari in Spagna, corse quasi estive – prosegue Baldato – La Liegi domenica, con questo caldo sarà quasi una tappa del Tour. Caldo, sole. Ho già visto alcuni dei miei corridori che sono rimasti spiazzati da questo aumento delle temperature. Più affaticati, con un po’ di difficoltà ad ambientarsi”.

La Liegi resta comunque una delle corse più affascinanti del calendario: “È detta la decana, tra le più antiche. Se uno chiude gli occhi, pensa al ciclismo eroico, a quello che si correva in Belgio nel secolo scorso. Insomma, c’è da emozionarsi. Una corsa con salite importanti, strappi che fanno male alle gambe, migliaia di spettatori assiepati sul percorso. Gridano il tuo nome e conoscono uno per uno i corridori. Che dire. Il fascino del Nord. Una delle più belle e spettacolari gare di Coppa del Mondo. Averla vinta con Bartoli – ricorda – è stata una delle emozioni più grandi”.

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