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#SpazioTalk, Fabio Baldato (CCC Team): “Calendario atipico, per i ds sarà importante fare scelte giuste. Zakarin leader al Tour, poi si vedrà”

Fabio Baldato analizza le incognite di una stagione atipica in vista della possibile ripresa del calendario a partire da agosto. In una settimana che ha portato all’atteso accordo tra dirigenza e team per la prosecuzione dell’attività fino al termine del 2020, il direttore sportivo del CCC Team è stato ospite dell’ottava puntata di #SpazioTalk per commentare gli obiettivi della compagine polacca. Con il vice campione del Mondo, Matteo Trentin, e il campione olimpico, Greg Van Avermaet, leader annunciati per le Classiche di ottobre, argomento caro al dirigente veneto che da corridore è salito quattro volte sul podio di una Monumento tra il 1994 e il 2000, al Tour de France sarà il russo Ilnur Zakarin a cercare di curare la classifica. Resta incerta, invece, la partecipazione dello scalatore ex Katusha-Alpecin alla Corsa Rosa, nella quale si è già aggiudicato due frazioni in passato ed è giunto 5° in classifica generale nel 2017.

Un calendario così compresso come modifica la preparazione rispetto al passato?
Se pensiamo di correre ai primi di agosto, è un po’ come trovarsi a novembre nella stagione classica. Da adesso in poi i corridori inizeranno a fare lavori più specifici e torneranno a fare dei carichi. Finora chi ha potuto ha fatto un po’ di mantenimento in bici, magari con qualche pedalata di distanza, altri erano chiusi in casa a fare rulli e attività a corpo libero. Da questa settimana anche Trentin, che era l’ultimo fermo perché a Monaco, sono tutti tornati ad allenarsi.

Quanto sarà importante poter fare dei mini stage e in che modo seguirete la preparazione degli atleti fino alla ripresa delle corse?
Di norma, come la maggior parte delle squadre World Tour, seguiamo quotidianamente i corridori online. Ognuno carica gli allenamenti su internet e gli allenatori possono vedere e confrontarsi con il corridore. Si tratta di un lavoro di confronto giornaliero con gli allenatori, mentre noi direttori sportivi diamo una supervisione e facciamo due chiacchiere per curare l’aspetto psicologico e mentale, per motivare i corridori. Non stravolgeremo molto, poi dipenderà dalle regole capire se, a 15-20 giorni dalla ripresa della corsa, si potranno fare dei mini ritiri per simulare la gara. Per questo dovremo aspettare un po’ le regole e la possibilità di spostarsi tra nazioni. In Italia potrebbero essere 2-3 corridori a trovarsi, ma non ne varrebbe la pena.

Tre Grandi Giri in meno di due mesi diventano anche un bel tetris da incastrare per voi direttori…
Sì, sicuramente sarà difficile fare Tour e Giro. Però non dimentichiamo che, attualmente, le squadre sono strutturate con 28 atleti. Per qualcuno sarà difficile fare l’accoppiata, sicuramente tutti e tre non si possono fare. Tour e Vuelta magari si possono fare, Tour e Giro li vedo un po’ più difficili ma qualcuno veramente in condizione potrebbe provarci. Ci avviciniamo alle corse, purtroppo non è questo l’anno in cui si può programmare già da prima. Bisognerà vedere chi è in condizione e chi saprà stravolgere il calendario classico. Abbiamo già parlato tra di noi, valuteremo le condizioni di ognuno avvicinandoci alle gare e aggiusteremo il tiro per le singole selezioni.

In condizioni ideali Zakarin capitano per il Tour con l’incognita di quale altro GT accoppiare?
Verrebbe da dire di sì, ma non ci siamo ancora confrontati tra noi direttori sportivi su questo. Ilnur è stato uno di quelli che si è allenato sempre, anche sui rulli ha fatto vedere delle performance eccezionali. È un corridore professionale al 100%, nonostante fosse chiuso in casa ha sempre fatto un ottimo allenamento e ha già una buona condizione. Poi abbiamo Van Avermaet e Trentin per le Classiche, loro sicuramente li terremo per il Tour e subito dopo per le Classiche. C’è da capire se il Tour non può spremere troppo gli atleti in vista delle Classiche, che saranno in concomitanza con il Giro. Sicuramente, se tutto va bene, faranno questo calendario.

Se la Vuelta fosse stata collocata dopo la Parigi-Roubaix avreste potuto ragionare su scelte diverse?
Sì e no, perché penso che alla fine i corridori che faranno le Classiche in precedenza avranno fatto il Tour. Mi riferisco particolarmente ai nostri due leader per le Classiche. Poi se fai quelle in fila, dall’Amstel al Fiandre per arrivare alla Roubaix, probabilmente non ti rimane più tanto per andare a fare una corsa di quasi tre settimane come sarà la Vuelta.

Quanto conterà, considerando anche la situazione che state attraversando, cercare di fare subito risultato ad agosto anche per ottenere una maggiore appetibilità sul mercato?
Tutti vorranno correre e andare forte, questo sarà un punto difficile per noi direttori: fare la squadra giusta cercando di non scontentare nessuno. I nostri allenatori sono bravi nel seguirli e nel dare le indicazioni sullo stato di condizione, poi non dobbiamo dimenticare le attitudini e con chi abbiamo a che fare. Ci sono corridori, come i veri leader, che solitamente nelle corse importanti sanno dare quel 10% in più oltre il 100% e che sentono quel tipo di gare. Ecco perché ritengo che sia importante, in vista delle gare, cercare i corridori più in condizione e motivati. Bisognerà subito presentarsi aggressivi e cercare di fare risultato, anche perché con la difficoltà economica e con le squadre in crisi, tutti vorranno farsi vedere per avere un buon contratto per il prossimo anno.

Il calendario spostato in avanti può cambiare anche i valori in campo?
Sicuramente. Lo vedo nei miei e nella mia squadra, ma anche quando correvo io, perché ci sono magari corridori che preferiscono il fresco o il vento e non danno il massimo quando ci sono 40°C. Questo è da tenere in considerazione, non è per tutti ma ci potrà essere. Allo stesso modo ci potrebbe essere chi non è mai stato competitivo nelle Classiche perché ha problemi con la pioggia, che ad ottobre può sfruttare la condizione accumulata nei mesi caldi.

Però c’è anche chi sostiene di andare forte a fine stagione semplicemente perché può sfruttare la scia della condizione costruita correndo i Grandi Giri…
È una bella considerazione, non ci avevo pensato. È come se fosse un inizio di stagione a tutta per tutti, è come fare i quattro mesi da febbraio a maggio. Potrai avere solo un picco di condizione, non è come nelle stagioni classiche in cui può programmarne uno all’inizio e un altro in concomitanza col Tour o col finale di calendario.

Un solo picco di condizione in stagione significa automaticamente che i vostri capitani per le Classiche non saranno al top al Tour de France?
Il Tour e le Classiche le puoi fare bene, tenendo. Beccare i 15 giorni di grazia è più facile averli dopo il Tour. I capitani per le Classiche vanno alla Grande Boucle per puntare alle tappe, anche se all’inizio c’è la possibilità di puntare alla Maglia Gialla perché non ci sono grandi tappe per scalatori. Il Tour e le Classiche sono quei due mesi in cui un uomo da corse di un giorno può dare tutto, perché il rischio è che a novembre non ci sia più tanto da spremere nel serbatoio.

Quindi si fa tutta una tirata scaricando leggermente nelle due settimane tra l’epilogo del Tour e l’inizio delle Classiche
Chi punta a far classifica al Tour de France, deve essere già in condizione alla partenza e può ipotizzare un calo per ottobre. Subito dopo la Grande Boucle c’è la Liegi, chi viene fuori da lì e ha fatto classifica, potrebbe puntare a farla. Negli anni passati molti di quelli che uscivano bene dal Tour te li trovavi davanti a San Sebastian…

Ad oggi c’è addirittura il Mondiale collocato una settimana dopo Parigi…
Quei 15 giorni, se esci in grande condizione dal Tour, puoi farli sicuramente bene. Anche se poi bisognerà capire la Svizzera cosa farà col Mondiale. Ci sono tanti interrogativi, a giugno avremo più chiaro che ci sia la possibilità di correre. Mi auguro sia così, perché correre manca a tutti e per le squadre è anche una questione di sopravvivenza.

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