Astana, Javier Romo da triatleta a ciclista professionista in pochi mesi: “Sembra una coincidenza ma non è così”

L’Astana ha ingaggiato nelle scorse settimane il giovane spagnolo Javier Romo. Classe 1999, il basco Romo si è laureato Campione Nazionale spagnolo U23 nel corso di questa stagione ponendosi come uno dei prospetti più interessanti tra le nuove leve iberiche. Il contratto fino al 2023 dimostra la grande fiducia che la squadra di Aleksandr Vinokourov ripone in questo giovane di belle speranze, di fatto triatleta fino a pochi mesi fa. La scelta di dedicarsi al ciclismo, la sua disciplina preferita tra le tre, è derivata dalla mancanza di gare a causa della pandemia e ora sogna di sbancare tra i professionisti.

Romo ha affidato a un comunicato stampa le prime impressioni dopo la firma: “Sono molto felice e ora me ne sto rendendo conto. Il salto è fantastico“, esordisce, raccontando di come non pensava di poter arrivare ai massimi livelli del ciclismo in così poco tempo: “In qualche uscita ho incontrato dei professionisti e mi hanno incoraggiato a competere. Ho iniziato ad allenarmi in bicicletta da solo qualche mese fa e la Café Baqué mi ha regalato l’opportunità”. Poi, dopo il successo nel Campionato Spagnolo, tutto si è velocizzato: “Sembra che sia stata una coincidenza, come se fossi stato fortunato, ma non è così. Vengo da un altro sport in cui ho lavorato molto. Ecco perché dico che non è così facile e che non è un caso. Ho trovato brave persone che mi hanno aiutato, ma se non hai una certa preparazione non ti chiamano, non puoi arrivarci“.

Riguardo al suo passaggio al ciclismo aggiunge: “Non avevo nulla da perdere, quindi ho deciso di concentrarmi al cento per cento sulla bicicletta in questi mesi e fortunatamente è andata bene. Forse senza la pandemia non avrei osato fare questo passo“. Nel ciclismo quindi ha trovato probabilmente quella dimensione che, dovendosi dividere anche tra corsa e nuoto, gli mancava: “Il problema che avevo nel triathlon era che il nuoto mancava di molta forza. Ed è per questo che ho fatto molta palestra per lavorare la parte superiore del corpo”. Inoltre, anche gli allenamenti sono più leggeri: “Mi alleno meno ore, riposo meglio, il cambiamento è stato decisamente migliore. Prima dovevo andare in piscina, sulla pista di atletica, in bicicletta… ti alleni tutto il giorno, il triathlon ti sacrifica molto più della bicicletta. Ora mi alleno la mattina e il pomeriggio ho del tempo libero“.

Il contratto triennale offertogli dall’Astana gli permetterà di adattarsi gradualmente alla nuova realtà, anche grazie alla nutrita colonia spagnola: “La squadra sa che vengo da un altro sport, che forse mi manca un po’di adattamento, e mi hanno dato l’opportunità di essere più calmo. La pressione c’è e voglio fare abbastanza bene dal primo anno. Voglio lavorare e fare al meglio possibile quello che mi chiede la squadra“.

Quindi proverà a scoprire i propri limiti: “Non so ancora che corridore sono. Il tempo lo dirà. Di sicuro ho molto da migliorare e imparare perché questo è il ciclismo professionistico”.

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