UCI, stabilito il protocollo da seguire: screening continuo di corridori e staff e creazione di “squadre bolla”

L’UCI compie un altro passo verso la ripresa delle corse. La massima organizzazione internazionale di ciclismo, dopo aver confermato il nuovo calendario, ha pubblicato il protocollo che dovrà essere seguito dai team e da tutti gli staff per limitare al minimo il rischio di un contagio all’interno del gruppo. Un’ipotesi che, chiaramente, porterebbe un grosso rischio di sospensione delle corse, se non dell’intera stagione. In ogni caso sono diverse le novità previste nel protocollo, che si occupa soprattutto di stabilire il comportamento in preparazione, durante e appena terminate le corse.

Il primo punto stabilito dall’UCI è che ogni team formi la sua “squadra bolla”, composta da un determinato quantitativo di corridori, entourage e dottori che non può essere modificato una volta iniziata la corsa. Ogni “squadra bolla” permetterà di formare una “bolla plotone”, che dovrà sottostare a tutte le misure stabilite. Naturalmente, le strutture che ospiteranno le varie formazioni dovranno essere attrezzate per rispettare queste norme. La situazione pandemica sarà monitorata su tre livelli, in base al numero di casi dichiarati ogni settimana ogni 100.000 abitanti: moderato con un numero da 20 a 50 nuovi positivi, basso per un numero inferiore a 20, molto basso se non se ne sono verificati in 3 o 4 settimane. Tutti i team e i membri dovranno seguire il protocollo stabilito da ogni evento, fare uno screening dettagliato dei corridori prima e durante la competizione, adattarsi nelle zone a rischio e rispettare le bolle stabilite negli spostamenti.

Entrando maggiormente nel dettaglio, prima delle corse dovrà essere applicata una strategia di screening per il virus, controllando naturalmente che nessun membro di una bolla sia positivo. I corridori dovranno quindi compilare un questionario in cui indicare se hanno manifestato sintomi e quanto è alto il rischio che possano essere contagiati. Ogni team si dovrà occupare di verificare l’eventuale presenza di qualche malato asintomatico all’interno del proprio staff, con un programma di test per riconoscerlo immediatamente. Durante le competizioni i corridori dovranno essere monitorati quotidianamente a livello medico, con misure di distanziamento sociale tra membri del plotone e “squadra bolla”, oltre che tra staff dell’organizzazione, dei media e pubblico. La presenza al foglio firme dovrà rispettare le norme di distanziamento sociale.

Nel caso in cui un corridore o un membro dello staff dovesse risultare positivo durante una corsa, il dottore del team contatterà il medico specializzato per il Covid per portarlo al centro più vicino specializzato per curare la malattia. Misure di quarantena saranno ovviamente applicate per i casi sospetti e per chi ha avuto stretti contatti con il contagiato. Spetterà agli organizzatori informare tutte le squadre partecipanti del protocollo dettagliato applicato dalle autorità sanitarie. Il protocollo per la premiazione sarà responsabilità dell’organizzazione, ma dovrà prevedere l’impiego della mascherina per l’atleta premiato, oltre al distanziamento di almeno un metro e mezzo tra tutti coloro sul podio. Le medaglie saranno prese direttamente dagli atleti, dopo essersi sanificati le mani. L’UCI si occuperà invece di effettuare controlli antidoping che non aumentino il rischio di contagio.

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