© Luis Angel Gomez/Photo Gomez

I Numeri del 2019: ben 5 italiani tra i 15 neopro’ subito vittoriosi. In copertina Tadej Pogačar e Remco Evenepoel

Affacciarsi tra i professionisti lasciando subito il segno con una vittoria: in quanti ci sono riusciti quest’anno? Il secondo appuntamento con “I Numeri del 2019” è dedicato a questa curiosità. Nella stagione conclusa poco più di un mese fa sono stati 15 (+1) i corridori appena approdati in formazioni World Tour o Professional ad aver timbrato il cartellino al primo anno, ovvero tre in meno di un anno fa – quando furono 18 – ma due in più rispetto al 2017. 12 di loro lo hanno fatto all’interno di una corsa a tappe, 2 in una gara di un giorno e uno in una prova a cronometro dei campionati continentali. Più della metà (8) non si è accontentata del primo acuto ed è riuscita ad alzare le braccia al cielo almeno in un’altra occasione.

In quattro hanno invece fatto festa in un evento del calendario World Tour, ma soltanto per uno di loro, il danese Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma) in occasione della sesta tappa del Giro di Polonia, si è trattato della prima volta in assoluto. Gli altri tre, infatti, avevano già brindato in banchetti minori. A proposito di massimo circuito, 7 sono stati i debuttanti militanti in una di queste formazioni ad imporsi, mentre gli altri 8 figurano negli organici di team Professional. Come di consueto l’Europa ha tenuto a battesimo il maggior numero di affermazioni (9), con il podio dei continenti completato da Asia (3) e Africa (2). La “scoperta dell’America” è naturalmente opera di un italiano: Umberto Marengo (Neri-Selle Italia-KTM), aggiudicandosi la prima tappa del Tour of Utah, è l’unico ad aver rotto il ghiaccio nel Nuovo Mondo.

A dominare la scena sono però stati uno sloveno e un belga. Tadej Pogačar (UAE Team Emirates) è stato il primo neopro’ a sbloccarsi, il 21 febbraio in occasione della seconda tappa della Volta ao Algarve conquistata a 20 anni e 153 giorni, e al gong di fine anno è risultato anche il debuttante più vittorioso. Alla prima fiammata in Portogallo hanno fatto seguito addirittura altre 7, con la classifica generale dello stesso appuntamento e ben cinque trionfi World Tour dal peso notevole: tappa e classifica finale al Tour of California, ben tre frazioni e gradino più basso del podio della Vuelta a España, il primo GT corso in carriera tra i grandi. Se non è una prenotazione obbligatoria su un trionfo del futuro, poco ci manca…

Non ha avuto problemi ad assimilare il salto nella categoria neppure il più giovane del lotto. Remco Evenepoel (Deceuninck-Quick Step), in realtà, il balzo in avanti lo ha fatto doppio, ma nonostante la mancanza di apprendistato tra gli under 23 ha impiegato poco tempo a confermare le sue stimmate da predestinato. Cannibale tra gli Juniores, il talento fiammingo si è ritagliato spazi significativi nella corazzata di Patrick Lefevere ed è esploso in tutta la sua tirannia atletica all’imbocco dell’estate, vestendo i panni del profeta in patria con tappa e generale al Giro del Belgio. Il vero capolavoro, però, il primo classe 2000 a “passare” lo ha confezionato in estate, facendo sua la Clasica di San Sebastian con un’azione di forza negli ultimi 20 chilometri e laureandosi, a stretto giro di posta, Campione Europeo a cronometro. Neanche a dirlo, l’iridato nelle prove in linea e contro il tempo di Innsbruck tra gli juniores si è anche rivelato il più precoce tra i neopro’ a stappare la casella dei successi, con i suoi 19 anni e 139 giorni (in termini assoluti invece il più giovane vincitore di una corsa professionistica è l’africano Biniyam Girmay, capace di conquistare una tappa della Tropicale Amissa Bongo a gennaio, quando aveva ancora appena 18 anni e 298 giorni). A completare questo simbolico podio sono Pogačar e Stefan De Bod (Dimension Data), la cui griffe sulla prova contro le lancette dei Campionati Africani è avvenuta a 22 anni e 120 giorni.

Ad affiancare Vingegaard, Pogačar ed Evenepoel tra gli eletti in grado di gioire in un appuntamento del massimo palcoscenico è stato Cees Bol (Sunweb). Lo sprinter neerlandese, già vincitore a sorpresa della Nokere-Koerse (kermesse che anche un anno fa si era trasformata nel ballo dei debuttanti sorridendo al connazionale Fabio Jakobsen), ha concesso il bis al Tour of California. Per quanto riguarda gli incontentabili, ovvero quei corridori che non si sono fermati al primo acuto, oltre a Pogačar (8), Evenepoel (5) e Bol (3), si segnalano anche il lusitano João Rodrigues (W52/Fc Porto), che in occasione della Volta a Portugal ha conquistato due frazioni e la classifica generale, il colombiano Daniel Muñoz (Androni Giocattoli-Sidermec), con la doppietta tappa e vittoria finale al Tour of Bihor, e ben tre italiani: Alessandro Fedeli (Delko-Marseille Provence) ha fatto centro al primo colpo al Tour du Rwanda e si è poi ripetuto alla CRO Race; Giovanni Lonardi (Nippo-Vini Fantini-Faizanè) ha fatto sua in Asia una frazione del Tour de Taiwan e subito dopo ha replicato alla Princess Maha Chakri Sirindhorn’s Cup, mentre lo specialista delle lancette Edoardo Affini (Mitchelton-Scott) ha aperto i conti in una tappa in linea del Tour of Norway e poi ha calato la propria legge contro avversari più che blasonati al Tour of Britain.

La progressiva rinascita del pedale azzurro è certificata anche da un’altra statistica. È infatti italiano anche l’unico stagista ad essersi presentato facendo uno scherzetto ai professionisti. Si tratta di Attilio Viviani, portacolori della Arvedi Cycling che da agosto si testato tra i big con la divisa della Cofidis, Solutions Crédits togliendosi la soddisfazione di conquistare, da outsider assoluto, la Schaal Sels in Belgio. Il fratello d’arte, che passerà il prossimo anno proprio con la compagine transalpina, non può però rimpinguare la statistica da cui muove le mosse questo articolo, non avendo all’epoca dei fatti (lo scorso 25 agosto) ancora firmato il suo primo contratto professionistico, che entrerà in vigore a tutti gli effetti dal 1° gennaio 2020.

Neoprofessionisti vincitori di una corsa nel 2019

CICLISTASQUADRACORSADATAETÁVITTORIE SUCCESSIVE
Tadej PogačarUADVolta ao Algarve, tappa 221/0220 anni e 153 giorni7
Alessandro FedeliDMPTour du Rwanda, tappa 124/0222 anni e 359 giorni1
Stefan De BodDDDCampionati Africani, ITT17/0322 anni 120 giorni0
Cees BolSUNNokere-Koerse20/0323 anni e 246 giorni2
Giovanni LonardiNIPTour de Taiwan, tappa 521/0322 anni e 132 giorni1
Lionel TaminiauxWVALa Roue Tourangelle07/0422 anni e 321 giorni0
Edoardo AffiniMTSTour of Norway, tappa 431/0522 anni e 341 giorni1
Daniel MuñozANSTour of Bihor, tappa 208/0622 anni e 199 giorni1
Remco EvenepoelDQTBaloise Belgium Tour, tappa 213/0619 anni e 139 giorni4
Matthew GibsonBBHTour of Qinghai Lake, tappa 1327/0722 anni e 328 giorni0
João RodriguesW52Volta a Portugal, tappa 404/0824 anni e 262 giorni2
Jonas VingegaardTJVTour de Pologne, tappa 608/0822 anni e 241 giorni0
Antonio CarvalhoW52Volta a Portugal, tappa 910/0829 anni e 319 giorni0
Umberto MarengoNSKTour of Utah, tappa 113/0827 anni e 23 giorni0
Attilio Viviani*COFSchaal Sels25/0822 anni e 311 giorni0
Yuriy NatarovASTTour of Almaty, classifica generale31/0822 anni e 246 giorni0

*Attilio Viviani si è aggiudicato la Schaal Sels da stagista. Il suo approdo ufficiale nel professionismo, sempre con i colori della Cofidis, avverrà soltanto nella stagione 2020.

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