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Giro d’Italia 2021, Remco Evenepoel sorride: “Sto facendo qualcosa di straordinario, non sarei qui se non credessi in me”

Remco Evenepoel sorridente durante il primo giorno di riposo del Giro d’Italia 2021. Il gioiellino della Deceunick – QuickStep ne ha ben donde considerando che dopo dieci tappe e nove mesi di lunga assenza si trova in seconda posizione, alle spalle del solo Egan Bernal, per soli 14 secondi. Apparso pimpante sin dalla cronometro di apertura a Torino, il classe 2000 ha sempre risposto presente nelle giornate chiave di questa prima lunga settimana di corsa, e chissà se ora non sarebbe in rosa senza quel contatto fortuito che gli è costato molte posizioni nella galleria che precedeva lo sterrato di Campo Felice. Nessun rammarico comunque, paradossalmente è anche meglio tatticamente, con il 21enne che vuole continuare a stupire e stupirsi.

“Quando sono in corsa sono concentrato e non ci penso – ammette – Ma a fine tappa, quando sono nel bus e guardo la classifica, mi rendo conto e sono fiero di essere secondo al mio primo GT. Inoltre, è qualche giorno che indosso la maglia bianca, anche se non è mia visto che il leader è Bernal, ma considerando da dove arrivo è qualcosa di bello quello che sto realizzando. Mi rendo conto che sto facendo qualcosa di straordinario e incredibile“.

Sempre molto convinto dei suoi mezzi, Evenepoel è comunque pienamente consapevole che tutto può ancora succedere visto che non ha mai affrontato una corsa così lunga, tanto che sinora il massimo erano sette tappe consecutive. Non stupiscono dunque frasi come “Dopo venti giorni di corsa non puoi sapere come starai” oppure “magari la prossima settimana sarò decimo in classifica” quando gli si chiede di proiettarsi in quelle che potrebbe essere lo svolgimento della corsa, ma d’altro canto non nasconde anche le sue grandi ambizioni.

Pur senza rispondere in maniera diretta alla domanda se crede di poter vincere il Giro, si lascia andare in un malizioso “se non credessi in me non sarei al via“, esplicitando che non si tratta “né di un sì né di un no”, quanto piuttosto di un “forse” riguardo le possibilità di coronare “il grande sogno” per il quale l’intera squadra si è presentata al via.

Per farlo non mancano comunque i rivali da affrontare, con Bernal ovviamente in prima fila, ma, come fatto dal colombiano, il belga sottolinea che sono ancora in molti ad essere nella lotta, partendo ovviamente da Aleksandr Vlasov e Giulio Ciccone, sempre molto presenti in questa prima parte di corsa. “Anche gli altri uomini di classifica sono ancora molto vicini – Tutti coloro che ora sono nella top10 non hanno ancora perso la corsa. Ovviamente è importante essere vicino al leader, ma in questo momento tutti sappiamo che l’ultima settimana non si deciderà per una questione di secondi, ma di minuti, quindi sono in molti ancora a potersela giocare”.

Tra gli interrogativi che lo riguardano ovviamente anche la possibile reazione del corpo al giorno di riposo, soprattutto con una tappa insidiosa come quella di Montalcino a seguire. “Ho provato più volte in allenamento a simulare un giorno di riposo e ci siamo resi conto che non fare niente non era di aiuto – spiega – Abbiamo cercato quello che era il giusto equilibrio per me tra mangiare, riposare e pedalare. Stare completamente fermo per me non andava bene, quindi stamattina sono andato a fare un giro, ma non ho potuto fare una ricognizione dello sterrato, quindi sono rimasto nel paese qui vicino, nei pressi dell’albergo”.

Ovviamente, grandi interrogativi non solo sulla attesa tappa di domani, ma anche sullo Zoncolan, che non sembra temere più di tanto: “Non so come posso cavarmela sullo sterrato, non ho mai fatto niente di simile, quindi non saprei – Non so se ci saranno grandi distacchi, ma mi aspetto grande battaglia che sicuramente può portare via molte energie. Penso sullo sterrato sarà una giornata in cui è difficile guadagnare tempo, ma è facile perderlo. Anche la tappa di sabato è molto importante, ma quando ho visto l’altimetria ho pensato che l’inizio è abbastanza piatto, poi una sola salita prima dello Zoncolan. Nel complesso non è la tappa più dura, mentre domani saranno circa 100 chilometri di corsa vera. Sabato invece penso che se la Ineos si mettere a tirare, con molti che seguiranno, la corsa poi si farà sostanzialmente solo alla fine”.

Riguardo la crono finale che sembra favorirlo, sicuramente per lui è un vantaggio, ma non sembra volerci fare troppo affidamento: “Ora mi sento bene, ma dopo nove mesi fermo non so come potrò stare tra due settimane quasi. Quindi non saprei dire quanto tempo mi serve per rimontare nella crono. Ma quando sei un vero competitore vuoi sempre vincere, senza stare a fare troppi calcoli, come penso non li stia facendo neanche Bernal[…] Inoltre, la crono ultimo giorno mi dicono sia qualcosa di diverso. Per quanto mi riguarda sarebbe stato sicuramente meglio se ci fosse stata un’altra crono nella terza settimana, ma comunque si fa con quel che c’è. Indubbiamente, per me è positivo avere una crono l’ultimo giorno di 30 km e 45′ di sforzo, che può rivelarsi decisiva”

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