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Astana, Jakob Fuglsang e Alexey Lutsenko sospettati di aver avuto contatti con Michele Ferrari

Sospetti della Fondazione Antidoping riguardo Jakob Fuglsang e Alexey Lutsenko. Secondo quanto riporta una inchiesta del quotidiano Politiken, della tv pubblica danese DR e del quotidiano norvegese VG, la CADF (Fondazione Anti-Doping del Ciclismo) avrebbe costruito un report di 24 pagine, redatto da “una nota e stimata agenzia esterna”, riguardo contatti del corridore danese con il medico italiano Michele Ferrari (nei confronti del quale esiste una interdizione alla frequentazione per i ciclisti). Nel corso degli incontri che si sarebbero svolti soprattutto nei pressi di Montecarlo, dove il corridore ha la sua residenza, ne viene riportato almeno uno in cui sarebbe stato presente anche il kazako, suo compagno di squadra alla Astana. Da valutare, eventualmente, la posizione della squadra visto che, secondo quanto pubblicato, il medico italiano era alla Volta a Catalunya nel marzo 2019 a seguito del team.

Al momento nessuno dei soggetti coinvolti ha voluto commentare la notizia – né i corridori, né il team, né il medico – malgrado i tentativi da parte dei media scandinavi. Anche la Fondazione Antidoping ha fatto saper tramite il proprio direttore Olivier Banuls “di non poter discutere delle proprie attività”, mentre l’UCI ha inviato una nota sottolineando l’indipendenza della Fondazione, dalla quale al momento “non ha ricevuto alcun dossier in base al quale iniziare procedure contro gli individui o la squadra menzionati”.

“Il CADF ha ottenuto informazioni che suggeriscono che Michele Ferrari continua ad essere coinvolto nel doping di ciclisti dell’Astana Team e si ritiene si sia recato a Monaco e in altri luoghi per incontrarsi con i ciclisti – si legge nel report – Nello specifico, le indagini condotte dal CADF indicano che Michele Ferrari era presente alla Volta a Catalunya con la Astana nel marzo 2019, che abbia base a Lugano, in Svizzera, e che si sia recentemente incontrato con Fuglsang e Lutsenko a Nizza e/o Montecarlo”.

Riguardo connessioni tra Ferrari e la Astana si era già investigato nel 2014, quando nel quadro dell’Inchiesta di Padova si parlava di legami “molto stretti” fra il dottore e Alexandre Vinokourov, tra i quali ci sarebbe stato “un contratto per occuparsi di almeno dieci corridori della Astana nel 2010”, secondo quanto riporta il documento redatto per il CADF. Vinokourov ammise di essere un cliente di Ferrari, ma che il loro rapporto, terminato nel 2007, riguardava esclusivamente gli allenamenti e non un programma di doping. Un rapporto che dunque l’ex campione olimpico sosteneva non riguardasse il team, accusa dalla quale il medico, che nel corso della sua carriera ha negato essere responsabile di doping malgrado sia stato bandito e considerato persona non grata, fu assolto nel quadro dell’inchiesta italiana.

Ora che la questione è diventata di dominio pubblico, si attendono eventuali reazioni da parte dei corridori e della squadra, che sinora “non hanno voluto commentare riguardo un rapporto basato su indicazioni e rumor in quanto non ci sono comunicazioni ufficiali da parte di UCI e CADF”. Una decisione arrivata dopo quelli che i media coinvolti hanno descritto come “numerosi giorni di dialogo” con Fuglsang, Lutsenko e la Astana. Nessuna risposta ai tentativi effettuati, riportano i tre media, da parte di Michele Ferrari, mentre i contatti con il figlio Stefano, che avrebbe lavorato al fianco del padre, non hanno a loro volta portato ad avere risposte, in particolare riguardo “undici dettagliate domande che gli sono state mandate”.

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