Israel Start-Up Nation, Sep Vanmarcke: “Van Aert e Van der Poel? Nove volte su dieci vincono loro. Io sottovalutato”

Sep Vanmarcke è pronto per la nuova avventura con la Israel Start-Up Nation. Il belga ha deciso di terminare la propria esperienza con la EF, per la quale ha corso dal 2017 al 2020, per approdare alla formazione israeliana, progetto sempre più ambizioso su tutti i terreni. Il 32enne avrà chiaramente il ruolo di guidare la compagine nelle classiche sul pavé e sui percorsi sostanzialmente pianeggianti, con qualche strappo in grado di tagliare fuori i velocisti puri. L’addio di Nils Politt, che ha scelto la Bora-Hansgrohe per continuare la propria carriera, gli lascia ulteriore spazio per centrare il successo di grandissimo prestigio finora mancatogli: il secondo posto alla Parigi-Roubaix 2013 dimostra le grandi possibilità anche nelle monumento.

In un’intervista a Sporza, il corridore ha parlato della propria decisione di cambiare squadra: “Alla EF ero felice, ma all’inizio della mia carriera una volta mi era stato detto da qualcuno che non sarei mai dovuto restare con una squadra per più di quattro anni. Alla fine si è presentata quest’opportunità di andare alla Israel e sono contento di averla colta. Ho scelto di firmare per tre anni e per me è importante restare in un team più a lungo, così da sentire l’atmosfera della squadra e farne davvero parte. Alla Gand-Wevelgem Greipel è venuto accanto a me e mi ha detto che era felice del mio arrivo. Hanno perso un leader per le classiche, ora lo sarò io“.

Sep Vanmarcke ha poi ricordato con una certa delusione il suo 2020: “L’anno scorso non avevo abbastanza gare in programma. La squadra voleva partecipare solo a corse World Tour, e nemmeno tutte. Così ho fatto solo dieci gare quell’autunno. Secondo me non è abbastanza. Mi mancavano il ritmo della corsa e la forma per competere nella classiche. È un peccato. Spero che non siano cancellate molte gare nelle prossime settimane, perché mi sento come se non corressi da marzo. Ho molta fame di corse”.

Per le classiche di questa stagione naturalmente il belga dovrà confrontarsi con i due fenomeni arrivati dal ciclocross, considerati i grandi favoriti: “Nove volte su dieci probabilmente Van der Poel e Van Aert vincerebbero, in condizioni normali, perché sono a un livello più alto di me, e di chiunque altro. Per questo non bisogna muoversi in anticipo. Si pensi alla mia vittoria alla Omloop Het Nieuwsblad contro Tom Boonen. Si pensava che non potessi batterlo, ma l’ho fatto comunque. Devi avere una bella giornata e loro possono avere un momento no. Magari fanno un errore tattico e tu puoi vincere. Ho dovuto competere contro campioni come Cancellara, Boonen, Sagan… per tutta la mia carriera. A volte va bene e vinci anche contro di loro. Io penso di aver fatto molte grandi cose in carriera. A volte si sottovaluta ciò che ho realizzato“.

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