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Ef Pro Cycling, Jens Keukeleire rivela: “Sono stato positivo al Covid-19, mi sono preoccupato per il cuore”

Jens Keukeleire ha avuto il Coronavirus. E non ha vissuto un bel periodo, soprattutto per via delle preoccupazioni relative alle conseguenze che il contagio potrebbe avere sul suo organismo. Il corridore belga, in forza alla EF Pro Cycling, si è rimesso e si sta allenando ormai da tre settimane, anche se dice di non sentirsi ancora al meglio. Il 31enne ha raccontato a Sporza il difficile periodo trascorso, facendo comunque sapere di essere sempre stato sotto controllo da parte dello staff medico della sua squadra. E ora può permettersi di guardare con ottimismo alla ripresa delle corse, prevista per il mese di luglio.

“Sono stato testato alcune settimane fa e sono risultato positivo – le parole di Keukeleire, che aveva iniziato la stagione con il quarto posto alla Cadel Evans Road Race – So anche più o meno quando è successo: a metà marzo ho iniziato a sentirmi male, era proprio il periodo in cui stavano iniziando le misure di confinamento (che, peraltro, in Belgio non sono mai state eccezionalmente restrittive – ndr). Avevo la febbre e nessun altro sintomo. Ma posso dire che il virus mi aveva preso proprio in pieno”.

Il belga prosegue nel suo racconto: “La febbre è rimasta per molto tempo e a lungo ho sentito che qualcosa nel mio corpo non era normale. Ero sempre stanco. Poi ho fatto gli esami del sangue circa due settimane fa e sono risultato positivo agli anticorpi. A quel punto ho fatto anche ulteriori test, per il cuore e per i polmoni, ma i risultati di questi ultimi sono stati buoni. Di certo, per il cuore mi sono preoccupato. Si è visto che tanti malati di Covid-19 hanno avuto conseguenze cardiache e tanti ciclisti in passato hanno dovuto fermarsi per problemi cardiaci. Ero preoccupato, sì, ma cercavo di non pensarci troppo”.

Keukeleire, passato lo scorso inverno alla Education First, rivela: “Durante il periodo di malattia ho avuto contatti giornalieri con il medico di squadra. Secondo lui, non stavo abbastanza male per andare da un dottore o farmi sottoporre a un test. Di certo, però, era peggio di un’influenza o di un semplice raffreddore”. Il belga ora sta meglio: “Posso guardare al futuro, ormai sono tre settimane che sento che tutto è tornato normale. Il corpo reagisce agli stimoli che gli do e sento che le gambe iniziano a girare bene. Sono contento di non aver avuto conseguenze”.

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