BORA-hansgrohe, Cesare Benedetti si prepara aspettando il passaporto polacco e saluta Rafal Majka: “È stato bello lavorare per lui”

Cesare Benedetti ha stilato il proprio programma per la prima parte di stagione. Lo scalatore trentino della BORA-hansgrohe doveva iniziare la stagione al Challenge Mallorca, ma l’annullamento della corsa spagnola lo ha costretto a rivedere i piani. Uomo di lungo corso della squadra tedesca e fortemente legato alla Polonia, in questi giorni è in ritiro sul Lago di Garda insieme ai compagni per preparare la nuova stagione, sperando che non venga stravolta dal Coronavirus come la precedente.

Sono orgoglioso del ciclismo. Probabilmente nessun altro sport ha affrontato la pandemia come il nostro – ha esordito in un’intervista a naszosie.pl – Nonostante tutti questi guai, siamo riusciti a organizzare quasi tutte le gare importanti, dal Tour de France alle Classiche monumento ai campionati del mondo. C’erano procedure molto dettagliate che hanno reso la nostra vita un po’ più difficile, ma che hanno anche garantito che la competizione si svolgesse in sicurezza”.

La sua ultima vittoria risale al 2019, quando vinse al Giro d’Italia la tappa di Pinerolo dopo una lunga fuga. Questo modo di correre continuerà a far parte del suo atteggiamento anche se sa che il suo “compito principale è aiutare i capitani”, afferma. Il Giro 2020 non gli ha dato però questa possibilità: “Non c’era solo Rafał Majka, ma anche Sagan. Quindi c’era molto lavoro da fare e inoltre è stato più difficile per me andare in fuga. Altre squadre non volevano far andare via i ciclisti, perché sapevano esattamente cosa poteva fare Peter e avevano ragione, perché ha vinto la tappa di Tortoreto grazie alla fuga”. Poi aggiunge: “L’altra cosa era che non mi sentivo bene come nel 2019, quindi probabilmente non potevo andare forte come allora”.

Riguardo alla decisione di Majka di lasciare la squadra, afferma di non esserne sorpreso: “Va molto d’accordo con i corridori provenienti dalla Spagna, dal Portogallo o dall’Italia e ce ne sono molti nella UAE, quindi penso che trasferirsi in questa squadra sia una buona mossa. Tuttavia, mi dispiace un po’ che se ne sia andato – commenta – Era un buon leader. Non solo ha quasi sempre portato a casa buoni risultati, ma portava anche un’atmosfera molto positiva in squadra con le sue battute. È stato bello lavorare per lui. Bene, questa è la vita, ora posso parlare polacco solo con Maciej Bodnar e i membri dello staff”.

A breve, Benedetti potrebbe avere anche il passaporto poalcco: “Avrò un passaporto e potrò andare in qualche gara come ciclista sotto bandiera bianca e rossa. Ho ancora un contratto biennale con la BORA e penso che dopo la sua scadenza potrò rimanere in gruppo per altre due stagioni. Quindi ho ancora un po’ di tempo, spero che sia sufficiente per completare tutte le formalità”.

Benedetti inizierà il 2021 tra un mese alla Vuelta a Murcia, per poi affrontare Clasica de Almeria, UAE Tour, Parigi-Nizza e Milano-Sanremo. Dopo un breve periodo di stacco tornerà a correre al Giro dei Paesi Baschi per poi affrontare il trittico della Ardenne e concludere così la prima parte del 2021: “Se mostrerò una buona forma, forse mi unirò di nuovo alla squadra per il Giro d’Italia“.

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