Deceuninck-QuickStep, Mark Cavendish: “So di non poter più vincere come prima ma penso di poter dare qualcosa alla squadra. Non so se sarà il mio ultimo anno”

Mark Cavendish ha parlato del suo ritorno alla Deceuninck – QuickStep. Il corridore britannico, che sul finire della scorsa stagione aveva temuto di essere costretto al ritiro, è tornato nella formazione belga nella quale aveva corso dal 2013 al 2016 conquistando tanti dei suoi numerosissimi successi della sua prestigiosa carriera. Il 35enne dell’Isola di Man metterà al servizio della formazione di Patrick Lefevere la sua grandissima esperienza, che potrà essere certamente preziosa per i suoi tanti giovani compagni di squadra. Realista riguardo il suo ruolo e la possibilità di tornare quello di un tempo, spera comunque di potersi togliere qualche soddisfazione importante, non necessariamente a livello personale.

Per il britannico la priorità è quella di poter ritrovare uno stile di vita più tradizionale, dopo un 2020 segnato dal Covid: “Prima di tutto, come molti corridori, vorremo tornare alla normalità, come tutti, e poi poter tornare alle corse. Al momento c’è tanta incertezza. Personalmente, ora sono contento di essere tornato qui, dove ho vissuto alcuni dei miei anni migliori. Sono cambiati molti corridori ma nel team c’è la stessa atmosfera, è come una famiglia. Qui sto bene, in Belgio hanno il ciclismo nel sangue, e questo ovviamente mi piace. Qui sto bene, che per me è la cosa più importante. Da quando ho lasciato la squadra, sono rimasto in contatto con Patrick, che per me è fonte d’ispirazione come leader. Sono felice di aver potuto mantenere il rapporto, perché solitamente quando lasci questa squadra è difficile tornarci. Invece sono riuscito a tornare e ne sono molto felice”.

Al  termina della Gand – Wevelgem era scoppiato in lacrime, temendo che quella potesse essere l’ultima corsa della sua carriera: “Il ciclismo è la mia vita sin da quando ho memoria e sarà sempre la mia vita. Non so fino a quando continuerò, ma al momento voglio continuare a godermi questa squadra e questo sport“. Il suo contributo all’interno dello squadrone belga sarà soprattutto quello di portare esperienza, utile ai compagni: “Dire che vorrei vincere ancora sei tappe del Tour de France sarebbe pensare di essere in una favola. Sono realista, so di non poter più vincere come prima. Non voglio continuare ad aggrapparmi a qualcosa, né pensare ad un finale da favola. Vedremo cosa potrà fare in base alle circostanze. Ho già avuto molti comeback in carriera, ma anche se non dovessi tornare a vincere penso di poter dare qualcosa alla squadra e loro a me. Non so se sarà il mio ultimo anno o se ne farò altri dieci. Per me l’opportunità di tornare qui è stata un sogno”.

Il britannico, infine, ha fatto alcune considerazioni sui cambiamenti delle corse ciclistiche negli ultimi anni: “Le volate si fanno sempre più rare nel ciclismo, gli organizzatori sembrano aggiungere salite che complicano i percorsi, ma il fatto che ci siano meno opzioni fa si che ci sia molta voglia di vincere in quelle occasioni. Dal punto di vista di un corridore che non se la gioca non è bello, ma il ciclismo sta diventando sempre più specializzato. Ci sono eccezioni, ma credo che ormai ogni corsa in calendario abbia delle selezioni ben precise da parte delle squadre. Alcune squadre puntano ai Grandi Giri, alcune puntano alle tappe, dipende dai propri interessi specifici. È difficile poter pensare di puntare su entrambe le cose”.

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