Vuelta a España 2026, l’ultima volta di Steven Kruijswijk: “Il momento perfetto per la mia ultima gara. Van Aert è un leader eccezionale, Pogačar è il miglior corridore attuale. Ho un piano per il futuro…”

La Vuelta a España 2026 sarà l’ultima corsa della carriera di Steven Kruijswijk. Il corridore neerlandese infatti ha annunciato il ritiro al termine di questa stagione, dopo 17 anni passati sempre con i colori dell’attuale Visma | Lease a Bike, che quando fece il suo esordio nei professionisti nel 2010, si chiamava Rabobank. Una lunga carriera che chiuderà sperando di lasciare un segno nel GT spagnolo, in cui proverà a centrare un buon risultato in classifica, oltre ad aiutare i compagni. Per il futuro ha già le idee chiare, con un progetto sempre nel mondo del ciclismo ma con un approccio diverso.

“Quando l’anno scorso ho saputo che la Vuelta sarebbe partita da Monaco, ho detto che sarebbe stato il momento perfetto per me, come corridore, per disputare lì la mia ultima gara – le parole di Kruijswijk in un’intervista a Domestique – Una bella opportunità, vicino alla mia famiglia. Viviamo qui da dieci anni, in questa zona a Monaco”.

Andando nel dettaglio sulla corsa il neerlandese ha spiegato che: “Il mio obiettivo principale sarà aiutare i ragazzi a conquistare vittorie di tappa e a ottenere un buon risultato nella classifica generale, fornendo loro tutto il supporto possibile”. In particolare Kruijswijk cercherà di supportare al meglio Wout van Aert, con cui ha un rapporto speciale: “Sono felice di poter correre con lui… Penso che sia uno dei migliori capitani della squadra. Ottiene risultati quando può, nei momenti in cui vuole. Ma anche come compagno di squadra, abbiamo visto che, sin dall’inizio della sua carriera, non si è mai tirato indietro quando si trattava di impegnarsi per la squadra, e penso che questo lo renda un leader davvero eccezionale”.

L’elogio al belga prosegue sottolineando come sia un esempio per come corra sempre senza arrendersi e in questa stagione è arrivato finalmente il premio tanto atteso: “È alla mano, mantiene sempre alto il morale della squadra ed è sempre alla ricerca di opportunità. Quest’anno ha vinto la Parigi-Roubaix. Era da tantissimo tempo che inseguiva questo traguardo, e si vede quanto sia determinato a raggiungerlo davvero. Ha una mentalità che non si arrende mai, e penso che sia un grande esempio per molti corridori”.

Un altro grande esempio da seguire è Tadej Pogačar, che si presenterà al via della Vuelta come grande favorito e in tal senso Kruijswijk spera che possa lasciare qualche chance anche agli altri: “A volte bisogna elaborare un piano, e speriamo che Tadej si concentri sulla classifica generale, magari tenendo un po’ in mente i Mondiali. Così forse si riserverà un po’ di energie per quell’occasione. Dobbiamo far fronte alla situazione e cercare le nostre opportunità… Wout l’ha battuto quest’anno alla Roubaix ed è stato uno dei pochi a riuscirci. Quindi, di sicuro, anche per noi ci saranno le opportunità”.

Riguardo il campione del mondo, pur avendo corso negli ultimi anni sempre come avversario del proprio capitano Jonas Vingegaard, il neerlandese ne riconosce le piene qualità: “A dire il vero è fantastico per la Vuelta averlo sulla linea di partenza, ovviamente. Al momento è il miglior corridore del gruppo, è davvero versatile. Può aggiudicarsi molte tappe, perché sa sprintare, sa andare in salita, in pianura e nelle prove a cronometro. Questo lo rende un grande corridore ed è difficile gareggiare contro di lui”.

Infine per quanto riguarda il proprio futuro Kruijswijk ha un progetto chiaro assieme al suo manager, ma prima vuole dedicare del tempo alla famiglia: “Mi prenderò un po’ di tempo libero, senza il pensiero di dovermi preparare per il prossimo inverno, per la prossima stagione. Questo sarà forse un sollievo anche per la mia famiglia, perché potrò stare con loro in occasioni in cui prima non potevo, soprattutto d’inverno. Quindi penso che faremo alcune cose che non abbiamo mai fatto prima in inverno, come sciare e cose del genere. A lungo termine, ci sto riflettendo ora, soprattutto su cosa voglio fare. Abbiamo elaborato un piano e stiamo pensando di occuparci dell’aspetto finanziario di questo sport, concentrandoci maggiormente sugli atleti stessi”.

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