© Charly Lopez

Vuelta a España 2021, la classifica Big: Primoz Roglic conquista la corsa davanti a Enric Mas e Jack Haig

Inizia subito con alcune differenze in classifica la Vuelta a España 2021. La breve cronometro inaugurale di Burgos premia subito il vincitore uscente Primoz Roglic (Jumbo-Visma), ultimo a partire ma primo al traguardo con il miglior tempo di giornata. Oltre allo sloveno, tra i big che puntano al successo finale Aleksandr Vlasov (Astana-Premier Tech) è stato il migliore, facendo segnare un tempo superiore di 14 secondi rispetto al neo campione olimpico delle prove contro il tempo. Positiva anche la prova di Romain Bardet (Team DSM), Enric Mas (Movistar) e Adam Yates (Ineos Grenadiers), che riescono a contenere il ritardo da Roglic entro i 20″, mentre Hugh Carthy (EF Education Nippo) e Mikel Landa (Bahrain Victorious) sono gli unici, tra i principali rivali dello sloveno, ad aver perso più di 30″.

La seconda tappa si conclude con un arrivo in volata, ma sfruttando i traguardi volanti Alex Aranburu riesce a recuperare 2″ a Primoz Roglic, che resta leader, mentre con gli abbuoni del terzo posto di giornata Michael Matthews (BikeExchange) riesce a salire sul podio della generale. Tra i big, una caduta ai – 4 fa perdere terreno ad Adam Yates (Ineos Grenadiers), Lucas Hamilton (Team BikeExchange), che arrivano con un ritardo di 31″ dal gruppo, e Hugh Carthy, che perde 38″, mentre va ancora peggio a Max Schachmann (Bora-Hansgrohe), che finito a terra, arriva sul traguardo con un ritardo di 2’35”.

La prima tappa di salita non manca di dare le sue risposte. Se la maglia rossa va sulle spalle del vincitore di giornata Rein Taaramae, capace di imporsi al termine della fuga di giornata, alle sue spalle i big salgono con ritmo crescente e si registrano i primi distacchi. Restano vicini gran parte degli uomini più attesi, ma a perdere contatto è soprattutto Richard Carapaz (Ineos grenadiers), che concede un minuto. Perdono terreno, anche se in maniera più contenuta anche Hugh Carthy (EF Education Nippo) e Aleksandr Vlasov (Astana-PremierTech), che rispettivamente perdono 21 e 29 secondi. Nella quarta frazione, invece, non si registrano cambiamenti importanti nella classifica generale nonostante una caduta nel finale della Maglia Rossa Taaramae, che essendo avvenuta all’interno degli ultimi tre chilometri fa scattare la neutralizzazione per il corridore estone.

La sfortuna si accanisce ancora su Taaramäe, che nella quinta tappa, con arrivo ad Albacete, finisce ancora a terra, stavolta fuori dalla zona di neutralizzazione. L’estone perde più di un minuto e mezzo ed è costretto a cedere la maglia rossa a Kenny Elissonde (Trek-Segafredo), che lo seguiva a 25 secondi ed è riuscito a evitare guai. Giornataccia anche per Romain Bardet (Team DSM), che a sua volta termina sull’asfalto e paga dodici minuti agli altri rivali, finendo fuori classifica. Il giorno seguente, l’arrivo sullo strappo dell’Alto de la Montaña de Cullera vede Roglic concludere al secondo posto e tornare in Maglia Rossa; lo sloveno riesce a guadagnare una manciata di secondi su Vlasov, Mas, Lopez e Bernal, mentre perdono quasi mezzo minuto corridori come Ciccone, Aru, Yates, Carapaz, Landa, con Carthy attardato invece addirittura di 2’50”.

La prima tappa con più salite importanti vede Roglic conservare il primato seppur controvoglia, visto che aveva nuovamente lasciato andare in fuga corridori che avrebbero potuto indossarla al suo posto senza creare pericoli. Persi Hugh Carthy e Alejandro Valverde per strada, i distacchi fra i big si fanno poi solamente nella salita conclusiva, con Yates che si porta appresso i vari Mas, Lopez, Bernal e Roglic, oltre ai sorprendenti David De La Cruz e Louis Meintjes, mentre Vlasov si stacca verso la fine. Perdono invece trenta secondi Aru, Carapaz, Ciccone e Landa. Se non succede nulla nel corso della ottava tappa, vinta allo sprint da Fabio Jakobsen, l’attesa nona frazione porta importanti scossoni in una classifica comunque ancora guidata da Primoz Roglic, unico a riuscire a resistere al ritmo di Enric Mas. I due occupano così le prime due posizioni, racchiusi in meno di 30 secondi, mentre per tutti gli altri il distacco è ormai superiore al minuto, partendo da un pimpante Miguel Angel Lopez. Cede terreno invece Egan Bernal, che come Giulio Ciccone si deve difendere soffrendo i cambi di ritmo degli avversari, mentre crollano Aleksandr Vlasov, Fabio Aru e Mikel Landa, con i primi due che concedono oltre 2’30” ai migliori dei big, mentre il basco accusa al traguardo un ritardo di quattro minuti dallo sloveno al traguardo.

Il ritorno in sella dopo il giorno di riposo vede subito alcuni importanti cambiamenti, con Primoz Roglic ben felice di concedere di nuovo la Maglia Rossa. Grazie alla fuga di giornata è così stavolta Odd Christian Eiking (Intermarché-Wanty-Gobert) a prendersi la leadership della corsa, ma stavolta anche i big si danno battaglia con lo sloveno che scatta in salita e stacca tutti, prima di una scivolata in discesa che permette a Enric Mas, Miguel Angel Lopez e Jack Haig di riprenderlo, imitati poco dopo da Felix Grossschartner, Aleksandr Vlasov e Sepp Kuss, che tutti assieme tagliano il traguardo. 37 secondi di ritardo invece per un gruppetto di inseguitori tra i quali Fabio Aru, Egan Bernal, che inizialmente aveva provato a seguire gli scatti dei rivali, Adam Yates e David De La Cruz, mentre 1’14” è il ritardo di Giulio Ciccone, che tra gli uomini di classifica è colui che perde più di tutti. Odd Christian Eiking riesce a mantenere il primato anche il giorno successivo ma Primoz Roglic, che conquista la tappa, guadagna su tutti i suoi rivali. Anche se i distacchi sono nell’ordine di pochi secondi, lo sloveno dimostra ancora di essere il più in forma continuando a scavare un solco che tappa dopo tappa si fa sempre più importante. Perde una posizione Giulio Ciccone, sul traguardo a 23″ dallo sloveno, che viene scavalcato da Aleksandr Vlasov, mentre esce definitivamente di classifica Fabio Aru, che perde oltre undici minuti per un problema intestinale.

Situazione congelata nella tredicesima frazione, che consente a Odd Christian Eiking di vivere un’altra giornata da leader senza che nella tappa vinta allo sprint da Magnus Cort ci sia battaglia fra gli uomini di classifica. L’attesa 14ª tappa premia invece i fuggitivi, con Romain Bardet che si impone nettamente, mentre il gruppo sonnecchia per gran parte della tappa, scaldandosi solo nei cinque chilometri finali. Scaramucce che non cambiano lo status quo della classifica, nella quale primeggia così ancora Odd Christian Eiking davanti a Guillaume Martin, che guadagna due secondi su di lui. Tra i candidati al successo finale, Miguel Angel Lopez recupera invece quattro secondi a Roglic, Mas, Bernal e Haig e qualcosina in più sugli altri. La seconda settimana si chiude con un’altra frazione senza grandi emozioni tra i big, mentre in fuga è la spettacolare azione di Rafal Majka ad assegnare la vittoria. Unico distacco fra gli uomini di classifica sono dunque i 15 secondi guadagnati da Adam Yates.

Non cambia nulla tra i big all’inizio dell’ultima settimana di corsa con Odd Christian Eiking che mantiene senza problemi il suo primato al termine della sedicesima tappa. L’unica variazione è causata dall’abbandono di Giulio Ciccone, che occupava la dodicesima posizione, rimasto coinvolto in una caduta. L’attesa frazione dei Lagos di Covandonga regala invece le emozioni che tutti aspettavano con trepidazione. Una giornata vissuta all’insegna della grande velocità e degli attacchi vede Egan Bernal provare a ribaltare la situazione con una attacco dalla lunga distanza al quale Primoz Roglic è l’unico a resistere, con lo sloveno che allunga poi in maniera decisa sulla salita finale mentre il colombiano cede e viene ripreso dagli altri big. Saltano invece Guillaume Martin, Eiking e Vlasov, tutti e tre vittime di cadute negli ultimi due giorni che hanno reso ancor più difficile resistere agli assalti dei grandi favoriti.

L’ultima tappa di montagna conferma le tendenze dei giorni precedenti, con Primoz Roglic che riesce a mantenere senza problemi la maglia rossa dall’assalto dei rivali, partendo da Miguel Angel Lopez che riesce almeno a conquistare la tappa. Egan Bernal ancora in crescita recupera una posizione ad un sofferente Guillaume Martin, mentre Jack Haig difende la sua quarta posizione. Tra coloro che salgono anche Gino Mader, ottavo, e Louis Meintjes, decimo, mentre scivola indietro anche Felix Grossschartner, dolorante per una caduta. La diciannovesima non presenta grossi problemi ai big, tranne a Louis Meintjes (Intermarché-Wanty-Gobert), che vittima di una caduta è costretto ad abbandonare la corsa e a lasciare il posto in top 10 a David de la Cruz (UAE Team Emirates).

L’ultima tappa in linea vede invece sorridere la Bahrain – Victorious che approfitta al meglio del gran lavoro della Ineos Grenadiers, riuscendo a far salire Jack Haig sul podio ed entrare Gino Mader nella Top 5 grazie al crollo di Miguel Angel Lopez, con i giochi tattici che vedono retrocedere anche Egan Bernal in favore del compagno Adam Yates, ora quarto. La cronometro conclusiva consente a David de la Cruz (UAE Team Emirates) di guadagnare due posizioni ai danni di Sepp Kuss e Guillaume Martin. Non cambiano le cose per le altre posizioni con Primoz Roglic che conquista la sua terza Vuelta davanti a Enric Mas e Jack Haig.

Classifica Big Vuelta a España 2021

1  PRIMOŽ ROGLIČ JUMBO – VISMA 83H 55′ 29”
2  ENRIC MAS MOVISTAR TEAM + 00H 04′ 42”
3  JACK HAIG BAHRAIN VICTORIOUS + 00H 07′ 40”
4  ADAM YATES INEOS GRENADIERS + 00H 09′ 06”
5  GINO MÄDER BAHRAIN VICTORIOUS + 00H 11′ 33”
6  EGAN ARLEY BERNAL INEOS GRENADIERS + 00H 13′ 27”
7  DAVID DE LA CRUZ UAE TEAM EMIRATES + 00H 18′ 33”
8  SEPP KUSS JUMBO – VISMA + 00H 18′ 55”
9  GUILLAUME MARTIN COFIDIS + 00H 20′ 27”
10  FELIX GROSSSCHARTNER BORA – HANSGROHE + 00H 22′ 22”
11  ODD CHRISTIAN EIKING INTERMARCHE – WANTY – GOBERT MATERIAUX + 00H 25′ 14”
12  STEVEN KRUIJSWIJK JUMBO – VISMA + 00H 26′ 42”
13  JUAN PEDRO LOPEZ PEREZ TREK – SEGAFREDO + 00H 31′ 21”
14  GEOFFREY BOUCHARD AG2R CITROEN TEAM + 00H 49′ 09”
15  RÉMY ROCHAS COFIDIS + 00H 52′ 32”
16  CLÉMENT CHAMPOUSSIN AG2R CITROEN TEAM + 00H 57′ 29”
17  DAMIANO CARUSO BAHRAIN VICTORIOUS + 01H 05′ 31”
20  STEFF CRAS LOTTO SOUDAL + 01H 22′ 06”
21  RAFAL MAJKA UAE TEAM EMIRATES + 01H 22′ 14”
22  GIANLUCA BRAMBILLA TREK – SEGAFREDO + 01H 22′ 38”
23  WOUTER POELS BAHRAIN VICTORIOUS + 01H 34′ 52”
25  ROMAIN BARDET TEAM DSM + 01H 37′ 27”
26  ION IZAGUIRRE INSAUSTI ASTANA – PREMIER TECH + 01H 37′ 47”
27  GORKA IZAGIRRE INSAUSTI ASTANA – PREMIER TECH + 01H 39′ 03”
28  JAN HIRT INTERMARCHE – WANTY – GOBERT MATERIAUX + 01H 42′ 39”
29  SIMONE PETILLI INTERMARCHE – WANTY – GOBERT MATERIAUX + 01H 45′ 51”
31  MIKEL NIEVE TEAM BIKEEXCHANGE + 01H 56′ 31”
33  LILIAN CALMEJANE AG2R CITROEN TEAM + 02H 03′ 52”
35  PAVEL SIVAKOV INEOS GRENADIERS + 02H 04′ 47”
40  MICHAEL STORER TEAM DSM + 02H 22′ 45”
51  FABIO ARU TEAM QHUBEKA NEXTHASH + 02H 49′ 04”
52  NICOLAS PRODHOMME AG2R CITROEN TEAM + 02H 53′ 05”
53  DIEGO ANDRES CAMARGO PINEDA EF EDUCATION – NIPPO + 02H 53′ 47”
54  LUCAS HAMILTON TEAM BIKEEXCHANGE + 02H 56′ 47”
55  REIN TAARAMÄE INTERMARCHE – WANTY – GOBERT MATERIAUX + 02H 58′ 46”
59  MARK PADUN BAHRAIN VICTORIOUS + 03H 09′ 46”
64  CHRISTOPHER HAMILTON TEAM DSM + 03H 18′ 33”
67  THOMAS PIDCOCK INEOS GRENADIERS + 03H 31′ 54”


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