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Analisi Favoriti Parigi-Nizza 2020

La Parigi-Nizza 2020 si presenta con più incognite che certezze. La corsa a tappe francese, in programma dall’8 al 15 marzo, ha chiamato a sé tutti i migliori interpreti della scena internazionale, fatto piuttosto unico e dovuto alla simultanea cancellazione di altre competizioni in calendario come Strade Bianche 2020 e soprattutto Tirreno-Adriatico 2020. Naturalmente va fatta l’eccezione di tutti quegli atleti delle squadre che hanno deciso di non partecipare, preoccupate dal rischio di diffusione del coronavirus: Mitchelton-Scott, UAE Team Emirates, CCC Team, Astana, Movistar, Ineos e Jumbo-Visma. A questi vanno aggiunti gli uomini rimasti in quarantena all’UAE Tour e dunque impossibilitati a partecipare. L’assenza di molte delle squadre più forti inevitabilmente cambierà i piani in corsa, così come la modifica al regolamento che prevede la presenza di otto uomini per team.

Favoriti Parigi-Nizza 2020

Complicatissimo dunque riuscire a trovare il nome di un favorito per una delle edizioni della Parigi-Nizza più incerte. Scorrendo l’elenco dei partenti, Nairo Quintana (Arkea-Samsic) potrebbe essere l’uomo da battere. Il colombiano, secondo nella scorsa edizione in cui venne battuto dal solo Bernal, quest’anno assente, ha già dimostrato di avere un’ottima condizione in salita, mettendosi in mostra nelle corse francesi. Se la gamba dovesse essere confermata, le salite delle ultime tre giornate gli sorriderebbero senza dubbio, permettendogli di fatto di controllare la corsa. L’incognita rimane la cronometro, specialità in cui non ha mai brillato: in passato ha però dimostrato che quando è sorretto da una buona forma può difendersi egregiamente.

La grande incognita rimane Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick-Step). Il francese l’anno scorso ha sorpreso tutti al Tour de France 2019, e cercare di capire quale possa essere il suo ruolo nella Corsa del sole è difficile. Nella cronometro individuale parte come uno dei favoriti, sulle salite più brevi è sicuramente l’uomo da battere. Riuscirà a tenere nella penultima tappa e a difendersi nelle giornate più dure? Dalla risposta a questa domanda realisticamente dipenderanno le sue chance di vittoria.

Guardando la startlist delle squadre, la formazione più attrezzata è sicuramente la Trek-Segafredo, che può contare sulla coppia Vincenzo Nibali-Richie Porte. Il siciliano è sembrato in crescendo nelle prime uscite ed è molto adatto al percorso, in quasi ogni giornata. Bisognerà naturalmente capire se la sua forma è già abbastanza buona da permettergli di stare con i migliori, cosa non del tutto scontata a questo punto dell’anno con tanti obiettivi nella parte centrale della stagione, tra Giro e Tokyo. L’australiano, dopo la consueta vittoria al Tour Down Under, ha colto qualche piazzamento contro avversari di primissima fascia e vuole ripetersi nella corsa che è stata sua nel 2013 e nel 2015. I dubbi sono soprattutto sulla tenuta nelle salite lunghe, che non sembra essere quella di un tempo.

Per quanto mostrato in salita e a cronometro nelle ultime stagioni, Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) merita sicuramente molta considerazione nel novero dei potenziali favoriti. Bisognerà vedere se il francese è già entrato nella forma migliore, ipotesi non così scontata per un corridore abituato a dare il meglio di sé a partire da maggio. Dovesse trovare la gamba giusta, lo scalatore sarebbe un cliente pericolosissimo per tutti. Il suo rivale Romain Bardet (Ag2r La Mondiale) sembra invece in una fase di involuzione della propria carriera: il cambio di programma tanto ventilato, causa forza maggiore, è di fatto saltato, ma questo non dovrebbe togliergli molti stimoli. Per lui il grosso problema sarà recuperare il distacco che realisticamente accuserà nella cronometro individuale, suo tallone d’Achille mai celato. A suo supporto Pierre Latour (Ag2r La Mondiale) cerca la sua prima consacrazione, dopo anni di piazzamenti all’ombra del più celebre compagno. Chissà che non gli venga dato spazio in questa circostanza.

Tra gli altri nomi, spicca il giovane arrembante Sergio Higuita (EF), vincitore del Tour Colombia e forte dell’appoggio di Tejay Van Garderen in questa corsa. Il colombiano parte come outsider o poco più, ma tra i nomi di seconda fascia è sicuramente quello che pare avere più chance di spiccare. Tanto Dylan Teuns (Bahrain-McLaren) quanto Warren Barguil (Arkea-Samsic) hanno già dimostrato una discreta gamba, ma finora nessuno dei due ha ottenuto grandissimi risultati in questo tipo di competizioni. Il belga, così come il connazionale Tiesj Benoot (Team Sunweb), dovrà cercare di stringere i denti nelle giornate più dure e avvantaggiarsi nella cronometro e nelle salite più brevi.

Da non sottovalutare totalmente corridori come Pello Bilbao (Bahrain-McLaren) e Bob Jungels (Deceuninck-Quick-Step), che non partono con i gradi di capitano ma possono provare a sorprendere in determinate circostanze, pur con caratteristiche molto diverse. Tra le altre possibili sorprese, vanno citati almeno Guillaume Martin (Cofidis), Sam Oomen (Team Sunweb), Ben O’Connor (Team NTT) e la coppia della Bora-Hansgrohe composta da Patrick Konrad e Felix Grosschartner, entrambi pronti a dare battaglia per non far sentire l’assenza dei capitani del team.

Non mancano anche le possibili sorprese nei nomi che generalmente andrebbero inseriti tra i cacciatori di tappe in grado di tenere su percorsi collinari. Philippe Gilbert (Lotto Soudal) l’anno scorso ha centrato la top ten finale e vorrà provare a ripetersi, anche perché il suo obiettivo principale della stagione è stato quanto meno posticipato. Anche Maximilian Schachmann (Bora-Hansgrohe) in carriera ha già dimostrato di saper tenere in salita, sebbene su percorsi meno impegnativi. Avrebbe bisogno invece di un salto di qualità Lilian Calmejane (Total Direct Energie), che si difende in salita ma non ha ancora la qualità per lottare per i migliori risultati nella generale. Altri possibili protagonisti su percorsi mossi, ovviamente non per la classifica, possono essere Diego Rosa (Arkea-Samsic), realisticamente legato a compiti di gregariato, Alberto Bettiol (EF) e il suo compagno di squadra Sep Vanmarcke.

Altri cacciatori di tappe possibili protagonisti, soprattutto nei primi giorni, possono essere Oliver Naesen (Ag2r La Mondiale), Zdenek Stybar (Deceuninck-Quick-Step) e John Degenkolb (Lotto Soudal), tutti intenzionati ad arrivare al meglio della condizione in vista delle prossime classiche belghe, così come Niki Terpstra (Total Direct Energie). A loro per le frazioni mosse si aggiungono i nomi di Nils Politt (Israel Start-Up Nation), Michael Valgren (Team NTT) ed Edward Theuns (Trek-Segafredo), che potrebbero animare le giornate con un’azione.

Molto nutrita infine la schiera dei velocisti potenziali protagonisti. Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) farà il suo debutto stagionale in una corsa World Tour, dopo l’avvio in crescita al San Juan. Per le volate secche tuttavia i nomi più caldi sembrano essere Pascal Ackermann (Bora-Hansgrohe) e Caleb Ewan (Lotto Soudal), protagonisti assoluti rispettivamente di UAE Tour e Tour Down Under. Le speranze dell’Italia sono riposte soprattutto sul campione europeo Elia Viviani (Cofidis), che avrà il team sostanzialmente a sua disposizione, e su Giacomo Nizzolo (Team NTT), molto brillante in avvio di stagione. Da non sottovalutare il ruolo degli altri azzurri Andrea Pasqualon (Circus Wanty Gobert) e Niccolò Bonifazio (Total Direct Energie): il lotto dei favoriti per gli sprint è poi completato da Jasper Stuyven (Trek-Segafredo), Nacer Bouhanni (Arkea-Samsic) e Bryan Coquard (B&B Hotels-Vital Concept).

 

Borsino dei Favoriti Parigi-Nizza 2020

***** Nairo Quintana
**** Julian Alaphilippe, Vincenzo Nibali
*** Richie Porte, Thibaut Pinot, Romain Bardet
** Dylan Teuns, Warren Barguil, Sergio Higuita, Tiesj Benoot
* Pello Bilbao, Guillaume Martin, Sam Oomen, Pierre Latour, Ben O’Connor

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