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Adriatica Ionica Race 2018, le dichiarazioni dei big alla vigilia

Parte bene la Adriatica Ionica Race 2018. La neonata corsa voluta da Moreno Argentin ha da subito raccolto importanti adesioni, potendo così vantare un parterre di 16 squadre e 112 corridori, con ben cinque formazioni appartenenti al WorldTour per animare ancor di più una corsa che presenta già interesse per il suo inserimento nella Ciclismo Cup, con le quattro Professional italiane pronte a darsi battaglia. Su un percorso variegato e suggestivo dal punto di vista storico, paesaggistico e sportivo, compaiono anche alcuni nomi di primo piano, tanto che al via ci sono, fra gli altri, un ex campione del mondo e un campione olimpico in carica.

Nella conferenza stampa di apertura, oltre alle presenze di Mark Cavendish (Dimension Data) ed Elia Viviani (Quick-Step Floors), anche l’ex campione italiano Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo) e un Matteo Trentin (Mitchelton-Scott) in rampa di lancio dopo il grande finale di stagione scorso. A secco da febbraio, il britannico vuole sicuramente lanciare segnali importanti in vista del Tour de France, dove andrà a caccia del record di vittorie di Eddy Merckx (34 per il Cannibale, 30 per il britannico), ma dal 20 al 24 giugno i tre italiani non staranno certo a guardare, con il veronese che punta a continuare il bel momento per chiudere poi al campionato italiano la sua prima parte di stagione, mentre per gli altri due si tratta del rientro dopo un lungo stop.

Elia Viviani: “L’Adriatica Ionica Race cade in un momento perfetto del calendario. Dopo il Giro ho avuto la possibilità di recuperare e di tornare in sella. C’è la voglia di fare questa gara al meglio e di pensare poi al campionato italiano di fine giugno. Dopodiché mi prenderò uno stacco prima di preparare la seconda parte di stagione. A livello di squadra, vogliamo partire subito forte nella cronosquadre, perché è una specialità sulla quale lavoriamo molto. Poi penseremo agli sprint: Davide Martinelli, Alvaro Hodeg e il vincitore del Giro delle Fiandre Niki Terpstra sono importantissimi per le mie volate. Ma abbiamo anche dei giovani che possono mettersi in mostra in salita”.

Mark Cavendish: “Sono contento di partecipare all’Adriatica Ionica Race. Attraversa zone stupende, che conosco e apprezzo molto. Il percorso inoltre è equilibrato: ci sono frazioni per velocisti e salite più dure per gli scalatori. È una corsa ideale nella mia preparazione al Tour de France. Mi manca la vittoria (l’ultima al Dubai Tour, l’8 febbraio, ndr), come può mancare a ogni uomo di sport che vuole vincere. Ma ho una squadra che mi supporta e con la quale possiamo fare bene”.

Matteo Trentin: “Mi sento bene, mi sono allenato in questo mese dopo essere stato fermo a lungo per l’infortunio alla vertebra. Ringrazio la Nazionale che mi ha dato la possibilità di prendere parte a questa gara con la maglia azzurra. Vedrò a che punto è la mia condizione, si tratta anche per me di una incognita. Se dovessi stare bene, però, la tappa di giovedì con arrivo a Maser sarebbe da cerchio rosso”.

Giacomo Nizzolo: “Sto meglio di un mese fa, quando mi trovavo in casa a guardare il Giro d’Italia in televisione. Sono contento di tornare, non devo però pretendere troppo dalla mia condizione. L’Adriatica Ionica Race è un test: mi sono allenato con continuità, spero e sono fiducioso di uscire in crescendo da questi cinque giorni. Abbiamo una squadra molto attrezzata per la salita, con Gianluca Brambilla, Jarlinson Pantano, Fabio Felline, Peter Stetina e il giovane Nicola Conci: un pacchetto di scalatori che si possono mettere in mostra venerdì sul Giau, ma anche nella frazione di Maser. Io proverò a buttarmi in volata e vedere giorno dopo giorno cosa accade”.

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