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Antidoping, nel 2019 la FCI ci ha speso 300mila euro: a livello mondiale il ciclismo è lo sport più controllato

La Federazione ciclistica italiana  ha diramato i dati relativi ai procedimenti di contrasto al doping portati avanti nel 2019. Nell’anno appena chiuso la FCI ha realizzato sul territorio nazionale 751 controlli, con un impegno di spesa di circa 300mila euro. Nel dettaglio, fa sapere proprio la Federazione presieduta da Renato Di Rocco, sono stati svolti 490 controlli in gare internazionali (per conto dell’UCI) e 261 controlli in Campionati italiani, gare nazionali e regionali. “Analogo impegno – si legge nella nota diramata dall’ente nazionale – sarà realizzato anche nel 2020, con un leggero calo delle manifestazioni internazionali e un aumento dei controlli nelle manifestazioni nazionali e regionali”.

Per l’occasione, la FCI ha anche fornito dei dati relativi alle altre entità coinvolte nella lotta al doping. Contestualmente, infatti, vi è l’attività di NADO Italia, che opera per conto della WADA (Agenzia mondiale antidoping), sia con controlli in manifestazioni che a sorpresa di atleti inseriti nella piattaforma ADAMS (Whereabouts). I dati più aggiornati relativi ai controlli NADO  risalgono al 2018, con 843 controlli realizzati nel ciclismo (più 44 nel paraciclismo). Questo numero porta lo sport delle due ruote a rappresentare, a livello assoluto,il secondo sport più controllato, dopo il calcio, oltre che il primo in rapporto al numero di praticanti. Diciannove casi accertati, con una percentuale di positività di 2,1.

Anche il Ministero della Salute esercita una specifica attività in questo campo, per quanto riguarda il ciclismo soprattutto nelle manifestazioni amatoriali e degli enti di promozione. Nell’ambito dei dati relativi al 2018, a fronte dei 22 controlli effettuati, è stato rilevato un caso di positività, pari al 4,5 per cento nel rapporto positivi/controllati. Un valore che posizione il ciclismo al quinto posto tra tutti gli sport.

Dai dati del 2017, gli ultimi a essere definitivi per quel che riguarda le positività accertate, risulta che il ciclismo è al terzo posto per numero assoluto di casi rilevati, ma al quarto per percentuale di positivi/controllati per i soli sport olimpici estivi, senza contare quindi gli sport invernali e quelli che non fanno parte del programma olimpico. Il report della WADA relativo al 2017 , inoltre, evidenzia come il ciclismo sia stato lo sport più controllato. L’UCI risulta essere la Federazione internazionale che in quell’anno ha realizzato il maggior numero di controlli. A livello generale, per quanto riguarda lo sport italiano, NADO Italia è la quarta agenzia per numero di controlli, alle spalle di USA, Cina e Germania.

“Non abbassiamo il livello di attenzione – commenta il presidente Di Rocco – La Federazione ha calibrato la propria attività nel rispetto delle indicazioni degli organismi internazionali. I più recenti dati, inoltre, ci dicono che questa piaga incide nel nostro sport al pari della maggior parte delle altre discipline. Si tratta di un fenomeno che inquina l’attività e mina la credibilità dello sport nel suo complesso. Per questo la Federazione continuerà ad essere paladina della lotta al doping, come lo è stata in passato con provvedimenti in alcuni casi duri e impopolari”.

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