Trek-Segafredo, Vincenzo Nibali: “Ora è tutto un punto interrogativo. Io devo soltanto mantenermi. Con i rulli è tutto bagnato in casa”

Per il momento Vincenzo Nibali non si può sbilanciare sul proprio programma futuro di questo 2020. Come tutti, il capitano della Trek – Segafredo deve necessariamente attendere che la crisi sia passata e che l’UCI possa finalmente riuscire ad ufficializzare le nuove date di un calendario fortemente stravolto. La mancanza del suo obiettivo più importante, ovvero i Giochi di Tokyo 2020 che si svolgeranno ormai nell’estate 2021, potrebbe portarlo a cambiamenti importanti, eventualmente confermando per la prossima stagione l’approccio che aveva pensato per questa, ma chiaramente è ancora presto per sapere con certezza su che corse schierarsi e dove cercare di farsi trovare al massimo della forma.

“Vedremo la nuova stagione come si sbloccherà a livello di calendario, ora è tutto un punto interrogativo – commenta a SkySport24 – I rumors dicono che si dovrebbe ripartire da giugno in poi, cominciando con gare più tranquille. Il Tour de France magari slitterà di una settimana. Io devo soltanto mantenermi, stando attendo all’alimentazione, per via degli allenamenti ridotti”.

Tra le date più attese, oltre a quella di una Grande Boucle che appare sempre più diretta verso uno slittamento di un mese, c’è chiaramente anche il Giro d’Italia, che sulla carta era “un appuntamento importante” della sua stagione, ma lo era anche pensando alla preparazione per le Olimpiadi. Un discorso che ovviamente ora è completamente mutato, mentre potrebbe riproporsi nel 2021, per cui è tutto da valutare a questo punto. “RCS ci darà eventualmente le nuove date – aggiunge lo Squalo dello Stretto – Giusto rimandare di un anno le Olimpiadi, anche perché tutti gli atleti devono totalizzare un punteggio per parteciparvi”.

Per il momento comunque il compito principale degli atleti, è rimanere in forma come gli è possibile: “In questo momento la situazione non è certamente delle migliori. Noi ciclisti abbiamo ridotto le nostre ore di allenamento, poi cambia un po’ da Stato a Stato. Soltanto in Italia, Francia e Spagna non si può neanche uscire, mentre nel resto del mondo alcuni compagni mi dicevano che si stanno allenando comunque, ma hanno ridotto le sedute da quattro a due ore. La migliore soluzione è per me non entrare in contatto con nessuno, facendo un’attività a casa coi rulli”.

Questi ultimi sono ormai uno strumento sempre più conosciuto e apprezzato, non solo per questo periodo di confinamento. Il siciliano ha avuto modo di provarli in alcuni eventi e riconosce il “grande successo della competizione virtuale”, pur sottolineandone ironicamente un problema: “Dopo un’ora così, però, a terra è tutto bagnato”. Leggermente diversa la situazione nella sua Lugano, dove ormai risiede da qualche anno assieme alla moglie Rachele e sua figlia Emma. In Svizzera infatti “non c’è una chiusura totale” e le persone possono uscire “mantenendo le distanze”.

Nella sua partecipazione alla trasmissione Casa SkySport, non mancano i ricordi legati ai grandi avvenimenti, tra gioe e qualche rimpianto. Il più grande è probabilmente la caduta ai Giochi di Rio 2016, mentre sembrava involarsi verso una straordinaria medaglia d’oro: “Se avessimo usato le radioline, sapendo di quel tratto, forse un po’ umido, avrei potuto evitarla – racconta – Purtroppo noi del gruppo di testa non sapevamo che alcuni erano caduti nel giro precedente”. Non è un caso che Tokyo 2020 fosse il suo grande obiettivo stagionale e lo sarà anche per il prossimo.

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