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© ASO / Aurélien Vialatte

Pagelle Freccia Vallone 2021: Il lupo Alpha fa brillare il Wolfpack, Roglic a pochi metri dalla gloria – Woods e Valverde “vecchietti” alla riscossa e non senza rimpianti

Julian Alaphilippe (Deceuninck-QuickStep), 10: Il campione del mondo spazza via tutte le perplessità emerse in questi giorni conquistando con autorevolezza una corsa tagliata su misura per lui. Perfetto nella gestione di un ultimo chilometro che conosce come le sue tasche e che da sempre lo vede brillare, il francese finalizza tattiche e lavoro dei compagni alla perfezione, gestendosi senza sbavature per andare a riprendere la coraggiosa progressione dell’unico che riesce ad impensierirlo. In vista di una Liegi in cui vorrà riscattare la delusione dello scorso anno, non poteva esserci scenario migliore.

Primoz Roglic (Jumbo-Visma), 9: La sua azione è portentosa e senza uno splendido Alaphilippe sarebbe stato praticamente un successo in solitaria visto il vuoto che si lascia dietro. Purtroppo per lui, il francese c’era e non c’era molto che avrebbe potuto fare per contrastarlo. Anche se, forse, partendo anche solo cento metri dopo…

Alejandro Valverde (Movistar), 8,5: Non ha più l’esplosività di un tempo – e ci mancherebbe pure visto che domenica compie 41(!) anni – ma oggi paga anche un posizionamento non proprio ideale. Se il terzo posto è chiaramente un risultato che non si può non ammirare, forse poteva venirne fuori addirittura qualcosa in più se si fosse trovato al posto giusto al momento giusto, quello che uno con la sua esperienza, ancor di più su questo arrivo, dovrebbe conoscere a menadito.

Mike Woods (Israel Start-Up Nation), 7,5: In un arrivo perfetto per lui coglie un buon piazzamento, restando forse anche lui troppo chiuso al momento di partire, ma visti i nomi di chi gli arriva davanti non era semplice fare di meglio.

Mikkel Honoré (Deceuninck-QuickStep), 7,5: Il suo attacco nel finale è il preludio al chilometro perfetto di Julian Alaphilippe. Il danese si lancia infatti con una grande sparata all’ingresso nel muro di Huy, costringendo le altre squadre a inseguire e permettendo ad Alaphilippe di gestirsi. L’azione dello scandinavo simboleggia la giornata dell’intera squadra, sempre capace di proteggere il campione del mondo, che infatti ai nostri microfoni ci ha tenuto a sottolineare più e più volte il prezioso lavoro dei compagni.

Warren Barguil (Arkéa-Samsic), 7,5: Ancora una volta il francese si conferma un discreto corridore per le corse di un giorno, capace di ottenere risultati di buon livello per una squadra professional. Con un miglior supporto nei momenti chiave, potrebbe probabilmente anche ambire a qualcosa in più.

Ben Tulett (Alpecin-Fenix), 7,5: Stavolta non era il più giovane al via, ma chiudere a ridosso della top10 una corsa di questo tipo e livello a 19 anni è qualcosa di tutt’altro che scontato.

Marco Brenner (Team DSM), 7: La palma del più giovane al via questa volta era invece sua. Classe 2002 il gioiellino tedesco chiude la corsa in 24ª posizione, cercando di resistere più a lungo possibile sulle terribili erte dell’ascesa conclusiva. Un risultato tutt’altro che semplice da ottenere vista la qualità dei corridori che si mette alle spalle.

Maurits Lammertink (Intermarché-Wanty-Gobert), 7: Bravo a inserirsi nella fuga di giornata e poi anche a resistere quando tutti gli altri compagni di avventura mollano il colpo. Con il destino segnato, non smette mai di crederci e viene ripreso dal gruppo soltanto ai piedi dell’ultima scalata del Muro di Huy, quando peraltro con grande tenacia stava provando ancora a spingere, nonostante gli altri arrivassero da dietro a doppia velocità. Anche in queste azioni c’è l’essenza del ciclismo.

Tom Pidcock (Ineos Grenadiers), 7: La corsa appariva particolarmente adatta alle sue caratteristiche, di corridore leggero ed esplosivo, nonché veloce, e dopo gli ottimi risultati con i quali si è presentato al via, il sesto posto potrebbe anche andargli stretto. Ma stiamo pur sempre parlando di un corridore classe 1999 passato professionista da appena due mesi, che oggi è anche caduto quando la corsa cominciava ad avviarsi verso le fasi conclusive.

David Gaudu (Groupama-FDJ), 7: Migliora il suo miglior risultato in carriera in una corsa che da subito aveva dimostrato di apprezzare. Se vista la sua progressione in questi anni poteva forse ambire anche a qualcosa in più, resta comunque un buon risultato, che ne conferma ormai lo status in gruppo. Anche per lui, in vista di domenica, una prestazione che promette molto bene.

Esteban Chaves (Team BikeExchange), 7: Continuano le convincenti prove dello scalatore colombiano, autore di una solida primavera che a Liegi potrebbe vederlo nuovamente protagonista in una Monumento, lui che vinse Il Lombardia nell’anno di grazia 2016. Cinque anni e tanti problemi dopo, è bello vederlo regolarmente di nuovo nelle posizioni di vertice delle grandi corse.

Richard Carapaz (Ineos Grenadiers), 7: Un buon piazzamento che arriva dopo aver ancora una volta corso al servizio del team, senza risparmiarsi in momenti in cui i vari big preferiscono restare al coperto. Non un risultato che cambia la sua carriera né la percezione dell’ecuadoriano, ma una importante conferma della sua duttilità, generosità e capacità di soffrire, non solo per sé stesso.

Maximilian Schachmann (Bora-hansgrohe), 6: Il decimo posto gli vale la sufficienza, ma da uno come lui, capace tre giorni fa di giocarsi la vittoria, ci si aspetta qualcosa di più.

Jakob Fuglsang (Astana-PremierTech), 5,5: Se non è chiaramente la classica più adatta alle sue caratteristiche, oggi il danese conferma comunque che in questa primavera sta faticando a trovare il giusto colpo di pedale. Domenica avrà l’ultima occasione per cercare di dare una svolta a questo inizio 2021.

Tim Wellens (Lotto Soudal), 5,5: Ha il merito di provare qualcosa in contropiede, ma lo fa in un momento e un modo che difficilmente può essere decisivo. Consapevole che non si sarebbe potuto giocare la vittoria su una salita così esplosiva, sembra attaccare più pe dovere di firma che con la voglia di fare realmente la differenza e provare a sovvertire i pronostici.

Michael Matthews (Team BikeExchange), 5,5: L’australiano è un corridore versatile, ma con il suo fisico arrampicarsi su questa infinita rampa di garage è tutt’altro che semplice. Stringe i denti ci prova, conscio di avere poi nello sprint l’arma che può cambiare le sorti nel finale. Era tuttavia rimasto troppo dietro per poter raccogliere più di quanto fatto oggi.

Dylan Teuns (Bahrain-Victorious), 5: Il muro finale sembra perfetto per lui, che già in passato è salito sul podio, oggi invece resta nella pancia del gruppo, lontanissimo dai big con cui avrebbe potuto giocarsi il successo, proseguendo con un inizio di stagione altalenante e piuttosto enigmatico.

Benoit Cosnefreoy (Ag2r Citroen), 5: Dopo il secondo posto dello scorso anno si presenta con la voglia di confermarsi. Fa tutto piuttosto bene, facendosi trovare al posto giusto al momento giusto sul Muro finale, ma quando parte Roglic la sua lampadina si spegne e non ne ha più, venendo rimbalzato dagli ultimi 500 metri di una salita che sperava avrebbe potuto rappresentare un trampolino di lancio per lui.

Adam Yates (Ineos Grenadiers), 5: La formazione britannica si presenta con più stelle e non tutte possono brillare sempre, tuttavia in un finale come questo, in cui son quasi solo le proprie gambe a portarti su una volta che inizia la salita, uno come lui ci si aspetta di vederlo molto più avanti al traguardo, soprattutto se in precedenza non ha dovuto spendersi molto. Alla Liegi avrà modo di riscattarsi, ma non è il migliore dei segnali.

Philippe Gilbert (Lotto Soudal), sv: Era la corsa del rientro e non c’era da aspettarsi grandi cose. Condizionato anche da una caduta, il belga continua a vivere un periodo davvero sfortunato.

Sergio Higuita (EF Education – Nippo), sv: Un altro che con la dea bendata in questo periodo sta accumulando un credito che speriamo possa presto riscattare.

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