© UAE Team Emirates / BettiniPhoto

Astana Qazaqstan, Joe Dombrowski impressionato da Pogacar: “Può ottenere risultati ovunque, anche sul pavè”

Joe Dombrowski pronto ad una nuova avventura. Dopo due stagioni all’UAE Team Emirates, nel 2022 il corridore statunitense sarà in gruppo con la maglia dell’Astana Qazaqstan, formazione con la quale ha firmato un contratto valido fino al termine del 2023. Considerato in passato un giovane molto promettente, visto anche il suo successo al Giro d’Italia Giovani del 2012 (davanti a Fabio Aru), il classe 1991 ha faticato ad imporsi tra i grandi, ottenendo solo un paio di vittorie in corse americane. Il suo successo più importante è arrivato però proprio quest’anno con la formazione emiratina, quando a Sestola il 30enne è riuscito a conquistare la quarta frazione del Giro d’Italia davanti ad Alessandro De Marchi. Un risultato che, ovviamente, Dombrowski spera di poter replicare nella prossima stagione con la squadra kazaka.

“Ho il potenziale sia per andare a caccia di tappe, in particolare nei Grandi Giri, sia aiutare l’uomo di classifica nei GT o nelle gare a tappe di una settimana”, le parole rilasciate a FloBikes dallo statunitense, che ha spiegato la scelta di trasferirsi in Astana: “Hanno mostrato interesse in me e ho pensato che sarebbe stata una bella opportunità. Ho deciso che volevo indossare l’azzurro l’anno prossimo. Quando ho parlato con altri corridori che sono stati nella squadra hanno sempre detto che era un bell’ambiente, una specie di squadra familiare“.

“Sento che a volte può essere bello cambiare – ha proseguito il classe 1991 – Si possono ricavare cose nuove dall’essere in un nuovo ambiente e dal lavorare con nuove persone, e penso anche che probabilmente possa esercitare una nuova pressione. Può essere rigenerante in un certo senso”.

Nelle sue due stagioni all’UAE Dombrowski ha avuto la possibilità di vedere da vicino Tadej Pogacar, che ha lasciato una buona impressione allo scalatore statunitense: “Direi che forse è il miglior corridore del mondo in questo momento. Sì, ha vinto il Tour de France, il che è fantastico, e lo ha fatto due volte ora. Penso che finora abbia fatto tre Grandi Giri nella sua carriera e ne abbia vinti due. E ha vinto più tappe. Ma non può fare bene solo nei Grandi Giri, può ottenere risultati davvero ovunque. Ho quasi la sensazione che se corresse le classiche del pavé, potrebbe essere davanti anche lì. Non sembra proprio che ci sia qualcosa che non possa fare”.

Un elemento che ha colpito molto il 30enne è la forza mentale del giovane talento sloveno: “Un vantaggio per lui è che è molto calmo anche se è ancora così giovane. E possiamo immaginare che ci sia un’enorme quantità di pressione su di lui. Ma hai la sensazione che gli venga tutto molto naturale. Non spende molte energie mentali per fare quello che fa. A volte, quando i ragazzi hanno così tanto successo può diventare un peso sulle loro spalle, ma con la sua personalità non vedo questo. È come se fosse solo un ragazzo che si diverte là fuori in sella alla sua bicicletta.  E poi ovviamente ha un grande talento. Credo che è da tanto tempo che non vedevamo un corridore come lui“.


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